Livorno in musica ieri e oggi: Marco Dentone

D - Quando hai scoperto il tuo amore per il basso?
R - Nel 1974 e fu un amore a prima vista, un autentico colpo di fulmine... che dura tutt'oggi.

 

Le Visioni Proibite

D - Tutto iniziò nel 1976 con il gruppo La Cantina del Vino Bianco... poi cambiato nome in Visioni Proibite.
R - Sì, è stata una magnifica esperienza. Esibirci in pubblico era davvero un banco di prova “da paura” ma anche estremamente gratificante.


D - Poi vennero i Folks... raccontaci...
R - Dalle ceneri delle Visioni Proibite nacquero i Folks. Era il 1976. Facevamo soprattutto cover dei Beatles e Creedence Clearwater Revival ma anche New Trolls, Premiata Forneria Marconi, Camaleonti..Andammo avanti fino al 1978 quando il gruppo si sciolse...ma l'amicizia è rimasta intatta.
D - Dopo la grande esplosione beat degli anni 60 come era il panorama musicale a Livorno il decennio successivo?
R - Cambiò l'ispirazione musicale. Prima i “complessi” facevano il verso agli americani e inglesi suonando il beat... adesso fanno il verso agli americani e inglesi suonando il prog!
D - Quali gruppi del periodo ricordi?
R - Erano molti e bravi, Aurora Lunare, Campo di Marte, Capitolo 6, Deux ex Machina, Hammer, e molti altri ancora.
D - Quali bassisti ti hanno influenzato di più?
R - Non ne ho uno in particolare anche perché negli anni 70 e 80 c'era l'imbarazzo della scelta. Ammiravo molto Chris Squire degli Yes ma anche altri. Diciamo da ognuno ho cercato nel mio piccolo di apprendere. Infatti mi reputo oggi un bassista che sa fare un po di tutto in modo normale. Non mi sono specializzato in un solo genere, però posso suonare “benino” di tutto.... o quasi.
D - Ci sono alcuni musicisti livornesi che guardi con particolare referenza e che magari avresti voluto suonare con loro?
R- Senza dubbio i fratelli Cappanera, autentici miti della Strana Officina, grande gruppo livornese. Pensa, il mio prima vero ampli lo comprai da Fabio, grande chitarrista.
D - So che non hai mai smesso di suonare... io stesso ti ho visto esibirti molte volte e con gruppi diversi. Che è successo dopo i Folk?
R - Purtroppo per motivi di lavoro negli anni 80 ho dovuto smettere, anche perché con la musica non ti puoi mantenere, con famiglia compresa. Fino ad allora ho fatto diciamo un po’ il turnista; di fatto ho suonato a chiamata con vari gruppi. Anche un po’ di liscio anche se non mi entusiasmava molto. Da lì in poi fermo per circa 20 anni. Negli anni 2000 ho ripreso l'attività senza sosta. Oggi suono in un gruppo formato da me e da Paolo Saini, tastierista degli MK5 di cui fa parte anche Aldo Norfini che è anche il mio batterista. Il nuovo gruppo si chiama I Miba+. Facciamo cover di Mina e Battisti, ed altri artisti inerenti agli anni 70. Oltre a Paolo e ad Aldo già citati, alla chitarra il mitico Giuliano Bartorelli, alla voce Natalia Buzzi, molto brava, che è di Rieti ma vive nella nostra città per lavoro e matrimonio visto che ha sposato un livornese. Elio Toldo che è anche nostro fonico, I Miba+ è un gruppo giovanissimo (non per l'età dei componenti che tolto Natalia siamo tutti attempati) infatti ha un anno di vita.
D - Chi è oggi Marco Dentone?
R - Musicalmente parlando alla soglia dei miei sessant'anni, mi ritengo un musicista esperto molto versatile che ancora oggi si diverte e provo le stesse emozioni di allora. La musica è vita, la musica è aggregazione, la musica non ha età, la musica è l'unica lingua mondiale che conoscono tutti: uno spartito è letto veramente da tutti.

Folks

Marco Dentone oggi