Livorno in musica ieri e oggi: intervista alla cantante Patrizia Desideri

  • Pubblicato: Sabato, 15 Agosto 2020 09:43
  • Scritto da Massimo Volpi

D: Patrizia Desideri cantante... immagino dalla tenerissima età.
R: Sì, in effetti è così. Ho iniziato a prendere lezioni di canto, da sempre, e non ho mai smesso, anche adesso, perché sembrerà un luogo comune ma io ci credo nel detto “Non si smette mai di imparare”.

Ho avuto ottimi maestri, infatti sono stata allieva di Auro Morini, Maurizio Montanari, Fabio Ceccanti, Donatella Pellegrini, Sabrina Benvenuti... cantanti e maestri che mi hanno dato una impostazione, un metodo. La voce è un dono di natura ma dietro ci sono molte cose, tanti esercizi, tanti accorgimenti. Anche usare il microfono deve essere fatto bene. La fortuna di avere avuto questi maestri è che erano pianisti, questo è servito in seguito per affrontare il piano-bar accompagnando un musicista, rispettando i suoi tempi, tutta cosa diversa dalle basi “finte” che spesso vengono usate da un computer. Fin da piccola mi sono sentita proiettata verso lo spettacolo, l'intrattenimento. Purtroppo problemi familiari importanti (mio padre morto giovanissimo, mia madre alle prese con mille e mille problemi), hanno impedito questo mio desiderio; avrei voluto imparare a suonare il pianoforte, fare un corso di teatro, ma tutto andava in secondo piano. Mi sono accontentata del canto, scelta più facile e perché no, meno costosa. Chissà... in un altro contesto o in un'altra città (tutto si svolge a Roma o Milano) avrei potuto fare di più... e poi sarà una frase fatta ma tremendamente reale: ci vogliono le conoscenze, punto!
D: Ti ho sentita cantare, hai una voce limpida, chiara, ma all'occorenza sa anche “graffiare”...
R: Il timbro della voce è personale, nessun maestro ti insegna, è un dono di natura. Pensa che da ragazza volevano indirizzarmi verso il modo di cantare di Loredana Bertè o Mia Martini, ma non volevo essere l'imitazione di nessuno.
D: Mai fatto parte di un gruppo?
R: No, mai fatto parte di un gruppo anche se mi sarebbe piaciuto, ma devo dire che non so se sarebbe stata una scelta facile. Vedi, io amo la musica cantautoriale, quasi di nicchia; per me i testi sono importantissimi, non mi piacciono le “urlatrici”, i virtuosismi vocali... pochi gruppi magari sarebbero stati contenti di tale scelta. Mannoia, Consoli, Fossati, ecco questo per me è il concetto di musica.
D: Il tuo genere preferito penso sia la musica leggera e non italiana...
R: Il mio genere preferito è il cantautoriale italiano. Sono nata musicalmente negli anni '80 e ho conosciuto gli Spandau Ballet e similari, ma fin da ragazzina, quando organizzavo spettacoli proponevo la Mannoia, Fabi, Dalla e persino Pino Daniele.


D: Il ruolo di cantante per te è un po' riduttivo: cantautrice, presentatrice tv, organizzatrice di eventi, insomma “non stai mai ferma”... quale il ruolo che più ti appaga?
R: Il ruolo che più mi appaga è stare a contatto con la gente... pensa che non mi dispiace neanche fare il Karaoke, infatti organizzo serate in tal senso e sono apprezzatissime: li presento, li faccio cantare, li faccio sentire importanti, dai bambini a età avanzata. In Tv mi sono divertita molto, soprattutto a Telecentro: 4 puntate del programma “Ma che bontà”, dove entravamo nelle cucine dei ristoranti dove intervistavamo i cuochi... molto divertente. Poi “Finalmente ti ho trovato”, una parodia tutta livornese di “Uomini e Donne”: tutto rigorosamente senza copione e in diretta il sabato sera. Non sapevi mai cosa poteva accadere, cosa poteva uscire da quelle bocche e dovevo essere pronta a gestire tutte le situazioni. Purtroppo la mancanza di fondi e sponsor ha fatto sospendere tutto. Poi mi sono divertita molto a leggere i messaggi durante una trasmissione sportiva calcistica: a volte, sono sincera, ero anche in difficoltà perché non mi intendo per niente di calcio... quindi puoi ben capire. Pensa che nonostante me lo abbiano spiegato molte volte non ho ancota capito “il fuorigioco!”
Cantautrice sì, infatti ho realizzato i testi di due canzoni: “Andrea”, dedicata a mio figlio, con musica del maestro Auro Morini e “Come stai”, dedicata al mio babbo, con musica del maestro Fabio Ceccanti. Come vedi ho solo scritto i testi perchè purtroppo non ho una cultura musicale che mi permette di musicare le mie canzoni.
D: Sei stata anche la ideatrice e presentatrice del concorso “I sogni son Desideri” che nell'ultima edizione ha avuto 140 iscritti di ogni età provenienti da 22 scuole di canto toscane... una bella soddisfazione...
R: Soddisfazione è dir poco: manifestazione di 5 giorni al Teatro Salesiani, 22 scuole, 140 cantanti suddivisi per categorie di età, compresa sezione “Brani inediti di cantautori. Il maestro Alessandro Fava accanto a me...
Poi come le fiabe... nel 2012 la crisi, gli sponsor vengono a mancare, i costi (Teatro, SIAE, Premi per 5 categorie) sempre più alti. Pensai, “Se lo sciupo non lo faccio”... e così è stato. Peccato perché avevamo molta risonanza: avevo allacciato rapporti con Radio Stop con il patron Giannoni in giuria, l'allora quotidiano locale “Corriere di Livorno” e “La Nazione” facevano servizi giornalieri... sì, peccato. Devo dire però che sono molto contenta di aver mantenuto solidi rapporti con alcune scuole di canto tanto che spesso mi chiamano a organizzare serate ed eventi... segno che qualcosa di buono avevo fatto.
D: “Sfondare” nel mondo della musica non è mai facile, ottimi talenti non ci sono mai riusciti...che consigli ti senti di dare ad un giovane che vorrebbe “provarci”?
R: Sfondare è difficile. Io mi sono sempre “rimboccata le maniche”, senza babbo dall'età di 6 anni, problemi economici in casa, mai potuto fare provini, book fotografici, contattare agenzie eppure... sono qua. Ho fatto anche il provino per “Il Grande Fratello”, quindi il consiglio è: mai abbattersi e rimboccarsi le maniche.
D: Patrizia tutti noi abbiamo un rimpianto che ogni tanto riaffiora, un treno mai preso... dove andava il tuo e perchè non sei salita?
R: Il rimpianto è “il destino”, le vicissitudini della vita... mi sarebbe piaciuto studiare musica e il pianoforte... chissà dove andava quel treno.
D: Chi è oggi Patrizia Desideri?
R: Una donna fortunata. Patrizia ha fatto l'istruttrice di guida per 20 anni e poi ha scelto di vivere di musica. Mi chiamano a presentare serate, eventi, karaoke, matrimoni... Faccio di lavoro quello che amo fare. Sono una che ci ha creduto fino all'ultimo, amante della musica che per me ha valore terapeutico: sono riuscita a fare quello che amavo: vivere di musica. Certo Livorno e Pisa non sono Londra o Los Angeles ma va bene così, sono felice di lavorare e questo lo trovo un grande previlegio.

 

  

  

 

  

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