Livorno in musica ieri e oggi: intervista al cantante chitarrista Cristiano Sbolci Tortoli

D: Cristiano Sbolci Tortoli, cantante ma anche chitarrista, bassista e pianista...
R: Mi sono avvicinato alla chitarra all’età di 6 anni, passione che non ho più abbandonato. Col tempo poi ho scoperto anche nuove vie giuste per ampliare il mondo musicale e mi sono avvicinato anche al piano e al basso elettrico, strumento che suono con una delle mie band, i Siberia.
D: Il tuo primo gruppo penso sia stato Vision of Johanna, nome preso dalla canzone di Bob Dylan del 1966...
R: I Vision of Johanna faccio sempre molta fatica a ricordarli, forse perché sono finiti inaspettatamente, forse perché quelle canzoni non mi sono mai davvero piaciute, comunque sì, il nome viene dalla canzone di Dylan ma quando fu scelto non fu per la canzone in se quanto per il suono.
D: Il vostro era un sound tra folk e rock unito alla canzone d'autore... bel gruppo...
R: Quel sound è stato l’embrione che poi ha dato vita ad altri progetti come ad esempio i Caleido. La canzone d’autore c’è sempre stata, prima era presente anche una buona dose di rock e distorsioni varie, adesso quello mondo l’ho mollato perché non lo sento più mio, non mi appartiene più così tanto. Ti ringrazio comunque del complimento.
D: Poi nel 2010 il tuo ingresso nei Siberia... la consacrazione.
R: A dir la verità il mio ingresso nei Siberia è avvenuto tre anni fa, io per molto tempo sono stato sotto al palco da vero fan, cantavo ogni singola parola a squarciagola, poi senza quasi preavviso mi sono ritrovato sul palco con lo strumento in mano e adesso sono ancora là.
D: Dopo “In un sogno è la mia patria” e “Si vuole scappare” quali progetti, un nuovo disco, un tour dove possiamo ascoltarvi magari in città?
R: Stiamo lavorando ad un nuovo album che ci porterà in giro per diversi concerti però ancora non so dire molto di quello che sarà il nuovo mondo Siberia, ci stiamo lavorando.
D: Cristiano, quali sono i tuoi punti di riferimento, i tuoi artisti cult, te che suoni più di uno strumento?
R: Sono cresciuto ascoltando principalmente Lucio Battisti e i Beatles, due mondi assai vicini per stile e genialità, poi crescendo ed entrando nel periodo adolescenziale sono arrivati dirompenti gli anni’90 e li sono caduto nel vortice di band come Smashing Pumpkins, Nirvana ma su tutti i Verdena. Fu uno shock scoprire che in Italia veniva fatto rock e veniva fatto bene.
D: A Livorno siete molto conosciuti, qual è il rapporto che avete con la città dal punto di vista musicale e pensi si faccia tutto per valorizzare il grande “impianto sonoro” di centinaia di musicisti?
R: Con la città ho un ottimo rapporto anche se qualche volta si dimostra leggermente provinciale, con la realtà musicale pure, anche se non apprezzo tutto quanto. Non so cosa si faccia per valorizzare “l’impianto sonoro”, la cosa notevole è che alcune realtà lo fanno sul serio, poi non sta a me riconoscere o meno i risultati e le capacità.
D: Tutti noi abbiamo un rimpianto, una occasione perduta che ci tormenta... qual è il tuo?
R: Beh, una esiste ma è talmente assurda che evito di raccontarla, nessuno ci crederebbe in maniera totale.
D: Chi è oggi Cristiano Sbolci Tortoli?
R: Un quasi trentenne con alle spalle 24 anni di musica, diversi capelli bianchi con la voglia di proseguire in questa direzione.

 

I Siberia