Devo essere felice?

Me lo domando, perché vedo che le varie Amministrazioni livornesi stanno operando per valorizzare l'idea che lanciai, nel 2008, sul mio blog “svegliamolivorno.blogspot.it/”.

Infatti, partendo dalla constatazione che si parla sempre di rilancio del turismo a Livorno ma i progetti restano nei cassetti e quei pochi che ne escono non sono quelli giusti perché non risolvono il problema alla radice, avevo proposto di cambiare metodo e di guardare la cosa da un punto di vista ottimistico perché ogni situazione, anche brutta e non voluta, presenta comunque nuove opportunità. Per il turismo culturale e urbanistico/architettonico, alcuni esempi in ordine sparso: il brutto cavalcaferrovia che ha impedito la valorizzazione di una struttura Liberty che tutti potrebbero invidiarci, la zona di Banditella che doveva diventare il salotto buono di Livorno ma così non è stato, la Porta a Terra che doveva essere una bella presentazione della città per chi entri da quella parte ed invece, visti i risultati, sembra che ci sia stato un grande impegno per fare il contrario, e poi ancora il Mercato del pesce, lo Scoglio della regina, la Dogana d'acqua, la Porta a Mare realizzata senza favorirne l'integrazione urbanistica con la città e soffocata dall'adiacente cantiere, i Fossi e le Fortezze non valorizzati o valorizzati male, ecc. ecc., fino ad arrivare al Parco Levante che ha ripetuto, a mio parere, tutti gli errori della Porta a Terra. Se poi vogliamo parlare anche di “errori più piccoli”, è di questi giorni il progetto di spostare l'edicola di via Gobetti in p.zza Saragat ma senza preoccuparsi di creare le premesse per favorire occasioni di socializzazione e di considerarne gli aspetti imprenditoriali. Infatti, la posizione ideale, sempre a mio parere, sarebbe la parte sud dello spazio erboso (non posso chiamarlo aiuola) di fronte alla farmacia perché, con la buona stagione, l'edicolante potrebbe promuovere incontri con gli autori e serate culturali usufruendo, per il pubblico, delle 5 panchine già esistenti. Con queste premesse, il suggerimento - che detti nel 2008 e che ripeto - è quello di pubblicizzare Livorno come una città in cui le brutture e gli sbagli sono la regola e di facilitare l’arrivo di visitatori organizzando veri giri turistici a tema: quello del brutto, quello del dimenticato, quello dello sbagliato. In questo modo, anche le scuole di architettura ed urbanistica potrebbero organizzare gite per i loro studenti così da mostrare cosa non deve fare l’architetto e l’urbanista. Questa potrebbe sembrare una proposta provocatoria ma si tratta, invece, di semplice pragmatismo.

Gennaro (Roberto) Ceruso – un cittadino con il difetto di amare Livorno.