Livorno quando era la capitale del basket: era il 1978

Grazie al Palasport dei 5.000 inaugurato da due anni (le poltroncine che verranno collocate in seguito ne ridurranno la capienza a poco più di 4.000) Livorno provò a programmare l'ascesa dalla serie B alla A2 nella stagione 1977/78.

 

 

Nel girone B della poule promozione, dietro alla promossa Sarilà Rimini con 20 punti, rimasero a contendersi la seconda piazza utile per salire di categoria Pallacanestro Livorno e Rodrigo Chieti appaiate a 18... Ricordate il pezzo della scorsa settimana sulla nascita della grande rivalità cittadina e sul biscotto che ha impedito la promozione diretta ai biancoazzurri guidati da Pasini? Fu quindi necessario lo spareggio, sede stabilita Roma, al Flaminio, la data è il 24 aprile. La tifoseria livornese si mobilitò il basket aveva attecchito anche tra i tifosi del calcio, il palasport era sempre stracolmo. Venne organizzato per la prima volta nella storia della pallacanestro italiana un treno speciale per i tifosi al seguito. Durante la settimana il coach Pasini chiese ai tifosi di indossare qualcosa di amaranto o biancoazzurro per distinguersi e far capire di essere livornese. Quanto poco conosceva i tifosi della PL…
Il treno si mise in marcia con enormi speranze. È la primavera del '78, quella del rapimento di Aldo Moro del 16 marzo, in quel giorno ancora nelle mani delle Brigate Rosse (fu poi ritrovato il 9 maggio). Potete immaginare la tensione che c'era nella capitale, si poteva tagliare a fette. Migliaia di tifosi si misero comunque in marcia. Mi ricordo che ci sembrava di partire alla conquista del mondo ma quando arrivammo alla stazione Ostiense, praticamente diventammo quasi invisibili nel flusso dei passeggeri. La muraglia umana si riformò fuori dal Flaminio tre ore prima dell'inizio ed appena aprirono i cancelli metà palasport fu riempito in pochi minuti. Canti, sventolii di bandiere, dimostrazioni incredibili di affetto accompagnarono il riscaldamento della squadra. Nella metà palasport avversario nessuno sugli spalti. A pochi minuti dall'inizio fecero la sua apparizione circa 200 tifosi teatini, abbondantemente soverchiati dal tifo labronico. Ma l'impresa sportiva non riuscì, il Rodrigo Chieti del grande Mark Campanaro vinse per 85 a 80. Voglio ricordare i nostri: Filoni, Diana, Lestini, Scocchera, Grasselli, Panerai, Aspidi, Creati, Stefanini, Vatteroni. A fine partita scattò la (deprecabile) rabbia dei tifosi amaranto, il campo con gli avversari in festa venne fatto oggetto di lanci di oggetti di ogni genere, anche bottiglie di vetro. Partì immediatamente l'intervento delle ingenti forze dell'ordine, che salirono dal basso verso l'alto coi manganelli legati ai polsi e cominciarono a randellare chiunque avesse la sfortuna di trovarsi sul loro cammino. Per fortuna il Flaminio ha anche le uscite dall'alto così personalmente riuscii a mettermi al riparo, ma fuori dal Palasport fu comunque guerriglia. Fuggi fuggi generale, pattuglie intente a fermare i tifosi in fuga, momenti di panico. Ricordo come fosse adesso che un mio amico, grande e grosso come una montagna, adesso affermato operatore sanitario, al tempo remo di grande potenza del Palio, che, urtato leggermente da una pattuglia della Polizia, si girò e a due mani “sbatacchiò” il cofano dell'auto, facendo ballare tutti i poliziotti all'interno, che immediatamente uscirono e coi mitra tronchetto cercarono di riportare l'ordine. In qualche modo riuscimmo ad arrivare alla Stazione per quello che si apprestava a divenire un viaggio allucinante. Qualche furbastro tirò il freno del treno, così che iniziarono le perquisizioni all'interno delle carrozze e degli scompartimenti, il treno partì con grandissimo ritardo. Giornata sportivamente tragica, ma le premesse per tornare tra i grandi erano gettate, sarebbero occorsi altri due campionati per coronare il sogno della promozione e stimolare l'allora sonnecchiante Libertas, erede della grande Fargas dei tempi di Rajkovic ed Allen, a fare altrettanto il campionato seguente. Magari ne parleremo in futuro.

Augusto il risi'atore