Livorno come Chicago?

Il vostro giornale ha uno slogan: la voce della città. Ecco, io faccio parte della città e vorrei dar voce a quello che penso. Se me lo permettete.

 

Tutti vediamo e leggiamo le lamentele dei nostri concittadini, è sotto gli occhi di tutti il degrado, non è più sostenibile la violenza che c’è in giro per la città, di giorno e di notte. Rapine, furti, scippi… ormai Livorno è gemellata con Chicago, anche se quest’ultima ha la più alta percentuale di omicidi degli States.

E noi non vorremmo diventare così, non vogliamo emulare questa città americana. Però la situazione si sta facendo terribile, non è più possibile camminare la sera in certe zone con il rischio di qualche rissa o di essere derubati. Le ragazze hanno paura ad uscire da sole, e in realtà anche noi uomini. Mica siamo tutti dei superman. Lo dichiaro, sono di sinistra, progressista, tollerante, amo qualsiasi razza esista al mondo, sono per la globalizzazione, la libertà e non seguo le religioni; credo in qualcosa che va oltre la nostra vita terrena ma non so cos’è. Però leggere i giornali e vedere che ormai la stragrande maggioranza dei crimini sono commessi da stranieri mi da molto fastidio. Pare che sappiano che una volta arrivati in Italia tutti possano fare come gli pare, tanto sanno che in galera ci restano un giorno e poi sono liberi. Mentre noi cittadini a volte veniamo tartassati con multe, tasse, orpelli e via dicendo. Spesso vedo cinesi, gente di colore e altri stranieri riconoscibili dai loro tratti somatici andare in bicicletta in senso contrario come se niente fosse. Io guido e devo scansarli, mentre loro, nella più totale indifferenza ti mandano anche a quel paese se provi a dire qualcosa. Si sono adattati subito al nostro modo di vivere, e questo esempio delle bici in controsenso è quasi una metafora di come certa gente si comporta. Le Istituzioni prendano in mano la situazione, perché noi vogliamo tornare ad essere cittadini liberi, liberi di poter camminare a mezzanotte in piazza della Repubblica, vogliamo che le nostre bimbe non abbiano paura di tornare a casa la sera. Vogliamo la giustizia. Che i criminali siano marocchini, senegalesi, cinesi o livornesi, naturalmente.

Marco Ser.