Livorno in musica ieri e oggi: intervista al chitarrista Davide Salvadori

  • Pubblicato: Domenica, 02 Settembre 2018 12:10
  • Scritto da Massimo Volpi

D: Sei giovanissimo, eppure sei già molto conosciuto e hai fatto parte di alcune band... insomma, nato con la chitarra.
R: Nato con la chitarra no, il mio amore per la musica sboccia a 11/12 anni. Prima avevo come un rigetto verso la musica, poi tutto è cambiato per una combinazione di eventi, in primis la scoperta di alcuni gruppi (i primi che mi “folgorarono” furono i Linkin Park e poi i Metallica), ma anche l’incoraggiamento del prof di musica delle medie, gli amici… insomma ci vuole sempre il giusto ambiente. Da quel momento la musica è diventata fondamentale per me e mi sono sempre speso molto sia come musicista che come ascoltatore e fruitore.
D: Ad appena 15 anni entri a far parte de i Bones con tanto di singolo di lancio “Count the sheep” e viaggetto in Germania nel 2013 dopo aver vinto il Premio Frisoni... mica male.
R: I Bones hanno avuto una formazione lenta: io e Giacomo Biagini (che adesso suona il basso nei Cromosauri) decidemmo prima di mettere su un gruppo, poi iniziammo a suonare. Quindi romanticamente possiamo dire che i Bones nascono nel 2009. In realtà il gruppo si completerà e debutterà nel 2011. Abbiamo fatto un sacco di concerti, la mia esperienza con loro mi ha aiutato molto. La crescita e la formazione che si hanno suonando dal vivo con altre persone è incredibilmente efficace. “Count The Sheep” fu uno dei brani che i nostri fan apprezzavano di più, nonché uno dei primi che scrivemmo. Per ben 2 volte di fila (2013 e 2014) durante il Premio Fisoni ci siamo aggiudicati i premi “Giuria popolare” e “ Miglior Band Cecinese”, il secondo dei quali ci ha permesso di esibirci per ben due volte a Gilching, vicino a Monaco di Baviera. Inutile dire che oltre alla soddisfazione fu dannatamente divertente: prendi 5 ragazzi di 16 e 17 anni e mandali a suonare in Germania… vuoi che non succeda qualcosa di assurdo?
D: Nel 2014 inizia la tua avventura, insieme a tuo fratello, con i Cromosauri, band dalle sonorità grunge-rock, come nasce questa idea?
R: I Cromosauri nascono in maniera spontanea. Ho sempre scritto molti brani, bozze, testi. Alcuni di questi ai colleghi Bones non piacevano, quindi iniziai a suonarli con mio fratello, batterista. Vedendo che veniva fuori roba interessante, decidemmo di mettere su un gruppo vero e proprio ed uscire dalla nostra soffitta. Dato che io e mio fratello, vivendo insieme, avevamo le stesse radici musicali, le sonorità dei Cromosauri sono state subito più “categoriche” (anche se trattando di musica bisogna sempre usare le pinze a parlare di generi e categorie) legate al grunge dei Nirvana e Pearl Jam, differente da quello che accadeva nei Bones dove c’erano 5 mondi musicali molto, molto differenti che si incontravano. Ovviamente anche il sound dei Cromosauri è in continua evoluzione e secondo me si sta, se non allontanando, diramando verso altri sound. Dopotutto in 4 anni ne abbiamo ascoltata di musica, sia io che mio fratello, poi abbiamo cambiato bassista (adesso come dicevo prima c’è Giacomo, grande amico ed ex-Bones) che ha portato le sue influenze.
D: Finalmente NOIZ! Il vostro lavoro. Il disco vede la luce il 10 dicembre 2016, promosso da Ghost Label Record e distribuito da Crashsound, Believe e CODE7 e il brano Bad vince il premio Test Song ai Livorno Music Awards 2017, una bella soddisfazione.
R: NOIZ! è considerabile il manifesto dei Cromosauri, l’album con cui diciamo “noi siamo questi, abbiamo fatto così e così e ci è successo questo, da qui partiamo verso dove vogliamo andare”. Un lavoro del quale avevamo bisogno della massima libertà per via del profondo legame che abbiamo con quelle canzoni, scritte in periodo in cui sono successe tante cose. È stato pensato nei dettagli, musicalmente e concettualmente, ci siamo occupati sia delle registrazioni (che si sono protratte per ben 4 mesi) e del mixaggio, nonché delle grafiche e dei video dei tre singoli estratti (Friendly, Chocolate e When Somebody Loses Himself). Abbiamo seguito un’etica molto “fai da te” cercando di ottenere un suono vivo. Il disco è come sarebbe dovuto essere, sporco, assolutamente informale, con i suoi momenti allegri e quelli tristi. L’essenza dell’album è perfettamente riassunta dalla copertina, una foto scattata per caso che racchiude una energia primordiale e vera. Alcuni non hanno capito, o non hanno voluto capire, le chiavi di lettura che stanno dietro a questo lavoro, ed abbiamo ricevuto diverse critiche che, senza negare la loro importanza per migliorarsi, fanno un po’ dispiacere considerando quanto ti sei speso nella realizzazione del tutto. Non sono mancate però neanche le soddisfazioni, gli apprezzamenti e i complimenti. Hai citato Bad che si è aggiudicata il premio “Best Song” ai Livorno Music Awards 2017… è un premio enorme, non ci sognavamo minimamente una cosa del genere, un riconoscimento davvero inaspettato.
