Cultura

Intervista a Marco Biagi, autore di “Appunti di un commesso viaggiatore”

  • Pubblicato: Mercoledì, 20 Maggio 2020 11:36
  • Scritto da S. Consani

D: Marco Biagi, si presenti ai nostri lettori.
R: Sono diventato scrittore per caso. Sono sempre stato un avido lettore e da sempre ho ammirato chi, per i motivi piu svariati pubblicasse qualcosa.

Sono Responsabile Commerciale della Ekonore srl, una società che si occupa di qualità dell'aria e sanificazioni. Da sempre comunico verbalmente, con il fine legato alla consulenza e vendita. Finalmente ho trovato un altro modo per comunicare. Un mio libro. Qualcosa che parli di me e dell'arte della vendita.
D: “Appunti di un commesso viaggiatore”; ci vuol dire come è nata questa idea?
R: Lessi molti anni fa il libro di Harthur Miller "Morte di un commesso viaggiatore", mi ha sempre affascinato la figura dell'interprete principale Willy Loman, venditore ossessionato dall'idea del successo e dal perseguimento ad ogni costo della felicità materiale, indotto dalla società americana. Fa una brutta fine... Io ho sempre perseguito la metà del successo, ma percorrendo un altro cammino. Quello dell'alta qualità della vita, più che nel senso stretto di ricchezza e potere, nel saper vivere un'esistenza, che preveda anche tempo per gli affetti e le passioni, senza nulla togliere all'efficienza, il raggiungimento di target e obiettivi commerciali. Nessun manuale di tecniche di vendita pone in rilievo queste tematiche, per far bene il proprio lavoro. Così ho deciso di condividere la mia pluri decennale esperienza di venditore, con chi è interessato ad un percorso diverso da quello proposto da molti guru della vendita. Quindi una versione positiva del "Commesso viaggiatore" con molti meno conflitti personali e familiari del personaggio descritto nel dramma di Arthur Miller.
D: Ci parli un po’ del suo lavoro, e in sintesi come è arrivato ad essere quello che è oggi.
R: Capii di essere portato per questo lavoro all'età di quattordici anni, quando d'estate iniziai a lavorare come commesso nel negozio di mia zia Selica a Castiglioncello. Sapevo convincere e vendere. Portavo all'acquisto senza forzature e senza dover esagerare le qualità del prodotto, per chiudere la trattativa. Arrivavo alla vendita senza mentire. Valorizzando aspetti a prima vista negativi del prodotto in virtù. Il libro racconta i contatti con le aziende principali che hanno contribuito al mio successo in questi anni come venditore, la mia evoluzione come uomo d'affari, gli incontri con imprenditori importanti, fino ed esercitare da oltre un decennio il ruolo di  responsabile commerciale alla guida di più forze vendite.
D: In questo periodo così difficile a causa del Covid-19, come si sta muovendo lavorativamente parlando?
R: Ho applicato a me quanto ho sempre sostenuto e ribadisco nel mio libro. Non si può essere monotematici. Bisogna sempre diversificare l'offerta. Ma va fatto prima di una crisi. Sennò ci si ritrova come quelli che ora riconvertono la propria azienda per produrre mascherine, insieme ad altre migliaia che fanno lo stesso. Io in anni non sospetti ho studiato, anche grazie alla mia azienda che me ne ha dato l'opportunità, altri sistemi di lavoro. Nel momento della crisi eravamo già pronti con un nuovo prodotto utile sperimentato e testato da anni. L'ozono. Non mi sono improvvisato. Tant'è che la mia consulenza è richiesta oltre che per le aziende, anche per programmi radio televisivi nazionali. Recentemente sono stato ospite in qualità di consulente al programma del TG 3 Fuori di Maria Rosaria De Medici in diretta nazionale.
D: Ha qualche progetto in mente per quando finalmente potremo ritornare alla vita di prima?
R: Riabbracciare mia madre. Io ho sempre lavorato in questi mesi. Anche a stretto contatto con tecnici e ambienti potenzialmente infetti. Così mi sono limitato anche in considerazione dell'età, dal visitarla. Tornerò a mangiare al ristorante. Voglio sostenere nel mio piccolo tanti amici ristoratori livornesi. Loro hanno pagato insieme ad altre categorie un alto prezzo. Poi darò ancora più valore ad una cosa che abbiamo presa per scontata, la libertà. Consapevole che ne potremmo assere privati senza preavviso.
D: Ha intenzione di scrivere un altro libro? E quale sarà l’argomento se non siamo troppo indiscreti?
R: Sto lavorando a due progetti. Un libro relativo al momento che abbiamo sofferto con il Covid 19. Commentando il comportamento della scienza, degli esperti e le reazioni della nostra società. Poi sto scrivendo un manuale di tecniche di vendita, visto come un vero e proprio vademecum. Ma non sarà solo per gli addetti ai lavori. Parlerò di etica nella contrattazione e metodi pratici utili a tutti. Quindi non solo come diventare un bravo venditore, ma anche come riconoscerlo tra i tanti.
D: Le lasciamo la parola, dica quello che si sente di dire ai nostri lettori, sul lavoro, sul futuro o su questo momento terribile…
R: Come un mantra tutti hanno detto frasi tipo: "andrà tutto bene", oppure "da un evento negativo sorgono opportunità". Tutto vero, anche io sono un inguaribile positivo. Ma la verità è che non sarà così per tutti. Questo evento mette ancora più distanza, tra chi aveva delle risorse da parte e chi non le aveva. Noi italiani siamo un popolo geniale, artisti, artigiani e viviamo in uno dei paesi più belli del mondo. Questo non è poco. Ma il Covid 19 ci ha insegnato una lezione. Soprattutto per le partite Iva, visto che chi ha un lavoro dipendente beneficia di ammortizzatori sociali almeno dovrebbe, per un po'... essere versatili, saper voltare pagina, senza rimpianti e senza rimorsi. Non sono un economo, anche se ho le mie idee e non sono stupide, ma non valgono molto. Mi sento di dire però che ci sono metodi per affrontare una crisi. Leggere il mio libro non è la panacea da tutti i mali. Ma può aiutare molti. Almeno coloro che vogliono ripartire, o consolidare ciò che hanno costruito. Importante è non chiudersi ed ascoltare chi ha qualcosa da dire. Non chi fa mera propaganda. Mi cito: "Bisogna studiare tanto per diventare professionisti. E non smettere mai." È faticoso ma questo è il momento per riflettere e studiare per cimentarsi con nuovi mercati. Ci sono lavori che tra pochi anni scompariranno. I centri commerciali sono diventati camerini di prova. La gente entra si prova le scarpe, esce e le ordina on line. Ikea ho letto, sta fermando la costruzione di grandi Store. Vende on line. Aprirà credo come sta sperimentando in Inghilterra, piccoli negozi nelle città. Amazon ha aperto un altro centro logistico, dico logistico non un grande magazzino a Pisa. Cosa vuol dire tutto questo? Il futuro è on line, giusto o sbagliato che sia. Oppure vince chi ha un mercato di nicchia nella propria città. Negozi che presentano l'eccellenza, introvabile on line. Dal cibo all'abbigliamento. L'importante è essere diverso dagli altri. Unici! Con un brand da sogno!
D: Grazie Marco Biagi...
R: Grazie a voi di 57100livorno.it per l'intervista.

  

  

 

  

 

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