Cultura

Chiese e luoghi di culto a Livorno

  • Pubblicato: Mercoledì, 02 Marzo 2016 14:53
  • Scritto da Alice Carpentiere

Si è tenuto martedì 1 marzo, presso la sede della Fondazione Livorno, un interessante incontro in occasione della presentazione del volume "Chiese e luoghi di culto a Livorno. Dal Medioevo a oggi" scritto da Lucia Frattarelli Fischer e Maria Teresa Lazzarini.

 

 

Alla presentazione hanno preso parte, oltre alle due autrici, Mons. Simone Giusti, Vescovo della Diocesi di Livorno, Marcello Verga, direttore del centro interuniversitario di ricerca sulla storia delle città Toscane (CIRCIT) e Luciano Barsotti, presidente della Fondazione Livorno.
Marcello Verga con il suo intervento ha voluto sottolineare come questo libro ben riesca a tratteggiare la storia della nostra città, fatta di incontri di fedi, culture e nazioni diverse. "Fondamentale è comprendere la nostra città, afferma Verga, e per farlo dobbiamo partire da una domanda: Che cos'è la città? La città è quello spazio in cui ci sentiamo città, quel luogo in cui gli abitanti si riuniscono e prendono coscienza di far parte di un ceto dirigente. I luoghi in cui gli uomini e donne si riconoscono maggiormente sono le scuole e le chiese. Le chiese livornesi testimoniano una pluralità di culti, di ordini religiosi e di punti di riferimento. Questo fa di Livorno una città straordinaria, composita, luogo di apertura e di incontro, ricca di una moltiplicità di commistioni artische e culturali. La storia di Livorno è caratterizzata dalla presenza di popolazioni diverse, qui convivevano ebrei, greci ortodossi, musulmani, inglesi, schiavi e pirati."
Per conoscere la città dobbiamo quindi andare ad indagare la storia dei costumi, dei culti e del contesto urbano, e per farlo non possiamo prescindere dal confronto con chi la città la abita o l'ha abitata.
Lucia Fischer a tal proposito si è voluta soffermare sul carattere multireligioso e multiculturale di Livorno, definendola un esperimento significativo di città tollerante.
Alla dottoressa Lazzarini è stato affidato il compito di parlare dell'arte livornese: "Non si può dire che a Livorno non ci sia arte, afferma, troppe volte ho sentito queste parole pronunciate dalla bocca dei cittadini. Molti non conosco il patrimonio di opere d'arte presente a Livorno, che è possibile trovare non sole nelle chiese ma anche in altri luoghi di culto, come il cimitero degli inglesi e dei greci ortodossi e in luoghi civili e laici . Livorno ha vissuto una stratificazione storica, da un villaggio di pescatori nei pressi del porto pisano si è passati a una città granducale dedita al commercio, che è stata pronta ad accogliere coloro che arrivavano dal mare e, grazie a questo, molte idee innovative sono entrate in Italia passando proprio da Livorno."
Il Vescovo Simone Giusti ha voluto sottolineare l'importanza degli interventi di restauro che andranno a interessare le chiese livornesi: "La chiesa non è un'opera conclusa, non è arte finita, afferma, ma è un'opera in divenire. Stiamo procedendo alla riconsegna alla città di uno dei luoghi più antichi risparmiati dalla guerra, ovvero il battistero del Duomo e inoltre la nostra cattedrale sta subendo un processo continuo di restauro; in progetto vi è la trasformazione dei loggiati in luogo espostivo, in modo da arricchire le nostre chiese con opere di arte contemporanea, quadri e sculture di autori livornesi e non solo, in modo da creare una pinacoteca intorno alla quale far lavorare artisti dei nostri giorni."

  

  

 

 

 

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