Livorno in musica ieri e oggi: intervista al bassista Matteo Mori

  • Pubblicato: Sabato, 25 Aprile 2020 10:28
  • Scritto da Massimo Volpi

D: In un mondo dominato dalle chitarre, tu, innamorato del basso...
R: È verissimo, anche se inizialmente comprai il basso soltanto perché ai miei vecchi compagni mancava un bassista... Ma ricordo ancora l'emozione che mi diede suonare la prima canzone con quello strumento. Non ho mai avuto un carattere troppo esibizionista, la chitarra richiama l'attenzione di tutti su di sé... ma essere indispensabili all'insaputa di tutti, o di molti, è qualcosa che mi elettrizza e mi fa amare questo strumento. Senza contare tutte le sfumature che può avere il basso... e poi diciamolo... il suono è dannatamente sexy!

 

Sixteen

 

D: Ricordo bene il tuo primo gruppo, i Sixteen, giovanissimi ma molto bravi... bei ricordi vero?
R: I Sixteen sono e saranno per sempre parte di me... Simone Galassi, Jacopo Fanucchi, Emanuele Biagi. È grazie a questo gruppo che ho iniziato ad amare il basso ed è sempre grazie a loro che ho iniziato questa mia passione sfrenata per la musica. Con loro ho passato dei momenti magici, abbiamo suonato su innumerevoli palchi, in svariate città italiane, da Roma fino in Valle d'Aosta, passando da Avezzano e Ivrea. Se posso dire di avere una certa esperienza in campo "musica dal vivo" è sicuramente grazie ai Sixteen. È vero eravamo giovani, ma avevamo una voglia e una carica talmente grande che venivamo sempre riconosciuti, in senso positivo, dai gruppi di ragazzi più grandi. Un esempio che porto nel mio cuore è l'amicizia nata con gli Ikona, gruppo metal di ragazzi più grandi di noi... ma dopo aver suonato insieme (al vecchio locale Elvis Fun Club... che ricordi) la differenza di età si è come annullata... la magia della musica.
Senza Sixteen onestamente non so se sarei diventato quello che sono adesso a livello musicale, per quanto la musica non sia il mio lavoro ma solo una passione. Al gruppo devo davvero molto.
D: Attualmente fai parte del gruppo Per Aspera: suono potente, stile groove...
R: Purtroppo attualmente non faccio più parte dei Per Aspera perché ho dovuto prendere una decisione un po’ netta e investire i soldi e il tempo che usavo per questo gruppo in un progetto per un mio eventuale futuro lavoro. In ogni caso sono davvero onorato di aver suonato con questo gruppo. La musica che fanno è davvero molto bella ed intelligente, basta vedere i video su youtube per capirlo. L'atmosfera che c'era quando suonavo con loro era veramente bella, serena, amichevole e familiare... infatti tutt'oggi mi sento sempre con Marco (cantante) e Stefano (chitarrista), giochiamo insieme ai videogiochi. Il bello della musica, e di far parte di un gruppo soprattutto, è quello di creare delle belle amicizie; a me onestamente è successo raramente di non avere un bel rapporto coi membri di un gruppo. Nonostante non suoni più con loro, devo ringraziare i Per Aspera per le belle esperienze passate, con loro ho registrato i miei primi video musicali, ho visitato Sanremo per le finali del "Sanremo Rock" e suonato come ospiti al concorso nazionale "Pistoia Blues Obbiettivo Bluesin"... sono tutte cose che porterò volentieri nel cuore.

 

Per Aspera

 

