Livorno in musica ieri e oggi: intervista a Enrico Ferrini

1 Il tuo strumento è la batteria... un amore nato per caso?
No, proprio per caso non direi. In casa mia ricordo che si sentiva un sacco di musica, e i devo dire anche di un certo livello: Jazz di vario tipo, strumentale e cantato, musica sudamericana (non quella che si sente in radio oggi)

 

Il Sole di Mezzanotte

cantautori italiani degli anni '60 e '70. Il mio babbo Giancarlo era un vero appassionato, e per me ed i miei fratelli era normale ascoltare e canticchiare Tenco, Jannacci, il primo Venditti, come anche sentire Gershwin, Armstrong o Gene Krupa...


Ho più di un ricordo in cui lo vedo a tavola che suona con le posate tenendo il ritmo.
Quando coinvolto da un mio amico, iniziai a provare a suonare qualcosa, fu naturale quindi buttarmi su tamburi e piatti.
2 Il tuo primo gruppo fu il Sole di Mezzanotte… era il 1978...
Già, qui interviene l'amico fraterno di cui sopra, nonché compagno di classe, il mio praticamente fratello Tore. Lui suonava già la chitarra, e quando ci trovavamo insieme per studiare, poi si  finiva spesso con jam casalinghe, chitarrina acustica e percussioni improbabili. Come nella più classica delle storie, lui aveva giaà in mente di mettere su un complessino con gli amici vicini di casa, Uccio, Franco ed Oreste. Guarda caso, anch'io abitavo vicino. Conoscemmo al mare l'ultimo elemento, Giovanni sedicente organista. Mi scattò qualcosa ed i risparmi messi da parte per il plastico del trenino Rivarossi furono destinati all'acquisto della prima batteria, una Trixon made in West Germany. Ce l'ho ancora e conservo anche la ricevuta...
Il gruppo era fatto. Prime prove su una terrazza, nella fine del settembre 1978. Per finire classicamente poi in una cantina (di Franco). Con le ovvie lamentele degli inquilini.
Tecnica zero, ma molta passione e voglia di imitare tutto quello che ascoltavamo.
3 Nel vostro repertorio cover della PFm ma anche Neil Young, Rolling Stones, Jethro Tull, De Andrè... come dire, tutto e il contrario di tutto...
Appunto... scoppiò la passione per la musica a 360 gradi. Si comprava (poco) e si registrava (molto) di tutti i generi. I complessi dell'epoca, iniziavano da cose semplici, qualcosa dei Beatles di solito, noi (incoscienti) no. Come hai detto tutto ed il contrario di tutto, nel nostro repertorio, mi ricordo, potevi trovarci “Carry On” di Crosby,Stills, Nash & Young, come “Impressioni di Settembre” o “Celebration” della PFM, ma anche “I miss you” degli Stones,” “Aqualung” dei Jethro Tull o una straziatissima “Tank” di Emerson Lake & palmer. Ho delle cassette recuperate da quel periodo e mi sorprendo pensando che avevamo l'indecenza di suonare in quel modo quei brani davanti a qualcuno. Poche persone, per fortuna...
4 Che ricordi hai della scena musicale livornese di quegli anni?
La mia passione più forte in quel periodo era il progressive rock, e quindi il mio mito locale era il gruppo dell'Aurora Lunare. Suonavano appunto prog, prima proponendo cover delle band più rappresentative e poi brani loro. Ho visto diverse loro esibizioni. Erano bravissimi.
Però mi iniziavo ad appassionare anche alle varie forme di jazz più o meno contaminate, ed allora non mi perdevo nessun concerto di Carlo Cavallini con i suoi vari gruppi fusion, Manhattan, Boston, Hammer... grande Carlo, ci sono tuttora in contatto...
Sul versante più rock mi piaceva molto La Strana Officina dei fratelli Cappanera e di Johnny Salani.
A pensarci bene, in fondo, questi tre gruppi rappresentano 3 punti fissi delle mie passioni musicali, il ROCK, il PROG ed il JAZZ.
5 Nel 1980 il gruppo si sciolse. Che hai fatto musicalmente parlando, dopo?
Diciamo che ho terminato l'esperienza degli amici che diventano gruppo musicale per iniziare quella di una miriade di gruppi che in alcuni casi diventano anche amici.
Ho suonato e collaborato con un sacco di gente e di band. Alcuni di questi veramente bravi e talentuosi. Io mosso dall'entusiasmo e dalla passione, più che dalla tecnica o dallo studio, nessun problema ad ammetterlo. Tra i gruppi con cui ho picchiato le bacchette posso nominare Apogeo, GadFuzz, Meantime, Little Lewis, Turno di Notte, Suprema, Replica, Jet Lag, Mistura, Fuoriserie, Random Trio...
