Livorno in musica ieri e oggi: intervista al chitarrista Manuel Grillo

  • Pubblicato: Sabato, 13 Aprile 2019 10:46
  • Scritto da Massimo Volpi

D: Manuel Grillo, chitarrista da sempre suppongo...
R: Salve, la mia storia in realtà è un po' diversa da quanto sembra... In realtà la passione della musica e della chitarra in particolare è nata intorno ai 13 anni quando con la spinta di un mio amico a frequentare il gruppo di parrocchia dove lui era partecipe e con la spinta di mio padre attraverso l’acquisto di una chitarra classica mi tuffai in questo mondo. Presto mi resi conto che era più di una passione e che era proprio quel tassello che mi era sempre mancato dato che fin dalla nascita sentivo di essere diverso dagli altri, tanto che da piccolo preferivo stare a conversare con gli adulti piuttosto che giocare con i ragazzi della mia età (si parla che avevo 10 anni). Un po’ per le amicizie che non mi piacevano un po perchè non avevo trovato ragazzi che condividevano questa passione la musica è sempre stato un rifugio per me, tanto e vero che dedicavo interi estati vicino ad essa cercando di imitare i miei idoli e capire ed apprendere tutte le loro tecniche senza esserci un vero studio teorico dietro. Questo fino a che non ho incontrato dei ragazzi argentini che avevano un gruppo dove mi hanno preso sotto la loro ala e li seguivo nei concerti e così presi ancora più coscienza dell’importanza della musica nella mia vita. Ma la vera svolta c’è stata quando ho avuto occasione di suonare con un ragazzo e fare serate di piano bar esibendomi sia nei fraseggi blues che rock sia nei miei pezzi ; qui ho preso coscienza che la mia felicità era questa vita. Quindi ricollegandomi alla domanda, non suono da sempre ma è stato un passaggio quasi automatico,per certi versi guidato, da non so cosa, aspirazione o piacere in quello che fai, non lo so.
D: Nel tuo “curriculum” fa bella mostra la tua partecipazione agli studi presso l'Istituto Musical P. Mascagni, chitarra acustica o che altro?
R: Io ho studiato 3 anni al Mascagni come chitarrista jazz in quanto è proprio questo il genere principe dell’armonia e della teoria musicale, anche se il mio modo di suonare è molto più vicino al classico. Personalmente suono chitarra elettrica ma anche adoro la chitarra acustica, infatti adoro fare con essa i percussionati mentre suono come fa Tommy Emmanuel e adoro ancora di più suonare la chitarra classica. Un buon musicista deve avere la conoscenza di tutti i generi, poi si specializza nei suoi prediletti o semplicemente quelli che lo rispecchiano di più. Per esempio ammiro Stevie RAY Vaughan ma al moneto sto studiando più Petrucci perché come personalità mi rispecchia di più ma mi piace molto la musica bossa.
D: Nel 2010 entri a far parte degli Rats on the Road, gruppo dalle sonorità prettamente heavy metal... sound lontano anni luce dagli studi classici...
R: Nella fattispecie mi sono unito ai Rats on the road solo con l'idea di provare un qualche cosa di nuovo ed avere per la prima volta una vera e proprio esperienza con un gruppo musicale. Questa proposta mi arrivò molti anni fa, ero sempre alle prime armi e con loro devo dire che ho iniziato a farmi le prime ossa e ho iniziato a esprimere il concetto della mia musica; da precisare che questo è stato un processo non immediato dato che si trattava di una band che richiedeva inizialmente un rimpiazzo ma dopo aver rotto il ghiaccio e aver trovata una serenità e un equilibrio e aver stabilito i vari ruoli all’interno della band, ho potuto iniziare a tirar fuori la mia impronta.
D: “Rats Underground” è il vostro demo uscito nel 2013, con brani potentissimi come “Challenge to death” o “Just ice”, soddisfatti del risultato? E poi sono seguiti nuovi lavori?
R: Il demo devo dire che non è stato una nostra creazione ma la loro, io ho semplicemente aggiunto la mia impronta e devo dire che come primo lavoro non era male, anche se era lontana dalla mia idea di musica. I pezzi che susseguirono furono invece creazioni del gruppo fatte da me in collaborazioni con loro e devo dire che iniziavo a trovare davvero soddisfazione anche perché si avvicinavano più alla mia idea di musica , peccato che non videro mai la luce dato che ci fu un cambio di cantante e subentrò un ragazzo che parafando la frase “essere la prima donna” descriveva il suo essere trascinando il gruppo in una luce mai vista portando a uno scioglimento.
D: Rats on the road tradotto letteralmente è Ratti sulla strada... da dove nasce questa idea?
R: Come ho specificato prima essendo inizialmente un rimpiazzo non so benissimo l ‘origine del nome.
D: Progetti futuri?
