Livorno in musica ieri e oggi: intervista al cantante e musicista Andrea Pachetti

D: Andrea Pachetti, cantante e musicista di elettronica, come nasce questa tua passione?
R: All’età di 12 anni ho iniziato a studiare chitarra, ma la passione o la malattia, come la chiamo io, mi entrata all’età di 15 anni, da li in poi ho totalizzato tutto sulla musica e l’elettronica e il canto sono subentrate dopo.
D: Penso che il tuo primo gruppo sia stato i Project 00... raccontaci.
R: Tolti i primi progettini adolescenziali, si diciamo che è stata la prima band anche se inizialmente ci chiamavamo Not For Us; poi nel 2000 abbiamo cambiato organico e da cantare e suonare la chitarra per la voglia di sperimentare iniziai a cantare e suonare drum machine e campionatori: il progetto cambio forma e genere e quindi da lì poi abbiamo cambiato nome con Project 00. Facevamo Hard-Core con influenze di musica elettronica.
D: Il 2010 ti vede come cofondatore dei Radio Tower, gruppo dove lo scintillare del rock si fonde con la tua elettronica...
R: Sì, dopo un periodo di lavoro di studio dove inizio a scrivere per un editoria di Roma basi per colonne sonore, la voglia di ritornare a suonare era molta: insieme a Daniele Catalucci (Virginiana Miller) e Federico Silvi (Jackie O’s Farm), dopo un tributo ai Refused per il decennale di “The Shape of Punk to Come”, abbiamo formato i Radio Tower una band fondamentalmente Rock con influenze Industrial.
D: “Radio Tower” è il vostro omonimo Ep uscito nel 2011, lavoro autoprodotto...
R: Sì, un ep registrato e prodotto da noi stessi.
D: Cosa è successo dopo, avete pubblicato altri album? Soddisfatti del vostro percorso musicale?
R: Dopo abbiamo prodotto in un piccolo studio che avevo, un album intero che poi non è mai uscito. Esperienza molto bella, ma forse è quella che mi ha fatto capire che il ruolo che amo di più nella musica è quello come produttore e non come musicista.
D: Quali sono i tuoi punti di riferimento musicali, i tuoi mostri sacri?
R: I Mostri sacri sono molti e tutti diversi tra loro... ti potrei dire Beatles, Pink Floyd, Fabrizio De André, Einstürzende Neubauten, Police, Refused, Luigi Tenco, Nine Inch Nails, Talking Heads, Lucio Dalla, Daft Punk, Gaetano Veloso, etc etc, ognuno per un fattore o per quello che sono riusciti a tramettere; la musica è una cosa meravigliosa proprio perché riesce a trasmettere tutte le sfaccettature emotive che si possono vivere.
D: Se ti dico 360 Music Factory Recording Studio che mi dici?
R: Mi dici tanto, forse tutto. Dopo aver avuto un piccolo studio dove facevo piccoli lavori ho aperto il 360 Music Factory nel 2014 e dal 2015 dopo aver fatto Grande Raccordo Animale di Andrea Appino, con il quale è nato un bellissimo rapporto di amicizia e di lavoro, sono subentrati con me gli Zen Circus, ormai fratelli, con i quali abbiamo lavorato ai loro ultimi 2 dischi, il pezzo che andrà a Sanremo e altre produzioni esterne agli Zen.
D: Nessuno meglio di te può sapere quanti ottimi musicisti ci sono a Livorno, alcuni anche di livello super... cosa manca per fare il salto di qualità, per poter parlare di una scuola livornese?
R: Ti dirò... secondo me in questo momento Livorno sta facendo uno dei salti di qualità che forse non ha mai fatto, questo perché finalmente tanti musicisti livornesi e molte figure professionali che lavorano nella musica hanno accantonato quello spirito provinciale che faceva da paraocchi; oggi a Livorno ci sono delle realtà che vengono prese da esempio da tutta Italia.
D: Andrea, dove andava quel treno sul quale non sei salito e che ancora oggi ti tormenta?
R: Ad oggi ti dico che forse mi è andata bene di aver perso quel treno perché ne ho presi altri che mi hanno portato a quello che sono, quindi forse non ho perso nessun treno o almeno preferisco vederla così.
D: Chi è oggi Andrea Pachetti?
R: Oggi Andrea Pachetti è un uomo (ragazzo, perché dimostro molti meno anni di quelli che ho!) che vive per quello che fa e cerca di mettercela tutta per realizzare i propri sogni.