Livorno in musica ieri e oggi: intervista al cantante Marco Scammacca

Marco Scammacca con i Per Aspera

D: Marco Scammacca, professione cantante... quando hai scoperto che questa era la tua strada? Ti immagino da piccolo davanti allo specchio con un finto microfono...
R: È iniziato tutto per gioco, senza prendersi sul serio. Con un gruppo di amici parto come chitarrista ma da subito sono diventato cantante per sopperire alla mancanza del leader, e così ho capito cosa mi piacesse davvero fare. Ovvio che mi sono trovato un sacco di volte a mimare un’esibizione live nella mia camera o nel mio bagno e non nego che ogni tanto ci “rigioco” anche oggi!
D: Sei tra i fondatori del gruppo Per Aspera... a proposito, da dove nasce questo nome?
R: Per Aspera ad Astra - tra le difficoltà, fino alle stelle - In realtà io sono entrato a far parte del gruppo nel 2011 e ti riporto con piacere la motivazione che ha portato alla scelta del nome, che condivido a pieno. È stata presa in prestito una parte di questa frase latina perché caratterizza un po’ il percorso di chi si mette in viaggio per raggiungere un grande obiettivo. L’unica cosa sicura è che attraverserà tantissime difficoltà! Noi la nostra buona dose di asperità l’abbiamo incontrata!
D: Nel 2012 incidete il vostro primo album dal titolo “Ventisette”, dove a mio giudizio spicca la canzone “Tra il sole e la luna”, chitarre che la fanno da padrona per sorreggere la tua bella voce, ottimo album...
R Grazie mille Massimo, sì, quell’ep è figlio della storica formazione, io mi sono trovato il lavoro già pronto perché mi sono inserito nel progetto poco prima dell’incisione… ho soltanto reinterpretato a mio piacimento i brani. Un album inciso con le poche disponibilità economiche che avevamo in quel periodo ma ne abbiamo un bellissimo ricordo.
D: Poi una pausa di riflessione, il gruppo si sfalda per ricostituirsi nel 2016... che è successo?
R: Sì, purtroppo ci siamo trovati di fronte a delle scelte di vita, lavoro e figli hanno portato riflessione e un pochino di tempo di stop. In questo periodo con Stefano Giolli (chitarrista fondatore della band) abbiamo continuato a scrivere brani, sfruttando però una nuova tecnica creativa, arrivando alla stesura del nuovo Ep. Nel 2016 abbiamo deciso di riformare la band.
D: Nel giugno 2017 esce il singolo “Panama” a cui farà seguito nel marzo 2018 il vostro nuovo EP... soddisfatti?
R: Siamo molto soddisfatti perché è stata una vera e propria rinascita, i brani più maturi e moderni hanno avuto un ritorno positivo e di questo ne siamo contenti. Siamo sbarcati su tutti gli store digitali per la prima volta, Shazam, Spotify etc… insomma figo no?
D: Progetti futuri, qualche nuovo lavoro, concerti in vista?
R: Questo 2019 sarà dedicato alla diffusione di “Io rimango fermo” l’ep uscito ad aprile 2018, a febbraio abbiamo in programma diversi concerti. Siamo molto concentrati sulla scrittura degli ultimi brani che saranno contenuti nell’ album prossimo futuro. Stiamo lavorando sodo con il nostro produttore artistico Carlo Bosco (JackfStudio) anche tastierista dei GaryBaldi Bros. Ne ascolterete delle belle.
D: Marco, quali sono i tuoi punti di riferimento, i tuoi mostri sacri?
R: Io mi ispiro ai cantautori italiani moderni, per farti qualche esempio ti posso dire: Cremonini, Gazzè, Le Vibrazioni, Negramaro… Vado pazzo per la loro musica.
D: Che rapporto hai con la realtà cittadina, musicalmente parlando e c'è un musicista livornese che ammiri particolarmente da dire “Mi piacerebbe cantare per la sua musica”?
R: Così d’impatto ti dico Bobo Rondelli e gli Zen Circus. Hanno brani stupendi e si respira quel senso di appartenenza labronica e un bel pizzico di malinconia condita con alcuni picchi di felicità…
D: Marco, un rimpianto, una occasione perduta che potrebbe aver cambiato la tua vita...
R: Credo che ognuno sia artefice del proprio futuro e che forse la mia vera occasione deve ancora arrivare… in ogni caso la mia vita la racconto ogni giorno nelle mie canzoni e spero che queste possano in qualche modo accompagnare, migliorare o al massimo alleggerire la vita di chi le ascolta.
D: Chi è oggi Marco Scammacca?
R: Sono un cantautore che ha la libertà di scrivere canzoni sognando che queste possano un giorno essere canticchiate da un pubblico sempre più vasto… magari sentirle passare in radio senza averlo concordato, sarebbe da brividi… Chissà il futuro dove ci porterà. Per Aspera... Ad astra!