Livorno in musica ieri e oggi: intervista a Stefano Lucarelli dei "Genius Quintet"

 1) Domanda: Possiamo definire tu e il tuo gruppo: "ragazzi innamorati della musica..."? 

Risposta: Hai detto bene: “innamorati della musica” e soprattutto di certa musica. Dici un po’ meno bene quando ci definisci “ragazzi” perché, se pensi che io - 58 anni suonati - sono il “bimbo” del gruppo e gli altri hanno tutti qualche anno più di me, di “ragazzi” abbiamo ben poco”. Scherzi a parte: la musica è nella nostra vita da sempre, è parte importantissima di noi e quindi è bello, seppur con i nostri limiti, poterla suonare e proporre durante le nostre esibizioni...

Già che ci sono vorrei qui ricordare gli anzian... ehm... gli esperti musicisti che condividono con me l’esperienza del “Genius Quintet”: Cesare Caroti, il più grande interprete bianco VIVENTE di musica nera, alla voce; Pieraldo Santini, tastiere e cori, Gigi “Hendrix” Saba, chitarra, Claudio Filippelli, basso ed io... sculacciatamburi. Inoltre i “Genius” sono - per parte del loro repertorio - affiancati da due sassofonisti: Renzo Pacini e Sauro Moriconi.

2) Domanda: Quali generi musicali hai suonato fino ad oggi?

Risposta: Pur essendo un grande amante e conoscitore della musica rock, blues, soul, jazz etc. la mia attività musicale si è svolta prevalentemente nell’ambito “musica da ballo”... In anni recenti, quando ho ripreso a suonare, dopo parecchi anni di “bacchette appese al chiodo”, e svolgevo la mia primaria attività di grafico per conto del Livorno Calcio, ebbi l’idea di formare un gruppo che comprendeva, fra gli altri, giocatori in forza alla compagine amaranto, per l’esattezza i gemelli Antonio ed Emanuele Filippini ai quali si unì in seguito l’altro calciatore Davide Moro. Il gruppo si chiamava “Le Triglie Rock” ed era completato da un duo vocale femminile “Le Trigliettes”. Musica rock con un occhio di riguardo a Bruce Springsteen dato che i gemelli Filippini sono gravemente “malati di Springsteenite acuta”. Ovviamente, all’epoca (2008/2009), grande, scontato successo data la presenza dei famosi calciatori amaranto. Poi successivamente ho fatto parte della “John Doe’s rock cover band”, dei “70 Night Fever” (musica disco anni ‘70) per arrivare, infine, ai “Genius”.

3) Domanda: Ti senti, oltre la batteria, pentito di non aver continuato a suonare altri strumenti? 

Risposta:  No, non sono un chitarrista/tastierista/bassista pentito. La batteria è sempre stato il mio amore... un amore che purtroppo, per tanto tempo, in varie occasioni - per la piega presa dalla mia vita e per una certa pigrizia - ho trascurato. Nel senso che non mi sono applicato con la dovuta costanza allo strumento tralasciando gli studi dello stesso, cosa che adesso rimpiango enormemente. Pensa che quando mi approcciai alla batteria (una vita fa), iniziai a prendere lezioni dal mio grande amico (e grande batterista) Carlo Cavallini... Arrivato alla lezione riguardante le “terzine” fui ingaggiato per andare a suonare in un complesso (all’epoca non esistevano gruppi, band, orchestre, ndr) di liscio e quindi mi dedicai a quest’attività (che mi portava un po’ di soldi in tasca) accantonando lo studio della batteria. Poi: i primi amori, la radio (era il periodo dell’esplosione del fenomeno “radio libere”), il militare, contribuirono a farmi abbandonare lo studio.

4) Domanda: Quali sono i batteristi che ti hanno influenzato maggiormente?

Risposta: Fra i batteristi che mi hanno influenzato, o meglio, i batteristi per i quali ho avuto - ed ho - una sorta di venerazione sono stati, in ordine temporale, Ringo Starr, Alan White, Jeff Porcaro e quello che a mio parere è il più grande in assoluto Steve Gadd. 

5) Domanda: Carriera artistica: "culo" o "sfiga"?