D: Tra Sixteen e i Per Aspera in quali altri gruppi hai militato?
R: Onestamente ho suonato in moltissimi gruppi/progetti, tolti i due sopra citati ho suonato e suono tuttora ne "Lorenzo Taccini e la Piccola Orchestra", gruppo cantautoriale italiano che si diletta nell'interpretare vari artisti; da De André a Guccini da Gaber al labronico Ciampi fino a suonare le inedite del nostro cantante/cantautore Lorenzo Taccini. Abbiamo inciso due dischi nel 2015 e 2017 e 2 singoli nel 2019. Ho suonato nel gruppo death metal "Nemesis" (Chiara, Willy, Federico e Matteo), cover band degli Arch Enemy che aveva la peculiarità di avere la cantante, Chiara, che cantava in growl and scream... anche con loro mi sono divertito da pazzi e scatenato come non mai. Abbiamo suonato al festival metal "Ghioz of Metal" di Cecina e a Roma all'Alcatraz.
Grazie ai Nemesis ho conosciuto Matteo Santoni, col quale ho in corso un progetto acustico dove io canto e lui suona la chitarra. Pian piano sta diventando un gruppo con altri membri... spero ne sentirete parlare perché è molto promettente. Giusto un paio di mesi fa, prima dell'inizio di questa pandemia Covid, sono entrato a far parte del gruppo Moherock come cantante; questo gruppo è una figata, genere Irish/Celtico con componenti veramente in gamba e musicisti fenomenali. Vi terrò aggiornati. Nel corso degli anni ho suonato anche con altri ragazzi di ogni genere e suonato musica di ogni genere... sono molto felice di ciò. Mi ha permesso di prendere confidenza con moltissimi generi musicali, sia col basso che con la voce.
D: La Piccola Orchestra, che poi piccola non è... suonate e interpretate le più belle canzoni dei cantautori italiani, oltre a brani inediti del cantautore livornese Lorenzo Taccini. Come nasce questo "ensemble"?
R: È vero, siamo ben 7 membri. Questo gruppo è nato moltissimi anni fa (ad oggi ho l'onore di essere, oltre a Lorenzo Taccini ovviamente, il più longevo membro del gruppo) e ha avuto moltissimi membri che si sono intercambiati negli anni. Inizialmente era un progetto nato voce e chitarra, rispettivamente Lorenzo e Anna Fazzi (maestra di chitarra e compositrice della parte musicale delle canzoni di Lorenzo), da lì in poi il gruppo è cresciuto sempre di più fino ad arrivare alla formazione ufficiale ultimata nel 2018 con Claudia Argenti alla chitarra, Carlo Peveri alla batteria/percussioni, Giovanni Cavicchia al flauto traverso, Michele Fierabracci alla fisarmonica ed Elisabetta Mannini al violoncello. Il gruppo vanta di maestri e studenti di conservatorio, per farla breve solo io non ho studiato , ma posso comunque vantare di una discreta esperienza di musica dal vivo che non guasta mai. L'idea del gruppo è quello di arrangiare, in base agli strumenti che abbiamo a disposizione, le più belle canzoni dei cantautori italiani alternandole appunto alle canzoni scritte da Lorenzo. È un progetto molto bello e caratteristico e sono davvero felice di farne parte. Abbiamo avuto moltissime esperienze suonando in Teatri, palchi labronici e non, matrimoni, sagre e abbiamo avuto l'onore di suonare a Genova in Via del Campo 29 Rosso, museo dedicato a "Faber" nella celebre Via del Campo della sua canzone. Abbiamo anche fatto un video che potete trovare su Youtube del nostro singolo "Carta e Matita" con protagonista una bravissima ballerina amica nostra Emma Rapezzi.
D: Nel tuo "peregrinare" in diversi gruppi ti sei cimentato in generi diversi... ma qual è il "tuo" genere, quello che magari ascolti da solo in casa?
R: Non posso dire ancora di aver suonato tutti i generi, ma mi ci sto avvicinando piano piano, in ogni caso il "mio" genere è e resterà il metal, in tutte le sue sfaccettature. Prediligo quello melodico che si avvicina al rock, quello degli Alter Bridge per intenderci, ma non mancano nella mia playlist gruppi come Avenged Sevenfold, Edguy, Dragonforce, Slipknot, Dimmu Borgir, Iron Maiden e così via. Per capirci, ne "La Piccola Orchestra" il mio soprannome è "El Diablo".
Il metal caratterizza anche molto il mio modus operandi di suonare il basso, che cerco di adattare ad ogni genere che suono. Adattare generi con altri è una cosa che mi piace da impazzire.
D: Quali sono le tue influenze, i tuoi punti di riferimento?
R: Sicuramente ho studiato molto i bassisti dei gruppi sopra citati, tecniche di velocità e manualità sono le cose che ho maggiormente studiato, oltre ovviamente a scale e accordi. I bassisti che hanno influenzato la mio modo di suonare sono Robert Trujillo (Metallica), John Deacon (Queen), Luis Mariutti/Felipe Andreoli (Angra), Steve Harris (Iron Maiden) e ovviamente Jaco Pastorius. Ultimamente sto cercando di imparare la tecnica "Slap" guardando Victor Wooten e TM Stevens (che ho avuto l'onore di conoscere e di farmi autografare il basso).
D: Progetti futuri? Magari qualche esibizione dal vivo in città?
R: Purtroppo dato il brutto momento che stiamo passando adesso non ci saranno, ovviamente, delle date certe. Appena tutto questo finirà sicuramente suoneremo, con "Lorenzo Taccini e la Piccola Orchestra", a Livorno al Tennis Club di Villa Lloyd e al Golf Club Livorno coi quali avevamo già preso accordi per l'estate. Inoltre se tutto va bene a fine agosto dovremmo avere la possibilità di suonare in Fortezza Vecchia a un evento dedicato a De André. Ma purtroppo ad ora è tutto fermo nel limbo.
D: Matteo, c'è un treno sul quale non sei salito, una occasione non sfruttata che avrebbe potuto cambiare la tua vita?
R: A livello musicale avrei voluto studiare di più prima, andare al conservatorio, diplomarmi e avere quella marcia in più che purtroppo ad ora mi manca. Veri e propri treni persi non ci sono stati, ho sempre fatto tutto quello che mi andava e non rimpiango niente di quello che ho fatto per fortuna. Ripensando al passato forse mi sarebbe piaciuto suonare di più nei Sixteen, ma non è mai troppo tardi per una Reunion.
D: Chi è oggi Matteo Mori?
R: Oggi Matteo Mori è un ragazzo di quasi 29 anni che ama la musica come quando ne aveva 14, che ama salire sul palco insieme ai suoi amici, che ama cantare e far divertire le persone che lo vengono a vedere. Il tutto fatto senza troppe pretese, ma con la testa e l'impegno di fare bene quello sta facendo. Credo che la musica accompagnerà sempre la mia vita e tutte le esperienze fatte, tutte le persone conosciute e tutti i palchi che ho montato li porterò per sempre nel cuore.

 

Lorenzo Taccini e la Piccola Orchestra

  

  

 

  

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