D: In contemporanea ai Cromosauri sei impegnato con Lesta Sinutre, un ottimo progetto che ti vede accompagnare con la chitarra le poesie della poetessa Laura Bertolini, raccontaci...
R: Mi è sempre piaciuta la contaminazione tra arti, anche con i Cromosauri ci abbiamo provato più volte, il nostro primo EP Cromomito doveva essere accompagnato da un cortometraggio. Quindi come mi si presenta l’occasione cerco sempre di mescolare tutto e “sintetizzare” qualcosa di strano. Anche Laura non è estranea a queste mescolanze, spesso ha collaborato con pittori o addirittura cuochi. Ci conoscevamo e stimavamo da diversi anni, la scorsa estate venne da me per registrare delle sue poesie. Io le feci sentire un paio di bozze che avevo nel cassetto, proponendole di leggerci qualcosa sopra. Alla prima take sono nate “Che Hai Trovato In Me?” e “Non Ho Più Parole”. Nel giro di un mese abbiamo registrato altri 8 pezzi in un’atmosfera molto ispirata e creativa. Per me è stata l’occasione di lavorare su sonorità più elettroniche e sperimentare nuove forme di scrittura, Laura si è dovuta concentrare sull’espressività, scegliere il ritmo giusto per le sue parole.
È uscito fuori questo album diviso in 2 metà, “Arrivi-Partenze”, pubblicato questo inverno. Laura durante l’inverno abita a Davis, California, e questo ci costringe a stopparci durante l’inverno. Questa estate abbiamo messo su uno spettacolo che abbiamo presentato il 17 agosto a Montescudaio ed ha riscosso grandi apprezzamenti, contiamo di riproporlo in giro il prima possibile.
D: E per non farsi mancare nulla sei impegnato anche nella G.L. Records dove vengono effettuati vari corsi tra cui chitarra, canto, fisarmonica, tastiera, ma anche meditazione; illustraci questo interessante progetto.
R: G. L. Records è una nuova scuola di musica nella quale insegno chitarra. È una piccola realtà aperta da Giuseppe Scianna, cantante, a Cecina. Il 24 agosto c’è stata l’inaugurazione vera propria, faremo qualche open day nel mese di settembre per farci conoscere. Insieme a me e Giuseppe ci sarà un ragazzo che insegna pianoforte e fisarmonica. Sono fiero di far parte di questa piccola squadra, è un’altra bella occasione di mettersi in gioco.
Vi invito a passare a trovarci per tutte le curiosità riguardo ai corsi musicali e non. Ci trovate a Cecina, in via Ticino 10, interno 8. Vi accoglieremo a braccia aperte.
D: Davide, quali sono le tue fonti di ispirazione, quei chitarristi dei quali avevi attaccato il poster in cameretta?
R: Questa è la domanda più difficile, ne uscirebbe una lista della spesa. Ti posso dire che Pearl Jam, Nirvana e Smashing Pumpkins mi hanno forgiato, così come Soundgarden e Alice In Chains. Sono legato poi ad artisti dei più disparati generi, i Doors, i Police, A Perfect Circle, Smiths, i Quintorigo con John De Leo, Snarky Puppy, potrei farti una lista della spesa, ma verrei a noia. A livello chitarristico adoro Hendrix e Steve Ray Vaughan, ultimamento sto assumendo enormi quantità di vecchio blues, Son House, Howlin’ Wolf, Robert Johnson…
D: Progetti futuri, esibizioni dal vivo dove possiamo sentirti, magari in città?
R: Il progetto più grande attualmente è il nuovo album dei Cromosauri. Dal 10 settembre inizieremo un campagna di crowdfunding e poi entreremo in studio, abbiamo del nuovo materiale entusiasmante, l’aggettivo che meglio lo descrive a parer mio è “profondo”. Inoltre a breve auto-pubblicherò una raccolta di mie poesie chiamata “Concerto per Sole Parole”. Purtroppo non ho date in programma, quindi vi invito a seguire i social miei, dei Cromosauri e dei Lesta Sinutre per non perdervi niente, ci trovate su Facebook, Instagram e YouTube.
D: A proposito di Livorno, quale è il tuo rapporto con la città, musicalmente parlando, una città da sempre madre di ottimi musicisti?
R: Livorno e le zone circostanti brulicano di musicisti e artisti spettacolari, con alcuni dei quali sono in buoni rapporti. Ho sempre cercato di tenermi aggiornato sulla situazione locale e di essere partecipe, se non c’è interazione tra i musicisti, sarà difficile avvicinare altre persone alla nostra scena musicale. Ci sono dei gruppi di cui sono un grande fan tipo Madame Du Bois, Hilo, Nut, Mr. Bison, ma anche Biffers, Hati&Skoll e la lista è lunga...
D: Chi è oggi Davide “El Ghita” Salvadori?
R: Mi posso dare del pazzo? Un pazzo con un soprannome discutibile J… scherzi a parte, non è semplice, sicuramente sono uno con dei sogni abbastanza grandi e ambiziosi, ma non ho paura di farmi il mazzo per realizzarli. La strada è lunga se vuoi fare rock’n roll, ma sono allenato.

 

I Cromosauri

Lesta Sinutre

  

  

 

 

 

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