Risposta: Culo? Non ho mai avuto una gran fortuna nella mia attività batteristica. Diciamo che l’unica forma di “culo” che ho avuto grazie alla musica è stata quella di conoscere un sacco di persone che poi sono diventate grandi amicizie. Insomma, se devo fare paragoni illustri, più che Charlie Watts, mi sento Pete Best (a mio parere il batterista più sfigato al mondo).

6) Domanda: Come è artisticamente parlando, la Livorno di oggi rispetto al passato?

Risposta: Livorno in ambito musicale (come il resto d’Italia e probabilmente del mondo) è cambiata tantissimo. Ad esempio... quando ho iniziato a suonare nella metà degli anni ‘70 era un problema enorme trovare un posto dove poter provare, per cui eravamo sempre alla ricerca di stanze (possibilmente isolate) che insonorizzavamo alla meglio (polistirolo recuperato dagli scarti della fabbrica che era in via delle Cateratte, cartoni delle uova, lana di vetro etc.). Adesso - per la fortuna dei musicisti di oggi - ci sono varie strutture attrezzate a sala prove, per cui basta andare lì, pagare i pochi euro richiesti ed hai la possibilità di provare. Poi, rispetto agli anni della mia gioventù, adesso c’è molta più gente che suona... e suona anche bene, perché ha maggiori opportunità di studiare, provare ed anche esibirsi, rispetto a quelle che avevamo noi tanti anni fa.

7) Domanda: Esperienze in radio, vero?

Risposta: Sono stato uno dei fondatori e “voci di punta” di una delle prime radio libere livornesi, Radio Rosa Livorno, nata nel 1977. È stata una bellissima esperienza, condivisa con tanti amici che a distanza di quasi 40 anni sono rimasti tali. Mi piace ricordare i vari programmi musicali, i giochi telefonici, le dediche che erano tanto in voga all’epoca, le prime dirette radiofoniche di calcio e basket, i tantissimi aneddoti... Per esempio quella volta che riuscimmo a raccontare in diretta il tentativo di rapimento di Tito Neri Jr. e la conseguente caccia ai rapitori. Un vero scoop che però non fu dovuto al nostro fiuto giornalistico, bensì al fatto che tutto si svolse sotto le nostre finestre dei nostri studi! E poi le interviste, gli ospiti famosi: Lucio Dalla, Pino Daniele, Rino Gaetano, Ivan Graziani, Augusto Daolio dei Nomadi, Mango... ‘azz: sono tutti morti! e Joe Egan, Ron, La Locanda delle Fate, Nino Castelnuovo, Ivana Monti e tantissimi altri. Poi, in anni successivi, sempre come speaker radiofonico ho prestato la mia opera in altre emittenti locali come Studio ‘82 e Radio Livorno città Aperta... e l’anno scorso, col mio fraterno amico Paolo Taradash, abbiamo fatto una serie di trasmissioni sotto il nome di “I ragazzi irresistibili” presso Radio Cage... Insomma, la radio, come la musica è stata - ed è - parte importantissima della mia vita.

8) Domanda: Impegni a breve?

Risposta: Come “Genius Quintet” (più due sax) abbiamo in programma per oggi (3 luglio), una esibizione “live” presso lo splendido Spazio Caletta. Come ogni volta che ci proponiamo per una serata, da un certo punto in poi, a noi si uniranno sul palco tanti altri amici cantanti, musicisti in una sorta di jam session... Di solito si parte in cinque e si finisce in dieci/dodici. Per questa estate altre serate sono previste in vari locali e bagni del litorale livornese/pisano. “Stay tuned” sulla nostra pagina Facebook “The Genius Quintet”.

9) Domanda: Chi è Stefano Lucarelli oggi?

Risposta: Oggi Stefano Lucarelli è un “bimbo” che si avvia a gran velocità verso i 60 anni, con la stessa voglia di ridere e divertirsi come quando era ventenne... Con qualche acciacco in più e tantissimi capelli in meno... Uno che continua a suonare, nonostante tante difficoltà, uno che svolge la sua attività di grafico pubblicitario alla quale da qualche mese a questa parte affianca quella di “venditore” di dischi, cd e libri presso i mercatini dell’usato.