Un posto particolare nei ricordi è occupato dai GadFuzz. Suonavamo, nel 1984, una specie di Fusion, con brani composti ed arrangiati da noi. A Villa Sansoni, in quello che a metà anni '80 doveva diventare il centro di aggregazione per le band livornesi, registrammo con un 4 tracce, una cassetta con i nostri pezzi, la inviammo alla rivista Ciao2001, che aveva una rubrica apposita in cui venivano recensite band esordienti, senza peli sulla lingua. Inaspettatamente la nostra musica originale (fin dai titoli dei brani) piacque, e l'articolo che ne parlava era talmente pieno di complimenti che ancora oggi mi chiedo chi abbia pagato il giornalista.
Un'altra bella storia é stata con l'attore Edoardo Ripoli , qualche anno fa, quando l' ho accompagnato con spazzole e bacchette in "Oggi ho imparato a volare", un salto, tra teatro e musica, negli anni 70.
Arriviamo poi ad ora, con delle belle esperienze di band, diverse tra loro, ma tutte capaci di entusiasmarmi perché rappresentano diversi aspetti delle mie passioni .
I DejaVu, con cui proponiamo cover pop-rock degli anni '80. È un po' il mio gruppo storico, visto che in formazione pressoché stabile suoniamo ormai insieme da 12 anni.
i CroStiNY, gruppo tributo a Crosby, Stills, Nash & Young, composto da bravi musicisti, ottimi amici e grandi mascelle (le prove finivano sempre con delle discrete mangiate) che mi ha fatto tornare indietro ad uno dei miei primi amori musicali. Dopo aver suonato per un paio di anni la band é in fase dormiente, ma chissà...
Ed infine gli AdE che sono solo in ordine di tempo l'ultimo impegno.
Facciamo progressive rock, ennesimo ritorno ad un amore di gioventù, e dopo una prima fase in cui abbiamo proposto dei classici del genere, stiamo ora mettendo insieme delle idee per comporre dei brani nostri.
6 Quali sono i batteristi che più ti hanno influenzato?
Ovviamente all'inizio sono stato influenzato dai grandi del prog, ed in particolare, i vari Di Cioccio, Capiozzo, Calderoni (gli italiani per primi), Palmer, Bruford, Collins. Più che di influenza, si può dire che cercavo di scopiazzare, e questo ha disastrato la mia autodidattica...
Poi nel 1980, vidi in TV un concerto dei Police e rimasi sconvolto. Stewart Copeland sì che mi ha influenzato. E non solo me in quegli anni.
Credo che abbia veramente portato un vento di innovazione nello strumento, sia come tecnica che come sound (il rullante tiratissimo, l'uso degli splash...). Magari non ha inventato niente, ma ha reso popolari al grande pubblico del pop-rock un insieme di suoni ed idee.
Dopo mi sono innamorato del modo di suonare di Neil Peart dei canadesi Rush, di Manu Katché che ha saputo colorare le più diverse produzioni, da Peter Gabriel a Jan Garbareck fino a Pino Daniele.
L'ultimo è Gavin Harrison, che unisce secondo me tecnica moderna e gusto di altissimo livello.
Sul versante jazz e fusion, ho ascoltato con ammirazione ed impotenza, su tutti Peter Erskine, ma anche Tony Williams, Jack De Johnette, Lenny White,  Elvin Jones, Steve Gadd.
Non mi piacciono i mostri attuali. I figli di Portnoy per intendersi. Grande potenza e velocità, extraterrestri, ma se voglio vedere un bel gesto atletico guardo una regata di canottaggio. La musica è un'altra cosa.
7 Rimpianti? Un treno sul quale non sei salito?
Ma... direi di no. Ho sempre trovato delle situazioni adatte a quello che potevo dare in termini di impegno e di capacità.
Diciamo che se tornassi indietro, a quando avevo piu tempo libero, andrei a lezione o comunque mi metterei a studiare visto che sono essenzialmente un autodidatta.
Ho studiato per circa un anno col jazzista livornese Riccardo Ienna, ma ero già grandicello ed il tempo libero scarseggiava.
8 Una domanda che ho fatto a tutti i batteristi. Charlie Watts dei Rolling Stones ha dichiarato che il culo che conosce meglio è quello di Mick Jagger che da oltre 50 vede davanti a sé sulle scene. Quale è il tuo culo?
Il culo che ho visto di più e che ancora vedo, come dicevo, da 12 anni, é quello della cantante dei DejaVu, Caterina Luippino, poca statura fisica ed una grande voce.
9 Chi è oggi Enrico Ferrini? Suona sempre o ha attaccato bacchette e tamburi al fatidico chiodo?
Come hai visto le occasioni per suonare non mi mancano. Ho suonato di più in questi anni che quando ne avevo 18...
Ho anche dovuto dire di no ad un paio di proposte recenti...
Di questo passo saranno le bacchette che appenderanno al chiodo me.

 

Enrico Ferrini ieri

Enrico Ferrini oggi