Livorno in musica ieri e oggi: intervista alla cantante Eleonora Vecchio

  • Pubblicato: Sabato, 07 Dicembre 2019 11:34
  • Scritto da Massimo Volpi

D: Eleonora Vecchio, cantante dai primi vagiti immagino...
R: Assolutamente! Fin da piccola mi chiudevo in camera e, usando il telecomando dello stereo come “microfono” mi divertivo a cantare sulla voce delle cantanti…
A differenza dei miei coetanei che cantavano le canzoni dello Zecchino d’Oro, io imparavo a memoria quelle di Sanremo, al massimo mi concedevo le canzoni più belle dei film Disney.

D: Hai una voce calda, potente, una voce che ammalia e strega... hai fatto studi particolari?
R: I miei studi sono stati principalmente tecnici: ho ricevuto un grande dono, un dono che ho saputo utilizzare da sempre: il mio problema era che non avevo consapevolezza di quello che facevo.
Fondamentalmente se mi avessero chiesto “fai questa nota in questo modo” non sapevo come muovermi. Lo studio ha portato la consapevolezza del mio strumento: sapere come funziona, quante variabili possono influire su di esso e come poterlo utilizzare anche se non si è in perfetta forma con la mia voce già da qualche anno ormai mi diverto, ci gioco, sperimento, la metto alla prova…
D: Fai parte del gruppo Eleonora Vecchio Band, la tua voce al servizio di ottimi musicisti... un connubio vincente...
R: Circa 3 anni fa ho sentito la forte necessità di fare grossi cambiamenti, di assecondare l’esigenza di esprimermi con la mia voce nella musica che piaceva a me, compresa quella che scrivevo. In questa fase di cambiamenti ho conosciuto Marco Susini, il mio tastierista. Con lui abbiamo cominciato a mettere a fuoco il nuovo percorso, la nuova direzione che potevamo prendere. Qualche mese prima avevo conosciuto Alessandro Brilli ad un evento di beneficenza organizzato dall’Associazione Autismo Livorno. E da subito è scattata una sintonia umana che ha lasciato il segno su entrambi. Fabio Di Tanno, il bassista, è amico e collega storico di Marco, hanno lavorato insieme nei più svariati progetti.
Con Fabrizio Brilli è stato “amore musicale” da subito, conosciuto grazie al fratello Alessandro.
Insomma, una serie di meccanismi che si sono attivati in automatico e consequenzialmente.

Me's Acoustic Trio

D: Prima del tuo attuale gruppo... Haven Soul Beat, Me's Acoustic Trio, Acid Queen, Jubilation Gospel, mi sono scordato qualcosa?
R: In più di 16 anni di musica sono veramente tante le formazioni in cui ho cantato. Ho sperimentato di tutto, dal rock al fusion, R’n’B, funky, melodico. A 20 anni ho cantato anche il liscio! Attualmente il progetto Acid Queen è ancora in piena attività, anzi ne approfitto per segnalare un evento importante che avremo il 31 gennaio al teatro di Massarosa, i dettagli li troverete presto pubblicizzati tramite i social e non solo. Il Jubilation Gospel Choir è un amore costante: sono entrata nel coro, diretto da Luca Del Tongo, nell’ottobre 2008. In questi 11 anni abbiamo girato l’Italia, presenziato in numerosi festival del genere e cantato su palchi bellissimi. Il coro è un mondo differente, la tua voce si mescola insieme alle altre e diventi parte di un’armonia che ti trascina. Ma il mio percorso artistico non è fatto solo di concerti, ma anche di teatro: altra grande passione, che ho potuto unire al canto con il musical. Ho prestato la voce a numerosi Dj in tutta Italia, con il nome d’arte di EleNoire: probabilmente, chi leggerà questa intervista e ogni tanto va in discoteca, avrà ballato almeno una volta con la mia voce.
D: Sei perfettamente a tuo agio con gruppi che affrontano sonorità diverse, ma quale è il tuo genere preferito?
R: Il mio sentirmi a mio agio con sonorità differenti probabilmente rispecchia il mio essere: non ho un genere preferito in assoluto. Ascolto tutto, anche se non canto tutto. Vado a periodi, per anni ho ascoltato solo musica soul, adesso per esempio sto rispolverando la musica italiana degli anni 70 e 80. In adolescenza ascoltavo i Greenday un pomeriggio e Giorgia il pomeriggio dopo. Posso forse definire la musica soul come genere preponderante, ha fatto comunque da colonna sonora della mia vita con le sue sfumature.

