Livorno, quando era la capitale del basket: correva l'anno '78

Spiegare a mio figlio, nato nell'85, quale fosse la rivalità tra i tifosi delle due sponde tra la fine degli anni '70 fino alla fusione a freddo progettata diabolicamente e realizzata dall'Avvocato Querci, anche grazie alle ristrettezze economiche nelle quali versavano le due società, non è certo cosa facile.

 

 

Colleghi di lavori, famiglie, coppie, fratelli divisi senza possibilità di mediazione tra l'amaranto della Libertas ed il bianco-azzurro della Pallacanestro Livorno... Migliaia di abbonamenti che si esaurivano in poche ore, un fenomeno unico in Italia. Centinaia di tifosi che stazionavano fuori dal palasport al freddo ed al gelo durante l'inverno in attesa che gli odiati cugini terminassero l'allenamento perchè era indegno stare al caldo ed a sedere mentre si allenavano i “pisani”. Al termine dell'allenamento fuori gli uni e dentro gli altri... guai a mescolarsi. Una rivalità esplode in un momento ben preciso che per me e per molti altri, non riesce difficile collocare nella primavera del '78, anni di piombo in Italia, Aldo Moro nelle mani delle Brigate Rosse.
Ultima giornata di campionato. La Pallacanestro Livorno e Rodrigo Chieti sono appaiate in classifica a giocarsi l'unico posto per la serie A2. Non erano i tempi di Skype, messaggi, ecc. Le notizie volavano sul filo del telefono. La PL gioca in casa con l'Olimpia Firenze, vittoria facile, mai in discussione. Il Rodrigo Chieti del grande Mark Campanaro gioca in casa a porte chiuse, perché hanno il campo squalificato, nientemeno che con la Libertas, strani giochi del destino. A fine primo tempo giunge la notizia in via Allende che la Libertas domina ed è avanti di 24 punti (43-19). Cominciano i festeggiamenti, i tifosi PL si sentono già in serie A. La tragedia, sportiva si intende, si consuma a fine partita. Con un parziale di 72 a 34 (72 punti in un tempo!!!) il Chieti ribalta il risultato e si guadagna il diritto allo spareggio. Ovvio che si urla al biscotto, si vocifera di una telefonata partita da Livorno verso Chieti nell'intervallo con l'ordine tassativo di perdere, la leggenda narra di uno spogliatoio amaranto spaccato tra chi accetta l'ordine di scuderia e chi sportivamente vuol giocarsi la partita. Cosmelli sbatte la porta e da playmaker amaranto diviene Direttore Sportivo della PL. Il dado è tratto, la frattura è insanabile. O sei Libertas o sei Pallacanestro, non esistono possibilità intermedie, tutta la città prende posizione. La fortuna del basket livornese e la sua importanza nel panorama cestistico italiano forse nasce da qui.
Come andò lo spareggio promozione? Vittoria di 5 punti del Chieti, ma questa è un'altra storia, proverò a raccontarvela un'altra volta.

Augusto il risi'atore