Cultura

Il libro: Anna D’Auria e il suo “Mala Jin, tulipani nel cemento”

Il romanzo ‘’Mala Jin. Tulipani nel cemento’’, edito da Albatros il Filo, con prefazione dell’avvocato Libera Cesino, presidente dell’Associazione ‘’Libera dalla violenza’’, intreccia linguaggio poetico e prosastico e vuol essere un omaggio all’eroica resistenza delle donne curde... le Antigoni moderne, soldatesse della pace, nonché una testimonianza della loro abnegazione, di una vita nutrita di una sorellanza di nobili ideali e di spirito sacrificio in nome di una causa comune: la tutela della propria dignità e la salvezza della propria etnia dal genocidio.
La vicenda si dipana da uno scenario naturale suggestivo, la baia di Trentova ad Agropoli, per concludersi nel cuore dell’Anatolia, in una terra dove le donne sono ‘’bambole di carta" che possono essere stracciate in mille pezzi, ma proprio per la loro tenacia possono diventare "Tulipani nel cemento", simbolo di forza, di coraggio per le nuove generazioni.
La protagonista Elena, nel giorno del suo quindicesimo compleanno, avverte per la prima volta la sensazione di uscire dal proprio corpo e di guardarsi dal di fuori, quasi l’anima avesse preso una pausa per volgersi verso un altrove popolato di altre anime, che hanno ormai perso per sempre la propria dimensione corporea. È qui che la ragazza trova conferma a un sentimento che già da tempo albergava nel suo cuore: poco o niente della vita che ha condotto fino ad ora le appartiene, non il suo nome né il suolo che calpesta ogni giorno, perfino l’amore della donna che l’ha cresciuta come una figlia non è sufficiente a sopire quella sensazione di essere venuta al mondo per fare altro, qualcosa di più importante. Poche parole lasciate su un foglio – “devo tornare nella mia terra” – e poi l’inizio del lungo viaggio verso Muş, una delle zone della Turchia a prevalenza curda, alla riscoperta del proprio passato per dare un significato al proprio futuro... Intenso e coinvolgente fin dalle prime pagine, Mala Jin narra con grande lucidità il dramma quotidiano delle donne curde, bambine cresciute troppo in fretta, giovani guerrigliere pronte a imbracciare il Kalashnikov per difendere il proprio diritto alla vita, anche a costo di sopprimere per sempre ogni naturale istinto femminile.
Qui giunge a compimento la parabola di formazione della protagonista e, tra le asperità delle montagne dell’Anatolia e il cemento di città fatiscenti, sboccia alla fine un nuovo tulipano.

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Anna D'Auria insegna Latino e Greco presso il liceo classico ''Plinio Seniore'' di Castellammare di Stabia.È una fervida lettrice di romanzi a sfondo psicologico, nonché autrice di testi poetici e narrativi: ''La carezza dell'Èidolon del mare'' (settembre 2020); "Skià. Il volto di un'ombra sul cuore'' (dicembre 2020), '''Mala Jin. Tulipani nel cemento'' (novembre 2021), edito da Albatros il Filo e ''La rosa bianca di Izmir'' edito da Guida Editori (luglio 2022). Ha pubblicato anche una silloge poetica dal titolo "Anthea. I fiori della vita'' (settembre 2021).

La sua passione per la scrittura è nata, in primis, dal bisogno di comunicare e di condividere la propria emotività: è una forma di introspezione interiore, ma anche di terapia dell'anima.

La sua produzione letteraria è contraddistinta da una particolare sensibilità verso gli ultimi, gli inermi, che non hanno voce per essere ascoltati, con il chiaro intento di scuotere le coscienze, di sensibilizzare i lettori su questioni sociali rilevanti.

Contatti

https://www.amazon.it/Mala-Jin-Tulipani-nel-cemento/dp/8830646091?fs=e&s=cl

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