Livorno in musica ieri e oggi, intervista al batterista Leandro Partenza

D: Leandro Partenza, batterista... ti immagino già da piccolo innamorato del rullante per la gioia dei tuoi vicini...
R: Il mio primo regalo di Natale fu quello di mia zia di Firenze, una batteria giocattolo che mi durò circa un mesetto, per poi essere distrutta dai miei primi colpi, poi più che per la gioia dei vicini, per la gioia dei miei nonni, ho continuato su secchi e ferri per lavorare la lana, andati anche quelli distrutti nel giro di poco.
D: Ti ho conosciuto come one-man-band alias Led Green, suono potente, tanta elettronica...
R: Avevo voglia di fare qualcosa al di fuori di un contesto che mi vedeva come batterista e dunque parte integrante di un progetto, dunque visto che ho il ritmo nel sangue mi sono buttato di testa su questo progetto Electro Rock e devo dire che ha avuto le sue belle soddisfazioni e che vede all'attivo due cd “My Dreams” e l'ultimo che ho fatto “God Is An Alien”.
D: Prima hai militato in molti gruppi... Sharada, Titty Twister, The Buddha Pests, La Quarta Via... penso in ognuno hai lasciato una parte di te.
R: Quando suoni lasci sempre qualcosa di te come musicista, se poi incidi uno o più dischi allora il segno è ovviamente ancora più indelebile. Ad esclusione degli Sharada, ho lasciato il segno con moltre altre bands oltre che a Tittytwisters, The Buddha Pests e La Quarta Via.
D: Al tuo attivo una decina di lavori, alcuni video... una bella soddisfazione.
R: Sì, direi che ho un bel bagaglio d'esperienza di tutto rispetto, con lavori belli come quelli che ho fatto con La Quarta Via, con i Tittytwisters e anche con i The Buddha Pests. Tutte situazioni che mi hanno aiutato a crescere musicalmente anche perchè i generi musicali erano tutti di diverso tipo, dunque ho potuto appurare che ero in grado di suonare una buona parte di musica.
D: Poi nel 2010 saluti Livorno e ti trasferisci a Londra dove collezioni oltre 100 concerti in due anni... mica poco.
R: Una bella esperienza con i The Buddha Pests, dove ho affinato la mia tecnica Punk, cento concerti tra Londra dove era di istanza la band, Budapest città Natale del chitarrista e poi Italia dove sono riuscito ad organizzare un paio di date. Insomma mi sono davvero divertito.
D: Nello stesso momento apri una tua etichetta discografica la Ghost Label Records, (esistente anche in Italia con il nome di Lady Music Record). Perchè questa esigenza?
R: Perché quando hai la musica dentro, non puoi niente contro l'invecchiamento, e dunque o sei famoso e riesci a morire sul palco mentre suoni (come è successo a Lucio Dalla) oppure fai qualcosa per rimanere sempre e comunque nell'ambiente riuscendo anche a mettere a disposizione delle nuove generazioni la tua esperienza come musicista in generale ed ecco che ho voluto aprire un'etichetta discografica attiva dal 2002.
D: Il compito di una buona etichetta discografica è dare spazio a giovani emergenti inutile negarlo. C'è qualche gruppo che ha particolarmente colpito?
R: In genere scelgo gruppi che riescono a trasmettermi con la loro musica vibrazioni positive, non accetto mai bands perchè mi dispiace o per la semplice frase “meglio di niente”, dunque tutte le bands che ho avuto e che sono attualmente nel mio roster mi sono piaciute e mi hanno colpito, chi con un progetto chi con un altro.
D: Sei partito da una città di provincia come Livorno e sei arrivato nella città dei sogni per un musicista ma non solo... “Se sei stanco di Londra sei stanco della vita” diceva il poeta Samuel Johnson... vista anche la tua esperienza lavorativa penso tu sia d'accordo...
R: Sì, ho deciso di mollare tutto e andare a Londra dove la cultura musicale è di gran lunga migliore che in Italia, e dove mi sono tolto delle belle soddisfazioni, poi per motivi familiari sono dovuto rientrare, mi dispiace, ma non me ne pento. Io però non sono stanco della vita semplicemente guardo avanti e cerco di regalare ancora qualcosa alla musica.
D: Progetti futuri come musicista e come produttore?
R: Come musicista sono attualmente alla ricerca di una band, perchè sono comunque ancora giovane per appendere le bacchette al chiodo e come produttore, continuerò a promuovere bands indipendenti fino a quando il cervello me lo potrà permettere.
D: È da molti anni che sei nel mondo della musica, hai avuto molte esperienze e molte soddisfazioni in questo ambito ma... c'è un treno sul quale non sei salito e ancora oggi ti penti?
R: Non aver finito gli studi come batterista e di occasioni ne ho avute tante e magari con un po' più di costanza e di conoscenza dello strumento avrei calcato qualche palco in più e magari di prestigio.
D: Chi è oggi Leandro Partenza?
R: Quello di sempre, una persona umile che mette a disposizione il proprio sapere e la propria esperienza nel campo della musica a chi me lo chiede. Una persona un po' più invecchiata, padre di una bella bimba, e felicemente sposato. Continuerò a suonare finchè avrò forza nelle mani e nelle gambe e magari fare anche un terzo disco come solista, per il mio lavoro è IL MUSICISTA.