Cultura

Germania-Toscana 1900: sulle tracce di Heinrich Ludolf Verworner

  • Pubblicato: Martedì, 10 Settembre 2019 09:06
  • Scritto da Cortex

Capitoli inediti della diffusione della cultura artistica tedesca tra Firenze e Livorno promosso da Comune di Collesalvetti. Ideato e curato da Francesca Cagianelli. Pinacoteca Comunale Carlo Servolini, via Umberto I, n. 63 - Collesalvetti. Venerdì 20 settembre 2019, ore 15.30-19.30.
Interverranno
ore 15.30
Caterina Del Vivo, già responsabile dell’Archivio Storico Gabinetto Vieusseux, Firenze
Anni viandanti, strade boschive e bianche nuvole: la felicità dolorosa della tavolozza toscana di Ludolf e Charlotte
ore 16.30
Barbara Guidi
Conservatore Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara / Palazzo dei Diamanti
Heinrich Ludolf Verworner. La Toscana e l‘Arcadia
ore 17.30
Andrea Muzzi, Soprintendente ARCHEOLOGIA, BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI ALESSANDRIA, ASTI E CUNEO
Istanze di teosofia e d’arte nella Firenze di Verworner
ore 18.30
Francesca Cagianelli
Storica dell’Arte, Conservatrice della Pinacoteca Comunale Carlo ServolinI
Il nuovo stile di Carlo Böcklin tra Firenze e Livorno: cronaca di una degermanizzazione
ore 19.00 - Conclusioni
info
0586 980256 e 980255
pinacoteca@comune.collesalvetti.li.it
www.comune.collesalvetti.li.it
Venerdì 20 settembre 2019, ore 15.30-19.30, alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini, si terrà il convegno Germania-Toscana 1900: sulle tracce di Heinrich Ludolf Verworner. Capitoli inediti della diffusione della cultura artistica tedesca tra Firenze e Livorno, promosso dal Comune di Collesalvetti, ideato e curato da Francesca Cagianelli.
Dedicato al fenomeno della diffusione della cultura artistica tedesca in Toscana nella prima metà del Novecento, con particolare riferimento alla personalità di Heinrich Ludolf Verworner (Lipsia 1864 – Fiesole, 1927), il convegno si pone come una summa bibliografica e documentaria dell’artista, ma al contempo come laboratorio di ricerca in margine a linguaggi artistici di estrema internazionalità, tramiti in Italia di quel cosmopolitismo che vide tra Firenze e Livorno la fioritura di cenacoli, sodalizi, raggruppamenti e parabole di outsider votati alle idealità del sogno e del mito.
L’obiettivo dei relatori verte dunque sulla stagione italiana di Verworner, avviatasi dapprima nel 1894 con il viaggio a Venezia, Verona e quindi Firenze, seguito dal soggiorno settignanese presso Villa Belvedere, e successivamente, nel 1901, con la definitiva residenza fiesolana, proprio nell’anno in cui scompariva Arnold Böcklin, dapprima presso Villa Martini, divenuta sede di un cenacolo frequentato tra gli altri da Carl Müller-Coburg e Carlo Böcklin, figlio di Arnold, e quindi, nel 1908, presso la Villa Gentilini di Fontelucente - “vero rifugio d’artista” secondo la definizione dell’amico Ludwig von Hofmann - restaurata secondo le indicazioni dello stesso Ludolf che addirittura vi predispose una sorta di giardino claustrale, recintato da colonne ispirate alla Loggia del Convento di San Marco.
Se del soggiorno settignanese, scandito dalla frequentazione del pittore danese Johannes Wilhjelm, restano pochissime testimonianze pittoriche, la permanenza a Villa Martini coincise con l’accellerazione dei sopralluoghi nei musei fiorentini e l’assimilazione dei capisaldi rinascimentali, dalla cupola brunelleschiana alle Cappelle Medicee, finchè, dopo la fulminazione degli affreschi pompeiani visitati in occasione dell’itinerario Roma-Napoli-Sorrento l’approdo a Fontelucente coinciderà con una vera e propria osmosi panica, interrotta tuttavia dalle vicende belliche e dal conseguente rifugio in Svizzera nel 1914, turbato da una profonda depressione e dal ricovero in una casa di cura nei pressi del lago di Costanza.
Rientrati a Fiesole, nonostante il turbinio di drammatiche congiunture intervenute a seguito del sequestro della villa di Fontelucente, Ludolf e la moglie Charlotte riescono a sublimare le loro ansie, quasi rapiti dall’incantesimo degli scenari di boschi e specchi d’acqua che gli infondono “uno strano senso di felicità dolorosa”: precognizione del suicidio avvenuto il 14 gennaio 1927.
Sarà Caterina Del Vivo, già responsabile dell’Archivio Storico Gabinetto Vieusseux, Firenze, autrice del saggio Gli anni preziosi di Ludolf e Charlotte, pubblicato nel volume I Verworner a Fiesole. Carte d’archivio (Città di Fiesole, Edizioni Polistampa, Firenze 2012), a curare l’intervento dal titolo Anni viandanti, strade boschive e bianche nuvole: la felicità dolorosa della tavolozza toscana di Ludolf e Charlotte, dedicato all’avventura pittorica di Ludolf Verworner che si intreccia con il suo percorso biografico e con il profondo legame con Charlotte Spinn, coinvolgente quanto malinconico e venato di mistero. La delicata e fragile sensibilità di Charlotte emerge dalle lettere giovanili come dai versi e dagli appunti biografici dedicati al marito dopo la scomparsa di lui. Durante tutta la loro vita comune, in Germania come in Toscana, iI senso panico della natura e del paesaggio toscano coinvolge la giovane che, nell’alternarsi di momenti di gioia e di ombra, sembra voler trasmettere al marito, al quale è profondamente legata, i temi, la gamma dei colori e gli smaglianti contrasti che saranno tipici della sua tavolozza.
Barbara Guidi, Conservatore Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara / Palazzo dei Diamanti intitola il suo intervento Heinrich Ludolf Verworner. La Toscana e l‘Arcadia, con l’obiettivo di dimostrare come la vicenda artistica e biografica di H. L. Verworner non sia dissimile da quella di altri artisti di area germanica denominati Deutsch-römer che prima di lui hanno cercato di trovare, approdando in Italia, non solo un luogo, una patria ideale, ma uno stato d’animo.
In comune con questi è la sua formazione culturale caratterizzata dalla filosofia idealista (Shopenhauer, Vischer, Burckhardt, Nietzsche ecc) e dall’influsso dell’opera di Arnold Böcklin (già conosciuto in Germania e poi a Firenze, quando Verworner stringe amicizia con il figlio Carlo) e probabilmente di Hans von Marées – i due artisti che, al volgere del secolo, la critica aveva posto a prodromi di una moderna tradizione pittorica tedesca da costruire con urgenza. In Verworner però questo sostrato culturale si mescola alle suggestioni che egli aveva respirato a Parigi durante i suoi due soggiorni, nel 1890-91 e nel 1893-94, quando assai vivo era il dibattito sulla valenza linguistica del disegno e sulle modalità arcaizzanti del recupero dell’arte del passato. Questa compresenza di tendenze si risolve in Verworner con il costituirsi di una personale rilettura dell’arte classica, caratterizzata dall’incidenza del mito del Rinascimento, in particolare dell’opera di Giorgione e di Michelangelo, e delle coeve poetiche tedesche dell’Existenzmalerei, che giunge infine a una peculiare rappresentazione del sogno “edenico” in cui, attraverso un alfabeto formale ridotto “ai minimi termini”, l’artista riesce finanche a trascendere la singolarità della sua individuale vicenda biografica in una visione ‘universale’.

