Cronaca

Droga e refurtiva in casa: arrestati un tunisino e una livornese, già recidivi

Nella mattinata di ieri, 7 giugno, i Carabinieri di Livorno hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un 25enne tunisino, denunciato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, e la moglie, una 29enne livornese, per il reato ricettazione.
I Carabinieri, fin dalle prime ore del mattino, si erano recati a casa dell’uomo per sottoporlo alla nuova misura degli arresti domiciliari visto che non aveva osservato tale obbligo. In un primo momento il nordafricano non veniva trovato nella sua abitazione. Alcune macchie all’ingresso insospettivano i Carabinieri intervenuti sul posto, che poi hanno sentito l’abbaiare di un cane all’interno.
I Carabinieri sono andati a perlustrare i dintorni e hanno trovato il tunisino che si aggirava nei vicoli vicini. Subito bloccato, è stato perquisito, e lo hanno trovato con tre ovuli di cocaina.
Ma il sospetto che all’interno dell’abitazione ci fosse altra droga o altre persone era forte. Ma quando i Carabinieri hanno detto all’uomo di parire la porta, lui ha detto di non avere le chiavi di casa e che per entrare utilizzava il tubo della grondaia dal balcone lasciato aperto.
I Carabinieri allora, con l’aiuto dei Vigili del Fuoco, hanno utilizzato una scala per introdursi nell’appartamento attraverso il balcone. Messo in sicurezza il cane, hanno iniziato a perquisire dell’appartamento e nella camera da letto hanno trovato la 29enne livornese, nascosta nel vano/cassettone interno del letto matrimoniale per sfuggire ai Carabinieri.
Durante la perquisizione è stato trovato del materiale utile al confezionamento di sostanza stupefacente, corrispondente a quello trovato addosso al giovane tunisino, oltre a un bilancino di precisione.
Ancora una volta l’attenzione dei militari dell’Arma veniva attratta da qualcosa di strano: la presenza di un blocco di alcuni documenti d’identità non corrispondenti ai due.
Intanto, per strada, un uomo, notato dai militari, diceva di essere stato derubato del borsello che aveva lasciato incustodito per pochi attimi nel furgone per effettuare delle consegne per lavoro.
Il 48enne livornese, spiegava che nel borsello c’erano documenti, del denaro e un telefono cellulare.
Il borsello veniva rinvenuto nell’appartamento del tunisino e della livornese e veniva restituito immediatamente all’uomo derubato. Il denaro e i documenti erano ancora nel borsello, ma purtroppo non il telefono cellulare.
La coppia di malfattori è ormai ben nota alle autorità livornesi. I Carabinieri di Livorno, dall’inizio del 2019, hanno già arrestato i due per il furto di un motorino e li hanno denunciati per la ricettazione di un altro veicolo a due ruote. Nello stesso periodo anche i Carabinieri di Viareggio, incappati nei due, li hanno arrestati per rapina.
Il 25enne tunisino veniva sottoposto agli arresti domiciliari, denunciato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, e denunciato per ricettazione in concorso con la 29enne moglie livornese.

  

 

 

 

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