Attualità

Il maestro Pitocco interpreta Bach con la fisarmonica

Quarto appuntamento della Rassegna: Fisarmonica, Ma Che Musica Maestro.
L'Associazione Accademia degli Avvalorati ringrazia il direttore M° Stefano Guidi dell'I.S.S.M. Pietro Mascagni per ospitare venerdì 16 marzo alle ore 15.15 il Seminario: La filologia e l’interpretazione delle opere organistiche di Johann Sebastian Bach sulla fisarmonica  tenuto dal M° Massimiliano Pitocco (docente del Conservatorio Santa Cecilia di Roma) la Diocesi di Livorno ed il parroco Don Michele Esposito per accogliere la sera alle ore 21.15 di venerdì 16 marzo il concerto di fisarmonica, L’organo ad ance interpretato dal M° Massimiliano Pitocco alla fisarmonica, nella splendida Chiesa di Santa Caterina nel quartiere della Venezia. Sia il seminario che il concerto saranno ad ingresso libero.
“Lo spettro dinamico e sonoro della fisarmonica eccezionalmente ampio, il suo potenziale di virtuosismo derivante dalla struttura delle tastiere, le sue possibilità armoniche e polifoniche e le caratteristiche del movimento del mantice paragonabili all’arco di un violino ne fanno uno strumento per me enormemente affascinante”. Magnus Lindberg, compositore-
Molti compositori hanno creduto nelle potenzialità espressive, dinamiche armoniche e polifoniche della fisarmonica componendo musiche sia per lo strumento solista che per ensemble di musica da camera, assicurandogli un posto stabile in gruppi come l’Ensemble Modern, l’Ensemble Intercontemporaine, l’Ensemble 13 e lo scandinavo Ensemble Avanti. Questo sviluppo è stato reso possibile dal vivo interesse manifestato da importanti compositori come Sofia Gubaidulina, John Cage, Isang Yung, Klaus Huber, Mauricio Kagel, Luciano Berio, Bruno Bettinelli, Franco Donatoni, Salvatore di Gesualdo, Adriana Holscky, Andrea Talmelli, etc... dalla nascita di una nuova generazione di fisarmonicisti che hanno potuto avvantaggiarsi di una formazione solida avvenuta in conservatori o istituti superiori di paesi come  l’Italia, la Germania, la Scandinavia, la Russia o l’America del Nord.
Il fisarmonicista Massimiliano Pitocco presenterà un concerto interamente dedicato alla figura dell'immenso compositore tedesco Johann Sebastian Bach.  “Un colloquio di Dio con se stesso, poco prima della creazione” è la celeberrima frase con cui il grande Johann Wolfgang Goethe definisce Bach e il suo operato. Già questo è sufficiente per stabilire la portata dello stupefacente genio musicale tedesco. Benché oggi Johann Sebastian Bach rappresenti uno dei più grandi musicisti di ogni tempo, in vita gli vengono riservate poche glorie. I contemporanei del XVII secolo lo apprezzano come organista, ma non come compositore per lo stile considerato arcaico e ancorato alla tradizione polifonica rinascimentale. Il suo prodigio viene riscoperto grazie al musicologo tedesco Johann Nikolaus Forkel che durante i primi anni dell’Ottocento è l’autore della prima biografia di Bach.
Programma del concerto del maestro Massimiliano Pitocco:
Preludio e Fuga in DO minore BWV 546
Per quanto il binomio "preludio e fuga" faccia pensare a composizioni concepite in un rapporto di stretta continuità, vi sono molti casi nei quali la scrittura di Bach, e più ancora il suo metodo di concatenazione degli elementi, procedono secondo un'associazione più libera. È sufficiente infatti che la logica e la struttura interna di due lavori di stesura anche lontana offrano un grado significativo di affinità, di "parentela", perché Bach possa comporre un insieme fatto di unità disparate. Il loro legame, in questi casi, si percepisce a partire da quel criterio quasi enciclopedico di "varietà" che egli continuava a tener presente anche nei cicli più coerenti, ma che a maggior ragione si riflette in quelli che a un primo colpo d'occhio si potrebbero definire quasi dei collages. Con ogni probabilità, il dittico del Preludio e fuga in do minore BWV 546 appartiene a questo genere di composizioni, dato che la prima parte è stata scritta a Lipsia intorno al 1730, mentre la Fuga risale agli anni di Weimar, verosimilmente al 1716. Una datazione diversa, che voleva l'insieme composto in modo unitario nel 1744, è stata infatti contraddetta dalle analisi delle fonti manoscritte. 
