Livorno in musica ieri e oggi: intervista al chitarrista/tastierista Gaetano Mastrorilli

  • Pubblicato: Sabato, 24 Luglio 2021 11:10
  • Scritto da Massimo Volpi

D: Gaetano Mastrorilli... viene prima il chitarrista o il tastierista?
R: Si tratta di una domanda cortesemente tendenziosa: non sono chitarrista, né tastierista, ma solo un appassionato strimpellatore.

In tal senso possiamo dire che viene prima il tastierista. D’altro canto, la vista del bianco e del nero, dell’avorio e dell’ebano mi hanno sempre dato i brividi. Le prime esperienze “musicali” sono nate proprio accarezzando i tasti del pianoforte… di qualcun altro.
D: Attualmente fai parte del gruppo “The New Choir & Tornado Band”. Com’è nato questo ensemble?
R: Qualche anno fa, tramite amicizie, sono stato invitato ad ascoltare questa strana formazione: un coro supportato da una vera band, un repertorio piuttosto variegato che spazia dalla musica italiana a quella internazionale, e che si muove tra gli anni Ottanta e i giorni nostri. La peculiarità dell’ensemble è la perfetta fusione tra la parte corale, ottenuta dagli originali arrangiamenti a quattro voci messi a punto dalla direttrice artistica del progetto, il M° Noemi Pacini, il fulcro di tutto il progetto “The New Choir & Tornado Band”, e quella orchestrale.
Dopo l’invito ad unirmi alla band per sostituire il tastierista che aveva altri progetti musicali, non ho saputo dire di no, e oggi sono felicissimo di farne parte. La band è costituita da Fabio Giannitrapani alla batteria, Fabrizio Mazzeo al basso, Luigi Ridolfi alla chitarra elettrica, Giandomenico Mastroeni alla chitarra acustica e, infine, dal sottoscritto alle tastiere da giugno 2017.
L’ensemble è nata nel 2012, senza il supporto della Tornado Band, formatasi successivamente, nel 2014, anno di costituzione dell’Associazione TuttInMusica sotto il cui cappello sono presenti altri progetti, tra cui voglio ricordare il coro per i bambini (Singflowers). Vi invito a dare un occhio al sito: www.tuttinmusica.it e alle nostre pagine social.
D: Il vostro è gruppo caratterizzato da un repertorio incentrato sulla musica pop italiana e internazionale ma con richiami ad altri generi come il rock, il gospel e la musica cantautoriale... ma qual è il tuo genere preferito al di là di esigenze “di band”?
R: Sì, esattamente, il repertorio è vasto e spazia su più generi musicali, una caratteristica che non si scontra affatto con i miei gusti. Dovessi collocare da qualche parte il mio genere preferito, avrei grosse difficoltà nel farlo. Ascolto musica di tutti i generi e di tutte le “epoche”, preferendo l’uno all’altro a seconda del momento, del mio stato d’animo e del mio “mood”, come si dice oggi.
Giusto per fare qualche nome internazionale posso citare i Supertramp, The Alan Parson’s Project, gli America, i Queen, i Dire Straits, gli Earth Wind & Fire. In ambito nazionale non posso non ricordare Pino Daniele, Claudio Baglioni, Gianni Togni, Sergio Caputo, i Dirotta su Cuba e la sua leader Simona Bencini. Ascolto musica classica (sono un patito di Chopin e di Giacomo Puccini), il blues di Eric Clapton e il jazz di George Benson. Insomma, come si fa a non includere tutti questi generi nella propria teca musicale? Certamente ci sono cose che capisco meno e faccio fatica ad ascoltare, come il genere rap per esempio…
D: Impossibile non parlare di TuttinMusica e delle iniziative volte alla raccolta fondi: ADMO, AIRCS, AssoFly, ASHaL, Medici Senza Frontiere, Ospedale,Meyer di Firenze, Vite Onlus, Unione Italiana Ciechi, I sogni di Jo... definirla scuola di musica mi sembra molto riduttivo...
Indubbiamente uno degli aspetti di TuttInMusica che mi ha sedotto è la dedizione al sociale. Sono stati molti i concerti dedicati esclusivamente alla raccolta fondi per gli enti citati, ma non solo. Ricordo il concerto del 24 giugno 2017 a favore degli ospiti di Villa Serena, una delle RSA di Livorno: abbiamo dato qualche minuto di gioia e di spensieratezza a chi vive dei giorni non troppo felici e siamo stati ripagati con tanti sorrisi e applausi, emozioni uniche.
Attualmente abbiamo in essere una collaborazione con ANFASS (Associazione Nazionale Famiglie di Fanciulli ed Adulti Subnormali), per la quale forniamo le competenze musicali, attrezzature e magliette a favore del coro “Fuori dalle righe”, un gruppo canoro costituito da persone con disabilità.
D: Come ci si sente sul palco a suonare con dietro 25 coristi? Deve essere una bellissima sensazione...

