Livorno in musica ieri e oggi: intervista al batterista Claudio De Giulli

  • Pubblicato: Sabato, 02 Novembre 2019 11:21
  • Scritto da Massimo Volpi

D: Claudio De Giulli, batterista da sempre immagino, per la gioia sfrenata dei tuoi vicini di casa...
R: Sì, molto contenti, perché suonavo proprio nella cantina di mia proprietà ma ero nel condominio, e sopra abitava una signora. Ogni domenica provavamo, ed era il lontano 1986/87… trovammo un accordo, ma poi ci mandava sempre la polizia. Quella band era composta da me, mio fratello alla chitarra, Silvano Storpi seconda chitarra e Roberto Rudniki al basso.
D: Sei conosciuto, oltre che come Claudio Drums anche come Satomy… svelaci il perché.
R: Drums ovviamente perché suono la batteria, Satomy perché quando ero un po' più giovane, somigliavo a Satomy dei Bee Hive, il tastierista del cartoni animati Kiss me Licia, per via dei capelli e dei lineamenti.
D: Te e la Thunder Band… raccontaci.
R: La Thunder Band vide la luce nel 2017 a Volterra, poiché in quel periodo stavo lavorando da quelle parti. Il gruppo venne a suonare nel ristorante dove prestavo servizio e dove si faceva musica dal vivo… quel giorno mancava loro il batterista… mi fecero un breve provino e subito arruolato. Fu una bella esperienza di oltre un anno, poi dovetti tornare a Livorno.
D: In quali band hai militato nella tua carriera?
R: Dopo la band nella cantina di via Donnini fu la volta dei Danger Out nel 1986, una metal band, gli Ard As Wood con Riccardo Carboncini alla chitarra dove iniziammo a prendere impronte blues, i Dieci Diaz, poi con i Litfiba di Piero Pelù nel 1989 durante una jam al Tenax di Firenze. Con loro ho conosciuto Renzo Arbore, Gianni Morandi, Renato Zero. Poi infine i Patrick di Pistoia.
D: Qual è il tuo genere preferito e i tuoi mostri sacri, quei batteristi che imitavi magari davanti allo specchio da bambino?
R: Su tutti John Bonham dei Led Zeppelin che ho sempre cercato di imitare; poi Billy Cobham e il grande Tullio De Piscopo che adoro.
D: Progetti futuri? Concerti in vista?
R: Il progetto presente più importante è che finalmente ho superato i miei problemi di salute e sono tornato a suonare dopo due anni e mezzo dopo aver sconfitto ben due tumori. Al momento faccio parte di due band… i New Band e i Ever Haven con Claudio Di Paco che debutteremo proprio a Livorno il 20 dicembre.
D: Sei un insegnante di batteria speciale solo per disabili… una grande cosa, che denota un grande cuore e una sensibilità straordinaria… come nasce e si sviluppa questa idea?
R: Nasce a Volterra dove conobbi un ragazzo disabile che non muoveva le mani ma aveva i polsi mobili: mi venne d'istinto di mettergli le bacchette davanti e con i polsi iniziò a bacchettare come se lo avesse già fatto altre volte, e così tutto ebbe inizio. Devo soltanto ringraziarlo perché mi ha fatto conoscere un mondo a me sconosciuto, mondo che ho approfondito a Livorno alla Scuola Sacro Cuore dove faccio volontariato per ragazzi disabili appunto. Devo dire che il tutto è un dare e ricevere perché io do loro in fatto di insegnamento musicale, loro danno a me in fatto di umanità.
D: Che rapporto hai con la città di Livorno, città che ha dato i natali a migliaia di musicisti, pensi che “potrebbe dare di più” o sia prigioniera del suo provincialismo?
R: Io amo Livorno, stravedo per Livorno ma purtroppo le iniziative sono pochissime, spazi quasi inesistenti. Livorno è una città di artisti straordinari ma purtroppo non riesce ad aprirsi, non riesce a scrollarsi di dosso un provincialismo antico che la soffoca.
D: La batteria e i giovani… uno strumento che ha sempre affascinato, ti sembra che qualcuno “venga su bene”?
R: La batteria è uno strumento bellissimo… il primo rullìo non si scorda mai. In città ci sono moltissimi giovani che si sono avvicinati allo strumento e se devo fare un nome, anche se giovanissimo poi non è più, dico Leandro Bartorelli, tra i giovanissimi Alessandro Formichi e Claudio Ghiavetti.
D: Una domanda che faccio a tutti i batteristi: Charlie Watts dei Rolling Stones ha detto che il suo culo di riferimento è quello di Mick Jagger perchè sono più di 50 anni che se lo vede dimenare davanti sul palco… quale è il tuo culo?
R: Capisco la domanda “dal lato musicale” ma devo dire che il “mio culo” è quello Di Jennifer Lopez… lo so, non ha mai suonato nella mia band, ma scelgo lei comunque!
D: Chi è oggi Claudio Drums “Satomy”?
R: Un uomo che si è fatto da solo, che ha lottato tantissimo e sta lottando tutt'ora, un musicista che si è anche improvvisato attore recitando nella fiction “I Medici” ma anche “pesciaiolo” in quanto provengo da una famiglia di pesciaioli e cameriere. Una persona che non ha mai ricevuto un aiuto dall'esterno ma invece sempre pronto a dare aiuto a chi ne ha bisogno.

Claudio, attore ne I Medici

Litfiba di Piero Pelù

  

 

 

 

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