(Stefano Catucci).
Fantasia e Fuga in SOL minore (GRANDE) BWV 542
Ad Amburgo, in una data che non corrispondeva a quella ufficiale del concorso, si ritiene che Bach avesse eseguito una Fuga basata sul tema di una danza olandese, divenuta poi la seconda parte della Fantasia e fuga in sol minore BWV 542. L'ipotesi, variamente accreditata, non attesta nulla invece della Fantasia in stile di toccata che solo alcune fonti accostano alla Fuga e che, ad ogni modo, è probabile appartenga al periodo di Weimar. Certo è invece che la prima parte di questa composizione è fra le più ardite del Bach organista, che esplora accostamenti molto audaci di ritmo e di armonia padroneggiando l'insieme con straordinaria facilità, così come nella Fuga ottiene effetti di alto virtuosismo barocco. Anche l'estensione sonora è impressionante: nel corso della Fantasia, il manuale giunge fino al re sovracuto, caso che si ripete in sole due altre occasioni in tutto il repertorio organistico di Bach, nella Toccata in do maggiore BWV 564 e nel Trio in sol minore BWV 584. 
(Stefano Catucci)
Adagio in sol maggiore BWV 968
Non si conoscono esattamente i motivi per cui nel 1717 Bach decise di lasciare Weimar per un incarico alla corte del principe Leopold a Köthen, ma si sa che non fu un divorzio "consensuale": quando presentò le dimissioni fu arrestato, chiuso in carcere e quindi licenziato in malo modo. Il nuovo ruolo come Maestro di cappella prevedeva la "fornitura" di tutta la musica necessaria ai bisogni di palazzo: brani d'intrattenimento, cantate d'omaggio e composizioni celebrative per le ricorrenze. La sua attività si manifestò quindi soprattutto nel campo della musica strumentale anche con aspetti di intento pedagogico (rivolto anche ai giovanissimi figli Wilhelm Friedemann e Carl Philipp Emanuel e alla seconda moglie Anna Magdalena): risalgono a questi anni infatti le Sonate cameristiche, i Concerti (compresi i Brandeburghesi), le Ouvertures e i grandi lavori "didattici" quali le Invenzioni a 2 e 3 voci, le Suites "inglesi" e "francesi", la prima parte del Clavicembalo ben temperato, le Suites per violoncello solo e le sei Sonate e Partite per violino solo BWV 1001-1006. Fu lo stesso Bach a utilizzare il materiale di questa raccolta per altre versioni strumentali, dalla Suite in MI maggiore per liuto BWV 1006a (da BWV 1006) alla Fuga in re minore per organo BWV 539 (tratta dalla Sonata BWV 1001). Di non certa attribuzione sono invece la Sonata in re minore per cembalo BWV 964 (dalla Sonata BWV 1003) e l'Adagio in sol maggiore BWV 968 tratto dal primo tempo della Sonata BWV 1005 in do maggiore. 
(Laura Pietrantoni)
Passacaglia in DO min BWV  582 L'origine di questa monumentale composizione è clavicembalistica. Bach l'avrebbe composta a Weimar e sarebbe quindi anteriore alle sei sonate. Le didascalie che sono dedicate a questo pezzo, come pure non poche edizioni musicali, gli attribuiscono i caratteri più disparati. Taluni nelle venti variazioni, vedono inesistenti colori orchestrali, altri un... «potente poema sinfonico, dagli accenti del dolore (sic) espresso tra i singhiozzi». Questa meravigliosa composizione, l'unica del genere-che sia stata composta da J. S. Bach, è resa nella sua massima monumentalità dallo strumento alla cui letteratura è ormai legata, in modo indissolubile. In essa non vi si trova il frammentarismo di alcuni contemporanei di Bach (Haendel), né la superficialità e la frivolezza francese, ma è l'opera d'arte nel più elevato senso della parola e che comprende la scienza e l'ispirazione; l'una a completaménto dell'altra. La continuità del pensiero, nell'intero lavoro, è tale da suggerire il paragone che le Variazioni siano dei blocchi di granito che uniti formano il grande monumento della Passacaglia.
(Fernando Germani)
J.S.BACH/F.BUSONI  - Ciaccona in Re min  BWV 1004.
