Livorno in musica ieri e oggi: intervista al rapper Matteo Cateni

D: Matteo Cateni alias Monkey Man... rapper. Come è nata in te la passione per questo genere musicale?
R: Io ho sempre avuto una vera e propria passione smisurata per la musica... tutta la musica. Ho sempre sognato di fare il cantante ma purtroppo sono stonato come una campana, poi ho scoperto il rap che dava a tutti la possibilità di prendere un microfono in mano nonostante le dote canore fossero pessime.
D: Dal 2009 fai parte del gruppo Villasound... gruppo dal sound pieno di contaminazioni... rap, soul, reggae, musica latina.
R: A noi piacciono le contaminazioni, le fusion, ci piace quando generi diversi compenetrano in un pezzo, siamo meticci orgogliosi e fieri di esserlo.
D: Importantissimi i vostri testi che spesso sono un pugno nello stomaco e un altro in bocca: prendete le difese degli ultimi, i disadattati ma anche parole di fuoco contro la Chiesa, lo sfruttamento... come nascono, un lavoro di gruppo suppondo...
R: Sì, dipende per quanto riguarda le strofe rap ognuno si scrive il suo (dopo aver fissato un tema) per quelle melodiche invece facciamo un lavoro di scrittura di gruppo in sedute di arrangiamento.
D: Nel 2013 avete vinto il premio Best Album ai Livorno Musica Award con il vostro lavoro “Villasound Puro vol.1”, una bella soddisfazione.
R: Sì, non ce lo aspettavamo ed è stata una bella soddisfazione successivamente avremmo anche elaborato un altro disco che ha però subito uno stop per problemi tecnici di studio spero si sblocchi presto la situazione.
D: Sono seguiti altri lavori negli anni ?
R: Ognuno nel frattempo ha intrapreso diversi altri progetti da singolo nonostante periodicamente continuiamo a riunirci e a lavorare.
D: Progetti futuri? Concerti dal vivo dove possiamo ascoltarvi magari in città?
R: Davide con Elena hanno diversi progetti in corso che si affacciano nel sociale (uno ad esempio nel carcere della Gorgona); io ho fondato un altro gruppo side-project di rap acustico con gli strumenti. Per adesso non abbiamo live in programma ma di solito l’estate è la stagione in cui è più facile sentirci.
D: Matteo, quali sono i tuoi punti di riferimento, musicalmente parlando, i tuoi mostri sacri?
R: Tanti. Se dovessi fare una lista sicuramente Fabrizio De André, passando dai Cypress Hill, per arrivare a gruppi come Rage Against the Machine o più recenti come Damian Marley o Calle 13.
D: Livorno è da sempre una sorta di città della musica: centinaia di gruppi si sono susseguiti negli anni eppure... manca qualcosa... il vostro è un genere “particolare”, trovate difficoltà a trovare spazi che vi ospitano e cosa pensi si potrebbe fare per poter far esprimere al meglio tutte le potenzialità che esistono nella nostra città ?
R: Ci ho pensato tanto in questi anni: noi abbiamo sempre sgomitato per trovare gli spazi. Sicuramente i Centri sociali ci hanno aiutato molto, si potrebbe fare molto molto di più: anni fa per protestare con Effetto Venezia che aveva chiamato a suonare i ragazzi di Amici di Maria De Filippi, solo con il passaparola ci siamo trovati tutti alla terrazza Mascagni, chiunque suonasse uno strumento era lì e suonammo tanto. Lì si vide cosa potrebbe essere la musica a Livorno improvvisata ma Potente.
D: Matteo, come tutti avrai rimorsi e rimpianti... qual è il tuo più grosso rimpianto, quella occasione perduta che avrebbe cambiato la tua vita, sempre musicalmente parlando?
R: Non saprei, le occasioni ce le siamo cercate sempre noi e per quanto abbiamo potuto le abbiamo sfruttate, poi la musica è un ambiente difficile, tosto; non ho mai sperato granché l’ho sempre vissuta con leggerezza forse per paura di rimanere deluso.
D: Chi è oggi Matteo Cateni alias Monkey Man? A proposito... perché Monkey Man, da dove viene questo “Uomo Scimmia”?
R: Eh… bella domanda, a volte vorrei saperlo anch'io. Il mome viene da tanti anni fa: ero in Sudafrica con amici, avevamo in affitto una grande casa col giardino, facevamo feste in casa. Sul tetto ci vivevano tranquille una colonia di scimmie, ci avevano avvertito di non lasciare residui di cibo in giardino! Dopo una notte di baldoria scesi in giardino con in mano una ciotola di cereali, manco a dirlo orde di scimmie banchettavano ovunque. Sfatto mi misi lo stesso a mangiare i miei cereali, ogni tanto le scacciavo. Entrò un ragazzo vide la scena e cominciò a gridare “Your are Monkeyman, Little Monkeyman Man”.