Acid Queen

D: C'è una artista o più di una che hanno influenzato il tuo modo di cantare e che magari “imitavi davanti allo specchio” fin da bambina?
R: Da bambina andavo esclusivamente per emulazione. Quando ancora non conoscevo l’inglese ascoltavo solo musica italiana: Mina, Battisti, Baglioni, Giorgia, Laura Pausini, Cocciante, Pavone, Vanoni. Poi un pomeriggio, mentre facevo i compiti (sì, facevo i compiti sempre con la radio accesa) la mia solita Radio Italia non prendeva, per cui girando nelle varie stazioni ho incontrato lei, Aretha Franklin. Mi ricordo di essermi fermata con la bocca semiaperta, immobile con la matita in mano, non riuscivo a capire come potesse fare quelle cose con la voce. Da lì è scattato qualcosa: io non capivo cosa stesse cantando, non potevo comprenderne il significato, ma un brivido mi ha tenuto sulle spine fino alla fine della canzone. E niente, da lì il mio mondo ha cambiato forma.
D: Il mondo della musica, specialmente l'universo rock, è un mondo spiccatamente maschile, ma molte donne, con la loro tenacia e bravura si sono aperte varchi giganteschi entrando di fatto nell'Olimpo musicale... penso a Grace Slick, Janis Joplin e molte altre... c'è ancora comunque molto da fare?
R: Beh, penso che l’argomento sia molto ampio, forse una sola domanda non mi basterà. Ma cercherò di spiegare il mio pensiero in maniera più breve possibile. Secondo me la distinzione tra maschile e femminile, specialmente nel mondo della musica, conta poco, forse nulla. È vero, siamo circondati da stereotipi e preconcetti, ma dove non ci sono? Io semplicemente non ci penso: penso più a cosa voglio dire, cosa vorrei trasmettere con la mia voce e come lo voglio trasmettere. E lo faccio, punto.
Probabilmente parlo sulla base della mia esperienza: non mi sono mai dovuta “scontrare” con differenze di sesso, almeno fino ad ora (mai dire mai). Ma non penso che sia la differenza di sesso a discriminare la possibilità o meno di esprimersi in un genere: penso sia più il preconcetto a limitare. E se il preconcetto lo applichiamo a noi stessi e ci autolimitiamo, allora il lavoro da fare, per tornare alla tua domanda, è quello di abbattere questi muri in primis con noi stessi.
D: Progetti futuri? Concerti a breve magari in città?
R: Sto continuando a scrivere le mie canzoni, in attesa di un 2020 che speriamo porti tante belle novità. Per ciò che riguarda i concerti sì, ci sono concerti in vista, sia con la EV Band, che con il Jubilation Gospel Choir che con gli Acid Queen. Magari per i dettagli venite a trovarmi sulla pagina Facebook, li cerco di tenere sempre tutto aggiornato.
D: Che mi dici dell'Amadeus Scuola di Musica?
R: È la scuola dove insegno: nata nel 1995, è la prima scuola di musica Associata AIGAM ed è l’unica associazione autorizzata dal Prof. Edwin E. Gordon per l'Insegnamento della Music Learning Theory in Italia. Io sono l’unica insegnante, all’interno della sede di Livorno, ad occuparmi del corso di canto moderno. Ho ricevuto enorme fiducia e stima da parte dei Direttori Elena Papini e Simone Pilloni fin da subito ed è cominciata questa splendida collaborazione che sta portando grandi soddisfazioni.
D: Tutti noi abbiamo un rimpianto... ci siamo lasciati sfuggire quel fatidico treno che aspettava solo che noi salissimo... dove andava il tuo?
R: Non so dove andasse, ma non lo rimpiango. Con la consapevolezza di oggi posso dirti, con estrema sincerità e serenità, che se non l’ho preso probabilmente non ero pronta per prenderlo. Nella vita ci muoviamo con i mezzi o, per rimanere in ambito musical, con gli strumenti che abbiamo, sia fisici che mentali che emotivi. Probabilmente, se mai sia passato quel treno, non potevo ancora avere il biglietto.
D: Chi è oggi Eleonora Vecchio?
R: Oggi sono un sacco di cose: una donna, una compagna, una bambina, una cantante, un’insegnante, un’impiegata, una studentessa… ma soprattutto una persona che sta imparando ad accettare un sacco di cose, da quelle belle a quelle brutte, una persona che non vede l’ora di svegliarsi la mattina per sapere cosa la vita le propone, ma che dorme anche 10 ore di fila quando può; una persona che non si prende mai troppo sul serio che ma cerca di non prendersi in giro… se ci riesco sempre non lo so, ma di sicuro ci provo!

Haven Solu Beat

Jubilation Gospel Choir

  

 

 

 

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