Livorno in musica ieri e oggi: intervista al tastierista Dario Bicchierai

  • Pubblicato: Sabato, 17 Ottobre 2020 17:47
  • Scritto da Massimo Volpi

D: Dario Bicchierai, tastierista. Hai fatto studi classici o sei autodidatta?
R: Ho fatto studi classici; ho studiato pianoforte per circa tre anni da ragazzo, ho cominciato da adolescente, 16 anni circa, poi… sbagliando, mi sono accontentato ed ho abbandonato. È rimasto un mio rimpianto in quanto avrei dovuto e potuto continuare lo studio che è fondamentale per riuscire bene nella musica, specie uno strumento molto tecnico quale il pianoforte e più in generale le tastiere.
D: Attualmente fai parte del gruppo Four Heavens, ottimi musicisti, bel sound, come nasce questo progetto?
R: I Four Heavens nascono, come tutte le cose belle, spesso accade per caso; suonavo con altri musicisti pezzi inediti, con molta passione ma poco successo; poi l’incontro con il nostro attuale batterista e bassista, Claudio De Giulli e Ferdinando Roberti, e con il nostro ex chitarrista Claudio Di Paco; tutti con esperienze musicali diverse ma profonde, coincidenze di gusto ed un’ottima intesa hanno fatto nascere i Four Heavens; poi Claudio Di Paco ha deciso di “camminare da solo” ed è stato sostituito da Aldo Zanni, grande chitarrista con un passato musicale illustre; attualmente stiamo integrando la band con due cantanti donne per poter ampliare il repertorio; prossimamente pubblicheremo la nuova formazione sulla nostra pagina Facebook.

 

D: Sbaglio o è in uscita un vostro nuovo CD?
R: L’uscita di un cd era un progetto valutato prima di questa trasformazione; il progetto è solo stato momentaneamente accantonato per integrare la formazione ma non appena saremo “operativi” sarà un progetto che verrà ripreso e terminato.
D: Prima hai fatto parte di altre band?
R: In passato ho suonato molto con altre formazioni anche se spesso erano “jam”... ho fatto molto piano bar con musicisti chitarristi ma prevalentemente con cantanti donne.
D: A partire dagli anni 70 le tastiere hanno iniziato a farsi largo all'interno della musica rock, specialmente con il nascere del prog... oggi è quasi un elemento indispensabile...
R: Credo che le tastiere siano un elemento fondamentale all’interno di una band; non necessariamente devono essere protagoniste in evidenza ma soprattutto per dare una coesione, un impasto musicale, un trait d’union della sonorità che fa sì che il risultato finale sia in grado di dare una sensazione di “benessere uditivo” all’ascoltatore.
D: Quali sono i tuoi punti di riferimento, le tue fonti di ispirazione?
R: Io non mi vergogno a dire che il mio grande ispiratore musicale sia stato Roby Facchinetti, tastierista dei Pooh, anche se poi il nostro repertorio non comprenda loro brani; tuttavia ho sempre apprezzato il suo stile, il suo non apparire mai troppo e, ovviamente, la sua indubbia tecnica musicale.
D: Progetti futuri? Magari qualche concerto a breve, coronavirus permettendo?
R: Riprenderemo i concerti, COVID permettendo, a partire dalle mese di novembre.
D: Le tastiere e i giovani di oggi... è uno strumento che affascina le nuove generazioni o sono tutti legati ad "una chitarra e via"?
R: Non ho sensazioni precise sul punto; certo, frequentando il Centro Musicale presso il quale abbiamo la nostra sala prove devo dire che vedo molti giovani colleghi musicisti chitarristi; credo che sia uno strumento che inizialmente dia un senso di aggregazione più facile; inoltre per iniziare a suonare, per “fare qualche nota” lo studio della chitarra ti consente questa cosa. Il piano o le tastiere, all’inizio… ti danno solo dolore alle mani e nessuna canzone da suonare.
D: Dario, tutti noi abbiamo rimpianti che ci tormentano, treni che aspettavano noi sui quali non siamo saliti... musicalmente parlando dove andava quel tuo treno?
R: Il treno che non ho preso era quello che mi avrebbe portato a terminare gli studi di pianoforte e a dedicarmi in maniera professionale al mondo della musica; persone molto qualificate del settore dicono che ho molto istinto e che sarebbe stato ben indirizzato.
D: Chi è oggi Dario Bicchierai?
R: Dario Bicchierai, come spesso io mi definisco, è un musicista nell’anima e nelle aspirazioni prestato all’avvocatura, professione che svolgo da quasi trenta anni.

 

  

  

 

  

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