Andrea Muzzi, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Alessandria, Asti e Cuneo, interverrà con un contributo esteso all’indagine delle tendenze spiritualistiche dilaganti nella Toscana primonovecentesca, dal titolo Istanze di teosofia e d’arte nella Firenze di Verworner. Non è ancora molto noto il ruolo della Teosofia nella vita culturale di Firenze fra Otto e Novecento, in particolare per il mondo delle arti figurative, segnatamente per autori di origine non italiana che si erano stabiliti nella città alla ricerca di qualcosa che andava oltre l’ispirazione del mondo rinascimentale. In Europa tale rapporto fra arte e Teosofia incise nella mente degli artisti con conseguenze profondamente diverse, dal Simbolismo più carico di suggestioni, all’Astrattismo. Per la situazione fiorentina però possiamo incominciare a tracciare degli itinerari di ricerca che inevitabilmente devono prendere spunto dalla presenza, per certi versi misteriosa, in linea con il suo pensiero, di Elena Blavackaja (1831-1891), la fondatrice della Teosofia, che lasciò il segno nella linea critica di Margherita Albana Mignaty, appassionata scrittrice di origine greca e animatrice di uno dei salotti ottocenteschi del capoluogo toscano. Seguendo il filo di questi pensieri la linea stilistica, e la sensibilità, di Heinrich Ludolf Verworner, sembra anticipare certi esiti di Adolfo Schlatter, artista di origini svizzere e anticonformista personalità dichiaratamente legato a istanze teosofiche, e merita una indagine che tiene conto di tale orientamento.
Francesca Cagianelli, Storica dell’Arte, Conservatrice della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini, conclude il convegno con l’intervento dedicato a Carlo Böcklin, figlio di Arnold Böcklin, architetto, pittore e illustratore amico di Heinrich Ludolf Verworner e artefice della lapide del suo monumento funebre nel Cimitero degli Allori: Il nuovo stile di Carlo Böcklin tra Firenze e Livorno: cronaca di una degermanizzazione.
Da oltre 13 anni dedita al censimento dello storico Caffè Bardi, e artefice di scoperte iconografiche e documentarie di consistente valore storiografico relative a personalità assolutamente inedite quali Mario Pieri-Nerli, Umberto Fioravanti e Gabriello Gabrielli, coinvolte dall’eco dell’immaginario böckliniano, Francesca Cagianelli ha reperito nell’Archivio Romiti, e quindi pubblicato per la prima volta nel 2014, due caricature che attestano la presenza di Carlo Böcklin nel circuito del Caffè Bardi, epopea artistica quest’ultima da cui si diparte l’intervento scientifico previsto in quest’occasione, esteso tuttavia oggi a personalità dell’entourage toscano primonovecentesco quali Augusto Bastianini, Silvio Bicchi, Natale Faorzi, Filippo Marfori-Savini, protagonisti dell’impresa editoriale “La Venere Agreste”, firmata da Ferdinando Paolieri nel 1908, esemplificativa di quel panismo dannunziano venato di contaminazioni simboliste.
Con l’occasione sarà esposto il dipinto di Heinrich Ludolf Verworner conservato alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini, Ragazze al lago (1920), testimonianza di un rapporto storico tra l’artista tedesco e i due Servolini, a fianco del quale verranno presentate due opere inedite: Paesaggio svizzero, 1898 (olio su tela, cm 50x60), cortesemente concesso da Simone Begani; Studi di nudi femminili (matita su carta, mm 300x400), cortesemente concesso da Maria Teresa Talarico. Sarà inoltre esposto al pubblico una rarità bibliografica: Die Florentinische Landschaft. Toskanische Wanderungen von Carlo Boecklin und Karl Storck, Stuttgart 1910, Druck und Verlag von Greiner & Pfeiffer.

