Gli investigatori della Squadra Mobile livornese nel primo pomeriggio del 6 agosto, hanno individuato un cittadino italiano che era giunto a Livorno dalla Campania per mettere in atto una truffa. L’uomo veniva quindi costantemente monitorato dagli agenti delle Volanti e della Squadra Mobile fino a quando, dopo diversi giri nel centro cittadino, entrava all'interno di un condominio in zona San Iacopo. Dopo pochi minuti, veniva visto uscire e prendere velocemente un taxi per poi scendere nei pressi della Stazione Centrale, e in base a tale comportamento, è stato identificato e controllato. Durante il controllo hanno trovato, nascosti all'interno di un borsello, numerosissimi preziosi in oro giallo e bianco. In seguito, all'interno del condominio dal quale era uscito l’uomo, i poliziotti hanno trovato un'anziana signora in forte stato di agitazione che stava parlando al telefono. La signora informava gli operatori di Polizia di aver fatto entrare poco prima un uomo italiano presentatosi come Carabiniere in quanto aveva ricevuto una telefonata da un’altra persona, anch'essa presentatasi come Carabiniere, che l’aveva informata che sua figlia aveva causato un grave incidente causando danni a una persona, motivo per il quale l'anziana signora veniva esortata a mostrare tutti i monili preziosi che erano in suo possesso al (presunto) collega che si era presentato alla sua porta il quale avrebbe dovuto fotografarli. Successivamente, approfittando di un attimo di distrazione della signora, l’uomo si appropriava dei gioielli e fuggiva. In virtù di quanto appurato, il cittadino italiano dell’82, che annovera numerosi precedenti e pregiudizi di Polizia per reati contro il patrimonio perpetrati in diverse città italiane, veniva condotto presso gli uffici della Questura di Livorno e tratto in arresto, in concorso con altro soggetto in fase di identificazione, per i fatti qualificabili come furto aggravato in danno dell'anziana signora, alla quale venivano immediatamente restituiti, in fase di querela, tutti i monili preziosi a lei asportati con l'inganno, il cui valore approssimato si aggira intorno ai 40 mila euro.
L'arrestato, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria tempestivamente informata, veniva condotto presso la Casa Circondariale di Livorno.














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