La Polizia di Stato di Livorno, nel primo semestre 2025 ha svolto una intensa attività finalizzata alla adozione di misure di prevenzione personali, concretizzata in numerosi provvedimenti emessi dal Questore, Giusy Stellino.
Nell’ottica di rafforzare la protezione a tutela delle vittime di violenza di genere, l’attività dell’ufficio misure di prevenzione si è rivolta con particolare attenzione all’ambito della violenza all’interno di relazioni domestiche con particolare riguardo a quegli atti cioè, gravi e non episodici, di violenza fisica, sessuale, psicologica e/o economica commessi, anche in presenza di minori (violenza assistita), tra persone legate da vincolo di matrimonio o di relazione affettiva. In tale materia sono stati infatti comminati ben 4 ammonimenti. All’adozione di tale tipologia di ammonimento consegue, all’accadere di nuovi gravi episodi commessi anche in danno di diversa parte offesa, la possibilità di procedere penalmente nei confronti dell’ammonito, anche in assenza di querela della parte offesa e con pene edittali aumentate. L’emissione del provvedimento permette altresì al soggetto maltrattante di intraprendere un percorso di consapevolezza e riabilitazione dei propri agiti caratterizzati da sopraffazione ed aggressività e di richiedere, dopo 3 anni e al termine di un percorso di cura con esiti positivi, la revoca del provvedimento di prevenzione.
L’attività espletata, in un caso ha riguardato un soggetto di sesso maschile che esercitava sulla propria compagna, di giovanissima età, forme di controllo emotivo e sociale, con gestione totale delle forme di comunicazione della vittima, fino al controllo del telefono cellulare, alla scelta degli abiti da indossare ed alla possibilità di esercitare la propria libertà di movimento; la vittima, condizionata nell’espressione della propria volontà in ogni ambito della propria vita, era costretta a subire scatti d’ira, violenze fisiche vivendo in costante stato di apprensione, tanto da scegliere di rimanere chiusa nella propria abitazione.
In altra situazione il provvedimento è stato rivolto nei confronti di cittadino straniero che da tempo sottoponeva la propria compagna a continue violenze, anche di fronte alla loro figlia minore, che hanno costretto la donna, in più occasioni, a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. La donna era costretta a subire continue vessazioni e richieste di denaro che, se non esaudite, venivano seguite da aggressioni fisiche e da angherie, quali, ad esempio, la privazione del proprio telefono cellulare.
In diverse situazioni invece è stato necessario improntare il provvedimento di prevenzione a tutela di genitori anziani, sottoposti agli impeti violenti dei propri figli, soggetti adulti, che anche a seguito di abuso di alcool e sostanze stupefacenti, sottoponevano il proprio padre o la propria madre ad aggressioni e insulti, costringendoli a vivere in uno stato di continuo timore. In una delle situazioni affrontate l’uomo obbligava la propria madre ad accompagnarlo nei luoghi ove era solito recarsi per l’acquisto di droga.
In altro contesto è stata adottato la misura dell’ammonimento nei confronti di una minore che in ambito scolastico ha tenuto atteggiamenti prepotenti e vessatori nei confronti di altri alunni. In particolare l’intervento del Questore è stato necessario per interrompere la commissione di una serie di prevaricazioni che venivano addirittura trasmesse in diretta sui social con la complicità di altri studenti consenzienti per paura di essere oggetto di simili atteggiamenti vessatori. La possibilità di ricorrere all’istituto dell’ammonimento anche nei confronti di ragazzi di età compresa tra i 12 ed i 14 anni è stata introdotta dall’art 5 co 2 del DL 123/2023.
L’ammonimento per condotte riconducibili a bullismo è uno strumento di prevenzione introdotto dal legislatore con il c.d. Decreto Caivano e ha la finalità di evitare che episodi di tal fatta possano degenerare in fatti più gravi e minare il percorso educativo e di crescita dei più giovani. L’obiettivo è quello di trattare il bullo con azioni di tipo educativo, stimolandolo a riflettere sul suo comportamento e sulle possibili conseguenze anche penali permettendo di affrontare i problemi preventivamente, nei luoghi di aggregazione giovanili, evitando che approdino, spesso troppo tardi, nelle aule dei tribunali.




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