 

 

  

 

 

 

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

 

1. Cosa sono i cookie?

I cookie sono piccoli file di testo che i siti visitati dagli utenti inviano ai loro terminali, ove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla visita successiva. I cookie delle c.d. "terze parti" vengono, invece, impostati da un sito web diverso da quello che l'utente sta visitando. Questo perché su ogni sito possono essere presenti elementi (immagini, mappe, suoni, specifici link a pagine web di altri domini, ecc.) che risiedono su server diversi da quello del sito visitato.

2. A cosa servono i cookie?

I cookie sono usati per differenti finalità: esecuzione di autenticazioni informatiche, monitoraggio di sessioni, memorizzazione di informazioni su specifiche configurazioni riguardanti gli utenti che accedono al server, memorizzazione delle preferenze, ecc.

3. Cosa sono i cookie "tecnici"?

Sono i cookie che servono a effettuare la navigazione o a fornire un servizio richiesto dall'utente. Non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare del sito web.

Senza il ricorso a tali cookie, alcune operazioni non potrebbero essere compiute o sarebbero più complesse e/o meno sicure, come ad esempio le attività di home banking (visualizzazione dell'estratto conto, bonifici, pagamento di bollette, ecc.), per le quali i cookie, che consentono di effettuare e mantenere l'identificazione dell'utente nell'ambito della sessione, risultano indispensabili.

4. I cookie analytics sono cookie "tecnici"?

No. Il Garante (cfr. provvedimento dell'8 maggio 2014) ha precisato che possono essere assimilati ai cookie tecnici soltanto se utilizzati a fini di ottimizzazione del sito direttamente dal titolare del sito stesso, che potrà raccogliere informazioni in forma aggregata sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito. A queste condizioni, per i cookie analytics valgono le stesse regole, in tema di informativa e consenso, previste per i cookie tecnici.

5. Cosa sono i cookie "di profilazione"?

Sono i cookie utilizzati per tracciare la navigazione dell'utente in rete e creare profili sui suoi gusti, abitudini, scelte, ecc. Con questi cookie possono essere trasmessi al terminale dell'utente messaggi pubblicitari in linea con le preferenze già manifestate dallo stesso utente nella navigazione online.

6. È necessario il consenso dell'utente per l'installazione dei cookie sul suo terminale?

Dipende dalle finalità per le quali i cookie vengono usati e, quindi, se sono cookie "tecnici" o di "profilazione".

Per l'installazione dei cookie tecnici non è richiesto il consenso degli utenti, mentre è necessario dare l'informativa (art. 13 del Codice privacy). I cookie di profilazione, invece, possono essere installati sul terminale dell'utente soltanto se questo abbia espresso il proprio consenso dopo essere stato informato con modalità semplificate.

