Cultura

Esce il romanzo “Il rumore della luna di Giove” scritto a quattro mani da Elisa Sironi e Sergio Consani

  • Pubblicato: Lunedì, 07 Novembre 2022 18:26
  • Scritto da Cortex

 

Non è una novità nel mondo dell’editoria scrivere a quattro mani, ma c’è modo e modo.

Così, Elisa Sironi e Sergio Consani hanno dato vita a un romanzo che suscita molto interesse, sia per quanto riguarda la storia in sé (anzi, le storie), sia per gli intrecci e le sottostorie che lasciano sempre, in un modo o in un altro, speranza, dolore, angoscia, solitudine e pathos.
Il nostro quotidiano 57100livorno ha il piacere di porre a entrambi alcune domande, personali e non. Iniziamo con Elisa.
D: Elisa Sironi, lavoratrice, scrittrice, moglie e madre. Come si fa a gestire tutto questo?
Elisa: Non so se lo hai sentito, ma ascoltando questa domanda mi è subito partito un lungo sospiro. Come si fa? Potrei risponderti che è difficile, però si tiene tutto sotto controllo, ma non sarei del tutto sincera. Sfatiamo il mito della donna superpotente, che alla fine poi è questa costruzione mentale che frega il genere femminile e che genera tutti i sensi di colpa. Non siamo onnipotenti, anche se ci piacerebbe esserlo. La verità è che qualcosa si sacrifica sempre, penso che serva coraggio per ammetterlo, ma è così. E credo anche che l’unico modo per poter tenere tutto insieme sia la possibilità di chiedere aiuto. Io senza il supporto della mia famiglia, e i nonni in particolare, non avrei potuto fare molto.
D: So che questo è il tuo secondo romanzo, dopo “Il canto dell’assiolo”, edito da CTL Livorno, di cui parleremo. E come è nata l’idea di scrivere con Sergio Consani?
Elisa: È stato Sergio a propormelo. Avevamo appena terminato l’editing del mio primo romanzo e mi ha parlato di un’idea che aveva in testa, aggiungendo che avrebbe voluto sperimentare una scrittura a quattro mani e che secondo lui ero la persona giusta, per il mio background professionale.
D: Puoi darci qualche anticipazione sulla trama del libro, “Il rumore della luna di Giove”, edito da CTL Livorno?
Elisa: Abbiamo affrontato un argomento duro e scomodo, difficile e spinoso, la violenza di genere, in particolare quella sessuale, a cui si affianca la problematica dei padri divorziati, due temi alquanto attuali.
D: Hai già in mente qualche altro progetto per il futuro?
Elisa: Io ne ho mille di progetti per il futuro, poi la realtà mi riporta con i piedi per terra e allora… scherzi a parte sì, ho un conto in sospeso con il passato, nel senso che c’è una persona che ha incrociato la mia vita tanti anni fa e che adesso non c’è più… mi piacerebbe scrivere un romanzo ispirato a questo personaggio.
D: Come sta andando invece “Il canto dell’assiolo”?
Elisa: “Il canto dell’assiolo” mi ha regalato una serie infinita di emozioni e soddisfazioni, le vendite vanno molto bene e ha ottenuto diversi riconoscimenti letterari.
D: Un’ultima domanda: quant’è difficile muoversi nel mondo della scrittura?
Elisa: Tantissimo. Spesso si pensa che la pubblicazione sia il punto di arrivo, in realtà è un punto di partenza, la vera sfida viene dopo. Promuovere un romanzo in un mercato come quello italiano dove ci sono più scrittori che lettori è davvero un’impresa ardua. Servono costanza, determinazione e sacrificio.
Grazie Elisa. Adesso è il momento di Sergio Consani.
D: Sergio Consani, musicista, nello specifico batterista, sette romanzi editi e uno in via di pubblicazione. Cosa unisce il mondo della scrittura a quello della musica?
Sergio: Credo che nell’arte e nella creatività non ci siano dei limiti. Nel senso che, chi ha la fortuna di possedere doti artistiche, sente il bisogno di spaziare, di non fermarsi. La musica con le sue note ti porta nel mondo che cerchi, e quindi possiamo pensare che la lettura non faccia la stessa cosa? Io “nasco” come musicista, ho suonato con grandi maestri, e la scrittura è venuta più tardi. Ma mi sono dato da fare parecchio per pubblicare otto romanzi.