R: Dal punto di vista musicale non ho molti progetti futuri, provenendo da due stagioni di piano bar mi piacerebbe rimettere su un progetto simile ancor più complesso del precedente, dando più spazio alla musica. Col precedente progetto ho già avuto modo di spaziare nei vari generi e mi ha dato modo di conoscere e apprendere varie sonorità che da prima erano sconosciute e mi ha dato modo di imparare più il manico della chitarra delineando ancor meglio note e passaggi veloci e tecnici. Al momento ho aperto un canale su you tube (https://www.youtube.com/channel/UCDaOTvcd5iyTz3VlzpGSTIg?view_as=subscriber) dove cerco di toccare tutti i vari generi e cercando di promuovere la mia musica in attesa che magari abbi uno sprazzo di fortuna; effettivamente questo ha portato a una convocazione ai provini di TU SI QUE VALES dove ho eseguito nello specifico il brano “The best of times”. Inoltre cerco di arricchire il mio canale di qualche mia creazione o di mia rivisitazione di brani famosi cercando di trasmettere agli altri il mio modo di suonare.
D: Manuel quali sono i tuoi punti di riferimento, musicalmente parlando?
R: Come punti di riferimento iniziali ho avuto da sempre i big della chitarra quali Jhon Petrucci, Pul Gibert, Steve Vai, Satriani, Steve Ray Vaughan… ma crescendo ho imparato ad apprezzare anche generi come il pop e i punk, generi lontano da me ma anche da lì puoi apprendere uno spunto musicale sviluppando un tuo fraseggio, tutto tuo, e soprattutto apprendendo sempre di più la coscienza di cosa è la musica e scoprire che la vera musica non è incentrata in un assolo di chitarra ma è l’intero contorno che c’è attorno ad esso, prendendo coscienza che una semplice rullata o un semplice stacco di batteria può rivoluzionare un pezzo o persino un semplice giro di basso. Prendi coscienza del potenziale della musica ed entri in un mondo dove non è necessario il tuo strumento, la chitarra, ma entri in una dimensione dove percepisci la musica come sonorità apprezzando le sonorità arabe, per esempio e delineando ancor di più il tuo stile di suonare e di comporre.
D: Tu vivi a Cecina ma suppongo tu conosca anche la realtà livornese, come vedi il panorama musicale della provincia labronica in generale?
R: Precisando che avuto modo di fare piano bar e ho avuto modo di incontrare numerose persone e essere esposto alle varie sfaccettature delle persone stesse, ho imparato che la musica, la bella musica in Italia e nello specifico in queste zone, non viene apprezzata e non parlo della musica solistica ma parlo di artisti del calibro di Sting. Detto ciò a questo si aggiunge anche un vero e proprio sbarramento da parte del comune di incentivare e favorire l integrazione di serate e inserimento di gruppi di zona. Iniziative legati ad esse non ce ne sono, ovvero ce ne sono ma non sono né cosi concrete ne così durature creando una vera e propria falla nella cultura musicale. La realtà livornese e nello specifico cecinese è ben lontana da favorire uno scambio culturale, basti pensare che per trovare un locale dove far fare jam bisogna oltrepassare Pisa, quindi al comune non si chiede molto, ma si chiede di attuare una realtà dove già nel resto del mondo è normalità casta e pura.
D: Un rimorso, un rimpianto per una occasione perduta che ancora oggi non ti fa dormire?
R: Non credo di aver rimorsi perché in quello che ho fatto ci ho sempre messo l’anima e la passione, sia che sia andata bene che male; l 'unico rimorso che ho è di non aver trovato ancora una persona che abbia voglia di investire nella musica e che apprezzi davvero il valore di essa.
D: Chi è oggi Manuel Grillo?
R: Chi sono io? Sono semplicemente una persona che si è impegnata a realizzare un sogno e che sta ancora oggi investendo tempo e fatica, che ci crede in questo sogno anche sapendo che la realtà odierna sbarra solo le porte, abbattendoti e non facendoti crescere né in un percorso spirituale, che in un percorso di accrescimento interiore perché musica vuol dire mettere a nudo il tuo vero io. In sintesi sono un ragazzo che cerca di investire tempo e passione in un sogno che non si realizzerà mai sia per mezzi che per conoscenze, troppo poche. Detto questo io non mollerò dato che specie in questi ultimi anni ho dimostrato a me stesso di poter realizzare cose che per me erano impensabili e questo mi da la fiducia di guardare all’orizzonte aver la fiducia di scrutare quel treno che passa una volta sola che ti porta verso un viaggio mistico, dove tutto è possibile e soprattutto i tuoi sogni e le tue aspirazioni sono diventati realtà.

 

  

 

 

 

 

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