7. In che modo il titolare del sito deve fornire l'informativa semplificata e richiedere il consenso all'uso dei cookie di profilazione?

Come stabilito dal Garante nel provvedimento indicato alla domanda n. 4, l'informativa va impostata su due livelli.

Nel momento in cui l'utente accede a un sito web (sulla home page o su qualunque altra pagina), deve immediatamente comparire un banner contenente una prima informativa "breve", la richiesta di consenso all'uso dei cookie e un link per accedere ad un'informativa più "estesa". In questa pagina, l'utente potrà reperire maggiori e più dettagliate informazioni sui cookie scegliere quali specifici cookie autorizzare.

8. Come deve essere realizzato il banner?

Il banner deve avere dimensioni tali da coprire in parte il contenuto della pagina web che l'utente sta visitando. Deve poter essere eliminato soltanto tramite un intervento attivo dell'utente, ossia attraverso la selezione di un elemento contenuto nella pagina sottostante.

9. Quali indicazioni deve contenere il banner?

Il banner deve specificare che il sito utilizza cookie di profilazione, eventualmente anche di "terze parti", che consentono di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze dell'utente.

Deve contenere il link all'informativa estesa e l'indicazione che, tramite quel link, è possibile negare il consenso all'installazione di qualunque cookie.

Deve precisare che se l'utente sceglie di proseguire "saltando" il banner, acconsente all'uso dei cookie.

10. In che modo può essere documentata l'acquisizione del consenso effettuata tramite l'uso del banner?

Per tenere traccia del consenso acquisito, il titolare del sito può avvalersi di un apposito cookie tecnico, sistema non particolarmente invasivo e che non richiede a sua volta un ulteriore consenso.

In presenza di tale "documentazione", non è necessario che l'informativa breve sia riproposta alla seconda visita dell'utente sul sito, ferma restando la possibilità per quest'ultimo di negare il consenso e/o modificare, in ogni momento e in maniera agevole, le proprie opzioni, ad esempio tramite accesso all'informativa estesa, che deve essere quindi linkabile da ogni pagina del sito.

11. Il consenso online all'uso dei cookie può essere chiesto solo tramite l'uso del banner?

No. I titolari dei siti hanno sempre la possibilità di ricorrere a modalità diverse da quella individuata dal Garante nel provvedimento sopra indicato, purché le modalità prescelte presentino tutti i requisiti di validità del consenso richiesti dalla legge.

12. L'obbligo di usare il banner grava anche sui titolari di siti che utilizzano solo cookie tecnici?

No. In questo caso, il titolare del sito può dare l'informativa agli utenti con le modalità che ritiene più idonee, ad esempio, anche tramite l'inserimento delle relative indicazioni nella privacy policy indicata nel sito.

13. Cosa deve indicare l'informativa "estesa"?

Deve contenere tutti gli elementi previsti dalla legge, descrivere analiticamente le caratteristiche e le finalità dei cookie installati dal sito e consentire all'utente di selezionare/deselezionare i singoli cookie.

Deve includere il link aggiornato alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti con le quali il titolare ha stipulato accordi per l'installazione di cookie tramite il proprio sito.

Deve richiamare, infine, la possibilità per l'utente di manifestare le proprie opzioni sui cookie anche attraverso le impostazioni del browser utilizzato.

14. Chi è tenuto a fornire l'informativa e a richiedere il consenso per l'uso dei cookie?

Il titolare del sito web che installa cookie di profilazione.

Per i cookie di terze parti installati tramite il sito, gli obblighi di informativa e consenso gravano sulle terze parti, ma il titolare del sito, quale intermediario tecnico tra queste e gli utenti, è tenuto a inserire nell'informativa "estesa" i link aggiornati alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti stesse.

15. L'uso dei cookie va notificato al Garante?

I cookie di profilazione, che di solito permangono nel tempo, sono soggetti all'obbligo di notificazione, mentre i cookie che hanno finalità diverse e che rientrano nella categoria dei cookie tecnici, non debbono essere notificati al Garante.

16. Quando entrano in vigore le misure prescritte dal Garante con il provvedimento dell'8 maggio 2014?

Il Garante ha previsto un periodo transitorio di un anno a decorrere dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale per consentire ai soggetti interessati di mettersi in regola. Tale periodo terminerà il 2 giugno 2015.

www.57100livorno.it: registrazione n° 3 del 03 dicembre 2015.  presso il Tribunale di Livorno - e.mailinfo57100livorno@gmail.com  

Direttore Responsabile: Fabio Buffolino      Note Legali  -  Informativa sulla Privacy  - Informativa sui Cookie