Ancor prima di intraprendere questa monumentale opera di revisore, già dal 1888 il ventiduenne Busoni aveva iniziato a compiere un altro genere di orbite intorno al sole Bach, trascrivendone per pianoforte alcune pagine organistiche. Dall'unione di queste trascrizioni con le pagine bachiane rivedute per la Buso-ni-Ausgabe, con l'aggiunta di studi e brani pianistici di sua composizione ispirati a Bach, nacque la Bach-Busoni gesammelte Ausgabe (Edizione completa Bach-Busoni), concepita come una sorta di ideale "alta scuola pianistica", articolata in sette volumi, di cui sei apparsi nel 1916 e l'ultimo nel 1920.Completamente diverso l'approccio di Busoni che - dopo aver abbandonato un tentativo di orchestrazione della Ciaccona intrapreso intorno agli anni Ottanta dell'Ottocento, di cui ci sono rimasti degli schizzi - ha optato anche lui per il pianoforte, ma partendo da presupposti opposti a quelli di Brahms: se il compositore amburghese perseguiva una soluzione che si avvicinasse il più possibile all'originale violinistico, Busoni ha scelto di trattare "l'effetto sonoro in senso organistico. Questo procedimento, molto contestato, trova la sua giustificazione anzitutto nel contenuto, che sul violino non arriva a piena espressione, in secondo luogo nell'esempio proposto da Bach stesso con la sua trascrizione per organo della sua Fuga in sol minore per violino". Se la prima "giustificazione" addotta da Busoni, così come altre sue affermazioni, ci sembra oggi fortemente discutibile e quasi inaccettabile a livello teorico, non si può non riconoscere che, con la sua trascrizione della Ciaccona (da lui dedicata al pianista tedesco Eugen d'Albert, che riteneva il migliore degli allievi di Liszt), 
(Carlo Cavalletti)
MASSIMILIANO PITOCCO
Ha  iniziato a  7 anni  lo  studio del “Bajan” (fisarmonica russa) con  il M° A.Di Zio e successivamente a Parigi con  il M° Max  Bonnay,   diplomandosi  nel '92  al Conservatorio Nazionale Superiore,  nel '93 al Conservatorio della  "ville de Paris" e  sempre  nello  stesso  anno al concorso regionale d' Ile de France ottenendo ovunque il primo premio con medaglia d' Oro. Nel '92 si diploma con lode in Organo a Pescara con la Prof.ssa G.Franzoni,  nel '94 in Fisarmonica a Bari e ha studiato Fuga e Composizione con il M° E.Alandia.  Si è perfezionato successivamente in Bajan con F.Lips, W.Zubitsky, J.Mornet, M.Ellegaard, e in Organo con T.Kopman, D.Roth, L.Rogg e per due anni a Cremona con    M.Radulescu. E' vincitore di numerosi concorsi internazionali di Bayan, tra cui il primo premio a Castelfidardo (1986 e 1988) e il secondo premio alla "Coppa del Mondo" organizzata in Svizzera (1989). E' spesso invitato a conferenze e seminari oltre che a presiedere le giurie delle più importanti competizioni internazionali quali il Premio di Castelfidardo e Klingenthal. Ha  suonato  in importanti  teatri di tutto il mondo  come  quelli di Monaco,  Francoforte, il Concertgebouw di Amsterdam, Bruxelles, Amburgo, Lisbona, Belgrado, Stoccolma, Vienna, Parigi, Lione, Lussemburgo, Budapest,  Konzerthaus di Berlino, la Tonhalle di Zurigo e Lucerna, Città del Mexico, Sydney, Tokyo, Yokohama, EAU, Marocco, San Paolo di Brasile, USA, e nei maggiori teatri italiani come il Parco della Musica a Roma, il Goldoni di Venezia, il Bellini di Napoli, il Politeama di Lecce, il Verdi di Trieste, la Pergola di Firenze, la sala Verdi di Milano, il Massimo e il Biondi di Palermo,  il Piccinni di Bari, il Comunale di Bologna ecc.  Da anni  suona anche il  Bandoneòn  e si  è dedicato al  Tango in  particolare alla musica di A.Piazzolla;  nel 1998  ha fondato il quartetto  "Four for Tango",  nel 2000 il TrisTango e nel 2006 il sestetto “Viento de Tango”. Nel 2002 ha suonato e diretto in Svizzera l'opera "Maria de Buenos Aires" di A.Piazzolla-H.Ferrer riscuotendo notevole successo di pubblico e di critica.
