Livorno: bellezze, turisti, anarchia

La mia età ormai mi consente di tirare alcune somme della mia vita e dare un’occhiata a quello che era una volta e quello che è adesso.

 

Non sono un nostalgico, uno di quelli che dicono “una volta si stava meglio”, perché io amo il progresso, mi piace la tecnologia, apprezzo tutte le cose belle che sono state inventate e scoperte. C’è da dire però che la mia Livorno ha delle pecche e delle incongruenze incredibili. Io sono di quella generazione che giocava con le figurine al muro, ci costruivamo i “carretti”, le fionde, si facevano le gare con i tappini con le figurine dei ciclisti all’interno, si giocava all’aperto, insomma. Oggi non è quasi più possibile: i bambini giocano con il tablet, lo smartphone o il computer. Ne prendo atto; i tempi cambiano. Però oggi Livorno, rispetto a 50 anni fa, è più bella, e i turisti lo vedono. Solo che quando li guardo passeggiare per le strade sembrano dei pesci fuor d’acqua, non sanno come e dove muoversi. Non ci sono guide (pochissime), non c’è nessuno che possa davvero organizzare come si deve dei percorsi interessanti per poter scoprire appieno le bellezze della nostra città. E di bellezze ne abbiamo, i livornesi lo sanno, ed è anche inutile che stia qui ad elencarle. Ma ci sono anche chiese e musei sconosciuti ai più, e anche questi, oltre alla ben nota Terrazza o Fortezza Vecchia, andrebbero valorizzati. Dicono che noi non siamo una città per i turisti: non è vero, perché gli americani se le sognano città come la nostra, l’America è un paese giovane, e per loro vedere monumenti del 1500 è come per noi vedere qualcosa di quattromila anni fa. Rimangono affascinati dalla Venezia, dal nostro mare, dai mercati, dalle piazze. E noi facciamo poco per richiamare la loro attenzione. Livorno è pigra, anarchica, ognuno fa quello che gli pare, parcheggia dove vuole, gira con i motorini smarmittati, sporca i muri, e i cittadini per bene stanno a guardare, così come le istituzioni. Signor Sindaco, faccia qualcosa di più per valorizzare la nostra bella città, la prego. Noi siamo a sua disposizione.

Nedo, innamorato della sua Livorno