Livorno in musica ieri e oggi: intervista al batterista Mattia Salvadori

  • Pubblicato: Sabato, 23 Marzo 2019 11:25
  • Scritto da Massimo Volpi

D: Mattia Salvadori, batterista fin dalla tenera età immagino, per la gioia incontenibile dei tuoi vicini...
R: Ciao a tutti e grazie mille per questa intervista! Tenera età ma non troppo, ho iniziato a suonare “seriamente” all’età di 14 anni prendendo le prime lezioni. Non avendo neanche la batteria i primi tempi mi cimentavo a suonare ovunque, la sedia diventava un bellissimo rullante, la scrivania il piatto, uno sgabello un tom. Dopo varie discussioni e tensioni familiari riuscii a farmi regalare la prima batteria e allestendo la mia personale sala prove nel garage di mia nonna. Il vicinato era talmente felici di questi miei assoli di batteria giornalieri che spesso mi lanciavano anche pigne ad altri vari oggetti contundenti!
D: Nel 2008 dai vita, insieme a Dario Sardi e Giulio Panieri, al gruppo Shed Of Noiz con Luca Bicchielli cantante, e a dicembre dello stesso anno esordite dal vivo al premio “Rossano Fisoni”, e nel 2009 la vittoria al contest “Aspettando Liberi e Vivi” vi permette la partecipazione al festival “Liberi e Vivi”... mica male...
R: Gli Shed Of Noiz oramai sono una parte del mio cuore, più che una band musicale un gruppo di quattro grandi amici. Nel 2008 io, Giulio e Dario, rimasti orfani del nostro precedente cantante contattammo l’allora sedicenne Luca; da li si è creata un’alchimia incredibile che ancora oggi resiste e perdura malgrado qualche difficoltà logistica (mio sono l’unico rimasto in provincia di Livorno!) Insomma, fin da subito ci siamo tolti delle belle soddisfazioni!
D: Nell’autunno dello stesso anno pubblicate l’omonimo Ep di esordio, grazie al quale gli impegni live diventano sempre più frequenti: nel 2010 la partecipazione alla finale regionale dell’Emergenza Festival rappresenta un appuntamento importante, ma è con la vittoria nel contest “Aspettando Italia Wave”, e la conseguente partecipazione ad Italia Wave Love Festival 2010, che il nome Shed Of Noiz inizia a circolare con maggiore frequenza... fino ad oggi.. .una bella soddisfazione.
R: Abbiamo avuto tante belle soddisfazioni negli anni, forse la più bella è stata vincere il concorso dell”Italia Wave Love Festival” (Attuale Arezzo Wave) che ci lanciò in un periodo bellissimo di live per tutto lo stivale italico ed oltre. Negli anni sono cambiate molte cose, abbiamo scelto di non partecipare più a contest in quanto secondo noi non esprimo la nostra idea di condivisione musicale e artistica. Ci siamo concentrati nel fare live e dischi di qualità, provando ad elevare sempre più la qualità della nostra musica. La nostra ultima produzione è “Distanz Ep”, un disco che parla di distanza e di amicizia, quattro tracce che odora di asfalto. Asfalto percorso per suonare insieme e per far vivere ancora questo progetto musicale.
D: Sempre difficile “etichettare” il sound di una band... alternative/stoner vi calza a pennello...
R: Non saprei! Forse è una definizione un po’ maldestra in quanto non è che ci rappresenti benissimo, forse sarebbe meglio dire che suoniamo Rock con testi in lingua italiana.
D: Impegni futuri, concerti dal vivo, nuovo album, cosa bolle in pentola?
R: Al momento con gli Shed siamo molto concentrati per il nostro prossimo concerto all’ H2NO di Pistoia, un locale davvero molto bello. Ho anche altre date con gli altri miei progetti musicale, (Amanda e gli Uomini Elettrici/La quarta Via) ma ve le svelerò in futuro!
D: Mattia quali sono i tuoi mostri sacri, i batteristi che imitavi fin da piccolo?
R: Eh sì… ce ne sono molti! Forse il primo batterista per cui ho veramente sbavato è stato Dave Grohl che con i Nirvana ha veramente spaccato tutto. Da giovanissimo ho avuto anche un debole per Nicko McBrain degli Iron Maiden che mi sembrava veramente inarrivabile. Ovviamente poi i gusti cambiano e studiando lo strumento l’approccio alla musica cambia, al momento studio per diventare maestro di batteria con “Scuderie Capitani” e penso di essere maturato molto musicalmente parlando. Ora mi piacciono molto per esempio Mark Giuliana, Nate Smith, Andrson Paak, Benny Greb ma non dimentico primi amori come Danny Carey (dei Tool).
D: Come vedi la situazione musicale odierna a livello cittadino, una città che ha sfornato negli anni centinaia di ottimi musicisti ma che non è mai riuscita a valorizzare in pieno questo fenomeno?
R: Devo dire che a Livorno la situazione musicale è davvero molto rosea, al momento ci sono moltissimi gruppi underground che si stanno elevando e hanno una grande qualità. Il problema non sono magari i gruppi, ma un pubblico che stenta a formarsi. Suonare musica dal vivo è dura, soprattutto è dura coinvolgere le persone. Per non parlare di trovare degli spazi adeguati. Solo per citare alcuni gruppi davvero notevoli della nostra scena: Siberia, Bruke, Bonsai Bonsai, Surfer Joe.
D: Una domanda che faccio a tutti i batteristi: Charlie Watts dei Rolling Stones ha sempre detto che il “suo culo” è quello di Mick Jagger perchè da più di 50 anni se lo ritrova davanti sul palco...qual'è il “tuo culo”?
R: Se la vogliamo mettere su questo piano “il mio culo” è quello di Luca Bicchielli degli Shed of Noiz, con il quale ho condiviso il palco almeno 300 volte. Credo che me lo ritroverò li davanti a sculettare ancora per un bel po’.
D: Mattia, una occasione perduta che ancora oggi non ti fa dormire, un’occasione che musicalmente parlando avrebbe potuto cambiare il tuo percorso .
R: Proprio non so, forse forse di aver rifiutato di suonare in alcuni “grupponi” che mi avrebbero dato molte altre possibilità, pensandoci comunque bene non ho grossi rimpianti. Ho ancora grandi sogni da realizzare, vento i poppa e decisi verso la meta.
D: Chi è oggi Mattia Salvadori?
R: Mattia è un ragazzo a cui piace sognare, forse troppo.

Shed of Noiz

  

  

 

 

 

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