Ha collaborato  e collabora con  grandi musicisti e attori quali  Milva,  Luis Bacalov,  Ennio Morricone, Ivan Fedele, Sylvano Bussotti, Gidon Kremer, Nicola Piovani, Vinicio Capossela, Michele Placido, L.Mastelloni, D.Riondino, Adolfo Margotta; ha registrato numerose colonne sonore per film di cinema e televisione e inciso diversi compact-disc per le case discografiche Dynamic, Wergo, Sculture d' Aria, Riovoalto-Ducale, Wide, Azzurra e MAP.   E’ titolare della cattedra di Bajan presso il conservatorio “Santa Cecilia” in Roma e tiene corsi di perfezionamento al festival di Portogruaro e l’Accademia Musicale Pescarese. I suoi studenti Cesare Chiacchiaretta, Dario Flammini, Giuseppe Scigliano, Adriano Ranieri, Gionni e Walter Di Girolamo, Angelo Miele, Saria Convertino,  etc, sono stati vincitori dei più importanti concorsi di Fisarmonica al mondo e docenti presso Conservatori di Musica.
Oltre che all'aspetto didattico e concertistico sulla fisarmonica, chi verrà a Livorno potrà godere di conoscere Livorno sviluppatasi dalla seconda metà del XVI secolo per volontà dei Medici prima e dei Lorena in seguito, fu importante porto franco frequentato da numerosi mercanti stranieri, sede di consolati e compagnie di navigazione. Ciò contribuì ad affermare, sin dalla fine del Cinquecento, i caratteri di città multietnica e multiculturale per eccellenza, dei quali sopravvivono importanti vestigia, quali chiese e cimiteri nazionali, palazzi, ville e opere di pubblica utilità indissolubilmente legate ai nomi delle importanti comunità straniere che frequentarono il porto franco fino alla seconda metà dell’Ottocento. Questa vocazione internazionale portò ad identificare la città come Leghorn nel Regno Unito e negli Stati Uniti d’America, Livourne in Francia, Liorna in Spagna ecc., analogamente alle più importanti capitali di stato dell'epoca.  La città è celebre per ospitare il Santuario di Montenero, intitolato alla Madonna delle Grazie patrona della Toscana, nonché per aver dato i natali a personalità di prestigio come Amedeo Modigliani, Pietro Mascagni, Antonio Gragnani, Filippo Gragnani, Pietro Nardini, Giuseppe Maria Cambini, Ranieri de' Calzabigi, Giovanni Francesco Giuliani, Michele Bolaffi, Abramo Basevi, Giovanni Fattori, Giuseppe Maria Terreni, Jean Sebastian Stuck etc... e per avere accolto le spoglie di importanti personalità quali Giovanni Paolo Schulthesius, François Duquesnoy, François Riviere etc...
PROSSIMI CONCERTI FISARMONICA: MA CHE MUSICA MAESTRO
• Venerdì 6 aprile 2018 - PATRIZIA ANGELONI fisarmonica e voce
Docente di fisarmonica presso il Conservatorio Statale Ottorino Respighi di LATINA    
con INGRID SCHORSCHER movimento, voce e fisarmonica   
Ore 15.00 - Conferenza: IL SUONO RIVELA: La fisarmonica, tra gesto esecutivo e identità musicale - Sala Auditorium dell’I.S.S.M. Pietro Mascagni - via G. Galilei, 40 Livorno
Ore 21.15 - Concerto: RESONANCE II CONCERTO - PERFORMANCE
Sala Auditorium dell’I.S.S.M. P. Mascagni - via G. Galilei, 40 - Livorno
Musiche di J. Cage, H. Purcell, G. Mainerio, P. Rotili, S. Bonilauri, H. Lee, A. Abbott
• Venerdì 11 maggio 2018 – CORRADO ROJAC, armonica a mantice 
Docente di fisarmonica presso il Conservatorio Statale Giuseppe Tartini di  TRIESTE
Ore 15.00 - Conferenza: L’armonica a mantice di Giuseppe Greggiati 
Sala Auditorium dell’I.S.S.M. Pietro Mascagni -  via G. Galilei, 40 - Livorno
Ore 21.15 -  Concerto: L’armonica a mantice di Giuseppe Greggiati
Chiesa di San Ferdinando, piazza A. Garibaldi - Livorno
Musiche di padre Giuseppe Greggiati
• Venerdì 1 giugno 2018 – FRANCESCO PALAZZO, fisarmonica
Docente di fisarmonica presso il Conservatorio Statale Niccolò Piccinni di BARI
con TIZIANA PORTOGHESE mezzo-soprano 
Ore 15.00 – Conferenza: Folksongs, tra tradizione e futuro.
Una nuova prospettiva nella musica da camera
Sala Auditorium dell’I.S.S.M. Pietro Mascagni -  via G. Galilei, 40 - Livorno
Ore 21.15 -  Duo Folksongs! in Concerto
Sala Auditorium dell’I.S.S.M. Pietro Mascagni via G. Galilei, 40 - Livorno
Musiche di G. Rossini, V. Ullmahn, L.  Morleo, M.de Lillo, F.J. Obradors, T. Portoghese/F. Palazzo, Tradizionali: Svezia, Irlanda, Inghilterra, Spagna, Italia, Grecia, Romania, Giappone, Corea
Associazione No Profit
Accademia degli Avvalorati
Via della Madonna, 50 - Cap. 57123 Livorno
accademiadegliavvalorati@gmail.com
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Mobile: 3391114737 Home 0586 889939

  

  

 

 

 

 

  

 

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