I Carabinieri della Stazione di San Vincenzo, dopo vari accertamenti, hanno individuato e denunciato all’A.G. di Livorno tre persone, due uomini ed una donna con precedenti di polizia, indiziati di essere gli autori di una truffa.
La vittima aveva pubblicato un annuncio di vendita su un sito di e-commerce relativo ad accessori per auto venendo nel giro di poco tempo contattato da un sedicente acquirente il quale, fingendosi interessato, si era proposto di acquistarli. Una volta intrapresa la comunicazione tramite messaggi, i due si sono accordati sul prezzo e L’”acquirente” ha fatto credere alla vittima di poterle corrispondere la somma pattuita mediante alcune semplici operazioni da eseguirsi tramite app di home banking relativa al suo conto corrente, al termine delle quali avrebbe ricevuto la somma.
L’ignaro venditore ha acconsentito e, una volta avuto accesso al proprio conto online, ha operato secondo le indicazioni fornite per telefono dall’interlocutore, digitando i codici IBAN che gli venivano man mano forniti, venendo così tratto in inganno poiché, diversamente da quanto fattogli credere, ha eseguito 4 pagamenti istantanei di vario importo al malfattore. Quando quest’ultimo, ricevuti gli accrediti, si è reso irreperibile, la vittima si è insospettita e non ha proceduto oltre. Dal proprio istituto di credito ha poi avuto la conferma di aver speso, anziché riscosso, un totale di 4.000 euro.
Denunciato l’accaduto, i Carabinieri di San Vincenzo hanno avviato indagini, seguendo anche il flusso delle somme oggetto delle citate operazioni di pagamento ed analizzando i contatti telefonici, risalendo all’identità di tre persone, risultati intestatari dei codici IBAN utilizzati nella truffa, che sono state denunciate in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Livorno per il reato di truffa in concorso.
Nel corso di trattative a distanza, il consiglio è quello di diffidare da interlocutori che inducano ad effettuare operazioni tramite home banking/presso atm/presso esercenti abilitati all’effettuazione di ricariche o presso uffici postali/banche. Il prospettare la necessità di compiere operazioni di qualunque genere per ottenere un pagamento deve indurre a prendere tempo, rinviando il tutto per potersi rivolgere ad un parente/amico ovvero ad una Stazione Carabinieri o al 112 NUE per avere un consiglio.













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