Livorno in musica ieri e oggi: I SAMURAI

Il complesso nasce nei primi mesi del 1960 per l’esigenza di Giacomo Debolini di essere il batterista titolare di un gruppo, oltre che cantante.

Sono gli anni prolifici della musica, dei complessi, dei locali livornesi, della Versilia, di tutta la Toscana e dell'Italia in genere. La musica sta cambiando, i cantanti e i musicisti nascono come funghi. E la gente si diverte, va a ballare e a sentire musica come non mai. Ed ecco i Samurai.


Beppe Cardile, chitarra (sino al 1963)
Paolo Tofani, chitarra, (dal 1963)
Giacomo Debolini “Giangi”, batteria e voce
Gabriele Lorenzi, pianoforte
Luciano Lombardi, basso
Il gruppo fa subito faville e comincia a girare tutta l’Italia ottenendo un buon successo riuscendo a far divertire i frequentatori dei locali da ballo soprattutto con un genere (per il tempo) all’avanguardia: brani di Ray Charles e Little Richard.
Vengono ascoltati casualmente da Teddy Reno che gli invita a partecipare al Festival dei Complessi di Ariccia.
Ricorda Giangi : “Decidiamo di partecipare e, a sorpresa, sbaragliamo tutti vincendo il primo premio con due brani da me cantati “What’d I say” e “Don’t play that song”; il secondo premio va ad un gruppo inglese, gli Shell Carson Combo, il cui leader non era altri che quel gran musicista di nome Shell Shapiro che di lì a poco diventerà famoso con il gruppo The Rokes.
I contratti con i vari locali si moltiplicano e durante una performance ad Alassio vengono notati da un impresario inglese che scrittura il gruppo: nell’agosto del 1963 partono per una lunga tournèe in Inghilterra che li porterà ad esibirsi prima a Manchester e poi a Londra, il massimo per quei tempi, il sogno di ogni gruppo.

Comunque qualcosa si incrina nel gruppo e al ritorno dall’Inghilterra i 4 Samurai dividono le loro strade.