D: Perché scrivere un romanzo a quattro mani? E perché con Elisa Sironi?
Sergio: Amo le sfide e avevo in mente di scrivere qualcosa diverso rispetto ai generi con cui mi ero confrontato fino a quel momento e per farlo avevo bisogno di qualcuno che potesse parlarne con competenza oltre che con grande sensibilità. Elisa, nel suo variegato percorso professionale, ha anche una formazione come counsellor quindi aveva una lente particolare attraverso la quale raccontare certi eventi che è stata davvero utile e soprattutto mi ha aiutato a mettere a fuoco diversi aspetti che non avrei considerato. D’altronde anche lei ha affrontato un altro argomento di cui conosce solo le sfumature, mentre io ho l’esperienza per raccontarlo, e cioè le problematiche che sorgono durante una separazione, un divorzio, soprattutto quando ci sono figli di mezzo. In questo caso, dobbiamo essere sinceri, è quasi sempre l’uomo che perde tutto, casa e figli. Le due storie, quella della violenza sessuale e della famiglia inevitabilmente si incrociano.
D: Che esperienza è stata scrivere a quattro mani, con una persona che appartiene completamente ad un’altra generazione?
Sergio: Se avessi scelto un’altra persona non sarebbe venuto fuori un romanzo che ritengo degno di essere letto per quello che abbiamo trattato, perché se mi fossi messo accanto qualcuno con le mie stesse idee e stesso modo di vedere le cose sarebbe uscito qualcosa di poco convincente, meno sincero, troppo macchinoso. Elisa è una donna, giovane, io un uomo… meno giovane, diversi l’uno dall’altra, perciò, ci sono stati momenti in cui abbiamo affrontato con la propria personalità situazioni complicate e difficili.
D: Da uomo, che effetto ti ha fatto scrivere di violenza sessuale, cosa ti è rimasto a lavoro finito?
Sergio: L’effetto è stato doloroso, perché non potrò mai capire il motivo per cui un uomo possa approfittarsi così vigliaccamente di una donna. Non lo concepisco. Ogni volta che succede un fatto simile mi vergogno di appartenere al genere maschile, e dunque sono vicino, totalmente vicino, al dolore e alla rabbia di tutte coloro che subiscono violenze sessuali.
D: Come si fa a maneggiare un argomento così delicato?
Sergio: Si maneggia con la sincerità d’animo, con l’informazione, con la necessità di urlare le verità. Le due storie del romanzo hanno qualcosa in comune: la sofferenza. Certo, sono sofferenze diverse, ma non meno dolorose. Scrivere per far capire, per far conoscere, senza presunzione, con la consapevolezza che se si è scritto un romanzo “sincero”, appunto, i lettori apprezzeranno i nostri sforzi.

Grazie a Elisa e Sergio, e ricordiamo che la prima presentazione di “Il rumore della luna di Giove” sarà il 19 novembre alle ore 17,30 al Caffè Palcoscenico, via Mayer 59, Livorno. Sarà presente insieme agli autori la giornalista Cristiana Grasso.

La quarta di copertina di “Il rumore della luna di Giove”:
Due vite che s’incrociano, il destino che pone l’una di fronte ad una delle più terribili scelleratezze umane, la violenza sessuale; l’altra lungo la strada sconnessa della separazione tra moglie e marito e la perdita di equilibrio nel gestire i figli. Virginia e Valerio sono i due personaggi che affrontano la vita reale, a volte crudele e ingiusta, spezzati entrambi al cospetto dell’ineluttabilità, fragili a momenti e determinati quando l’acqua è ormai alla gola e serve uno sforzo immane per sopravvivere.
Una storia densa di umanità e di sofferenza, un giro nell’inferno dell’abuso sessuale ma anche un grido di speranza per la donna nella sua resilienza, e un altro grido ancora per un padre che vede sua figlia allontanarsi sempre di più.

  

  

 

 

 

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