Cronaca

Città-porto Livorno: competitività e coesione sociale

Oggi, 1° marzo, l’assessora al Porto e all’Integrazione porto-città del Comune di Livorno Barbara Bonciani ha riunito la comunità portuale per avviare una riflessione congiunta, con senso di responsabilità e visione comune, sul futuro del lavoro portuale e del comparto della logistica in un’ottica di sistema. L’Amministrazione comunale ha inteso in questo modo concretizzare il processo di governance allargata e di dialogo sociale già intrapreso per la gestione degli effetti del covid 19 sulla comunità con le cabine di regia città-porto, per finalizzarlo su obiettivi comuni che trovino convergenza e una loro sintesi per lo sviluppo competitivo del porto, della città, delle imprese portuali e della logistica e dei i lavoratori. Tutto ciò nell’ottica di uno sviluppo futuro in cui città-porto e comunità sappiano far sistema al fine di coniugare competitività, governabilità e coesione sociale. Presenti il Segretario Generale Adsp MTS Massimo Provinciali, Umberto Paoletti (Confindustria), Enrico Bonistalli (Asamar) Gloria Dari (Spedimar e Confetra Toscana), Massimo Angioli (CNA Trasporti), Marco Mignogna e Enio Lorenzini (Assiterminal), Enzo Raugei (Ancip), Jari de Filicaia (Lega Cooperative), Matteo Trumpy (ALP), Fabrizio Zannotti e Giuseppe Gucciardo (Cgil), Ginaluca Vianello (Uil), Dino Ketzei (Cisl).
“In questo periodo di crisi dovuto agli effetti che la pandemia sanitaria ha generato sulla portualità e sul comparto della logistica, le Istituzioni pubbliche hanno grandi responsabilità nel supportare la ripresa e lo sviluppo – dichiara l'assessora Bonciani - Come Assessora al porto e integrazione città porto sento il dovere di attivare un percorso per supportare un progetto di medio-lungo periodo che metta la comunità portuale insieme su obiettivi di competitività e coesione sociale, in cui l’obiettivo della qualità del lavoro abbia una centralità”.
La comunità portuale e la città si uniscono su obiettivi condivisi, con la volontà di definire strategie di medio e lungo periodo capaci di governare, non solo l’emergenza contingente, ma anche la successiva fase di ripresa dell’economia e per farsi trovar pronti a gestire i processi di innovazione che interverranno con la realizzazione delle infrastrutture a mare (Darsena Europa) e a terra (Piano del ferro, potenziamento retroporto, logistica 5.0).
Fra le sfide emerse dal tavolo, da affrontare insieme, come comunità, c’è quella dell’organizzazione del lavoro portuale, ma non soltanto, poiché sarà fondamentale saper guardare alle necessità del comparto della logistica e del trasporto, misurandosi con le filiere produttive e con i settori industriali. Sul primo punto l’assessora Bonciani ha fatto presente che le previsioni della norma vigente sul lavoro temporaneo sono una ricchezza da non disperdere ma anzi da tutelare come fattore di competitività, così come il sistema di appalto di segmento di ciclo senza interferenze, sono punti di forza che ci dovranno impegnare nel breve ad adottare scelte in grado di garantire un sistema di imprese competitivo e occupazione stabile e qualificata. Allo stesso tempo sarà necessario inserire fattivamente il comparto della logistica nel processo in atto e saper fare sistema, considerando che la logistica, parte più consistente del settore, ha perso il 30% dell’export a causa della pandemia e questo impatta gravemente sulla portualità e sull’occupazione.
Fare comunità sul fronte lavoro e quindi competitività del sistema città-porto significa in primo luogo condividere visione e responsabilità nella consapevolezza che lo sviluppo futuro delle imprese portuali, come quello afferente alle imprese della logistica e delle spedizioni dipenderà dalla capacità di promuovere sviluppo, pace sociale e processi innovativi capaci di generare occupazione di qualità. Per far questo sarà necessario, in primo luogo abbandonare un approccio alle questioni del lavoro in generale e dell’organizzazione del lavoro portuale in particolare di tipo emergenziale e favorire una visione di medio lungo periodo con una programmazione pro-attiva delle politiche del lavoro. Sarà necessario attivare una più stretta collaborazione fra cluster marittimo (portuale e logistico), istituzioni, istituti scolastici, Università e mondo della ricerca.
“La discussione che abbiamo avviato sul futuro del lavoro, quindi, non potrà limitarsi a ragionamenti piccoli e contingenti, ma dovrà necessariamente aprirsi al futuro – aggiunge l'assessora Bonciani - In questo ambito, la salvaguardia del lavoro, tema di grandissima importanza, dovrà essere accompagnato da una riflessione sullo sviluppo della portualità, della logistica e del lavoro nel sistema città-porto Livorno”.
La proposta avanzata dall’Assessora e condivisa dalla Comunità portuale è quella di aggiornare il Patto per il lavoro, riempiendolo di nuovi contenuti, già precedentemente citati e ampliandolo a tutta la comunità portuale, inserendo le associazioni della logistica. Questo per avviare insieme un percorso costruttivo, che non può che essere di comunità che guardi al futuro, in un clima di pace sociale e collaborazione, con lo scopo di favorire la competitività dell’intero sistema, a favore della città, delle imprese e dei lavoratori.
Il nuovo Patto per il lavoro, la competitività e coesione sociale del sistema città-porto Livorno sarà uno strumento a supporto della comunità per guidare il lavoro congiunto da realizzare, ai fini della governabilità dei processi in atto, per favorire un’organizzazione del lavoro portuale e della logistica che sappia rispondere alla sfide presenti e future. Tutto questo in un clima di pace sociale e dialogo che dobbiamo coltivare per la nostra comunità, elemento di base per la competitività del sistema, per la coesione sociale e per dare sostenibilità e speranza alle nuove generazioni. È chiaro che il patto per il lavoro, la competitività e coesione sociale del sistema città-porto Livorno costituisce uno strumento di supporto al processo che richiamerà necessariamente agli adempimenti di legge che dovranno essere rispettati nell’interesse di tutti (città, porto, imprese e lavoratori).

  

  

 

 

  

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