R: Una sensazione favolosa, indubbiamente, non esente da tanta emozione e molti brividi. Quando sta per iniziare un concerto, l’adrenalina è a mille! La mente si affolla di mille pensieri e tante preoccupazioni. La paura di mancare un attacco, di sbagliare una nota, di non riuscire a sostenere bene il coro o di fronteggiare uno sbilanciamento del volume degli strumenti nelle casse spia. Poi, entrati nel vivo, l’ansia cede il passo al piacere di cantare e suonare tutti insieme, in amicizia, senza più condizionamenti o paure.
D: Hai mai fatto parte di altre band?
R: Direi di sì, sempre per divertimento e senza prendermi troppo sul serio. Molti anni fa, non dico quanti, ho costituito un trio chiamato Ozono, O3 è la sua formula chimica! Qualche anno dopo ho suonato in una band chiamata Divario, un’esperienza di amicizia oltre che musicale.
D: Gaetano quali sono i tuoi mostri sacri, i musicisti che magari da bambino imitavi davanti allo specchio?
R: Come dicevo prima, molti sono stati i miei riferimenti musicali. Quando ero bambino sentivo che la musica mi attirava più di ogni altra fascinazione. Giocando d’estate per i vicoli del mio paese, Terlizzi, in terra barese, alzavo la testa verso le tende svolazzanti delle finestre da cui, oltre gli effluvi del soffritto di cipolla, si spandevano le note dei cantanti più in voga del tempo, quando la musica napoletana spopolava. Ricordo la voce di Pino Daniele prima di tutto e quella di Massimo Ranieri, ma anche i Pooh erano molto in voga… Quando tornavo a casa sentivo, irresistibile, il bisogno di scatenare la mia musicalità, così prendevo il barattolo vuoto di caffè, due matite e colpivo a ritmo di musica il suo coperchio, mentre in sottofondo girava la musicassetta dei miei beniamini. Era il segno che dovevo correre verso la musica… Purtroppo le mie condizioni economiche non mi consentirono di avviare un percorso di studio adeguato, ma da autodidatta non ho mai mancato il contatto con la musica.
D: Progetti futuri? Ora che le restrizioni antiCovid sembrano un po' più elastiche qualche vostro concerto magari in città?
R: Sì, fortunatamente, dopo un anno di clausura, siamo riusciti finalmente a mettere in programma ben tre concerti in estate: il 29 luglio in Fortezza Vecchia, il 5 agosto a Effetto Venezia, il 14 Agosto a San Vincenzo. Probabilmente questo inverno lavoreremo in sala di registrazione per il nostro secondo CD, dopo il fortunato esordio con “Boom” nel luglio 2019.
D: Tutti noi nella vita non siamo saliti su quel treno che ci stava aspettando, perdendo una occasione unica... musicalmente parlando dove andava quel tuo treno?
R: Chi può dirlo? Forse era il treno che avrebbe potuto avviarmi agli studi musicali, magari al conservatorio… Oggi mi accontento di prendere qualche lezione privata di pianoforte dal maestro Manuele Vanzi, raffinato pianista classico e rock allo stesso tempo.
D: Chi è oggi Gaetano Mastrorilli?
R: La prima domanda era tendenziosa, l’ultima è difficilissima e io rispondo con il titolo di un romanzo di Luigi Pirandello, “Uno, nessuno e centomila”: Uno rappresenta l’immagine che ognuno ha di se stesso, nessuno è quello  che il protagonista sceglie di essere alla fine del romanzo (che non è ancora terminato…), centomila indica le immagini che gli altri hanno di noi.

  

  

 

 

 

 

  

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