La bella Italia del calcio, per tifosi e non

Le azzurrine dopo un gol (Foto Wikipedia)

Già, qui non si tratta più di seguire il calcio, perché non a tutti interessa questo sport sebbene sia il più popolare in Italia. Si tratta di tifare queste ragazze che hanno giocato un campionato del mondo con grinta, determinazione e, come ormai tutti dicono, con il sorriso sulle labbra. D’accordo, abbiamo perso contro l’Olanda e il sogno di andare in semifinale si è sgretolato sotto i 35° nello Stade du Hainaut a Valenciennes, ma queste ragazze hanno regalato qualcosa di più che semplici partite di calcio, hanno “costretto” i capoccioni a prendere in considerazione il professionismo. E poi parliamoci chiaro, chi di voi non si è divertito a guardare questi mondiali femminili? I più intelligenti non hanno mai fatto paragoni con gli uomini del “grande calcio”, perché sarebbe da stupidi farlo; l’universo femminile, fisicamente non può competere con quello maschile, ma quando si tratta di grinta, tecnica e voglia di vincere non sono seconde a nessuno. Vorremmo anche qui in Italia un bel campionato femminile, per cominciare magari con la serie A (e una B?), vedere anche la nostra Livorno con delle belle e brave bimbe pronte a regalarci un po’ di soddisfazioni, forse anche più degli uomini, visto che con i maschietti siamo sempre al limite dell’infarto in ogni partita, tanto soffriamo. Vorremmo che anche loro praticassero questo sport a livello professionistico e venissero pagate quanto meritano, perché loro si sacrificano il doppio degli uomini, lavorano, studiano, si allenano, per niente. L’Italia si merita di avere le donne nel calcio vero, e il Coni, ADESSO, deve fare qualcosa per concretizzare il loro sogno. Se non sbaglio l’articolo 3 della Costituzione dice: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. E allora? La vogliamo rispettare questa Costituzione o no?
Un’ultima cosa: tutti quegli uomini (ma ho sentito anche le donne) che finora non hanno fatto altro che discriminare queste ragazze, offendendole con la parola più in voga di tutte, “lesbica”, non sono altro che persone ignoranti, di bassa cultura e senza un minimo di sensibilità umana. Il fatto che alcune di quelle ragazze (di ogni Paese) siano omosessuali, non cambia assolutamente niente, non cambia la bellezza del gioco che esprimono e neanche il loro battito del cuore dopo un gol. Gli omosessuali li trovi anche tra i calciatori maschi, ma quando guardate una partita e un bellissimo gol da cineteca, vi ponete il problema se l’attaccante è gay? Sarebbe ora di smetterla con queste discriminazioni, perché ciò che una persona crea di bello non ha alcuna attinenza con la sessualità. Quando guardo Roberto Bolle che balla e ci comunica tutta la sua arte, le sue emozioni, l’armonia dei suo movimenti, mi commuovo, e di certo non me ne frega assolutamente niente che sia omosessuale. Chiaro?
E adesso tifiamo Olanda, così se vince i mondiali saremo la quinta squadra più forte del mondo.