Una panchina di colore rosso acceso per ricordare chi non c’è più e, soprattutto, per educare chi verrà. Si è svolta nella giornata di ieri l’inaugurazione della Panchina Rossa per i diritti della donna, un’iniziativa dal profondo valore simbolico inserita nel cartellone di eventi creato in occasione della Giornata Internazionale della Donna.
L’installazione, volta a mantenere alta l’attenzione sui diritti delle donne e sulla necessità di una memoria collettiva vigile, è stata curata congiuntamente dalla sezione A.N.P.I. di Collesalvetti, dall’associazione Furore Odv e dall’ U.D.I. (Unione Donne in Italia) di Collesalvetti.
La mattinata ha visto la partecipazione attiva e sentita delle alunne e degli alunni della scuola primaria "C. Marcacci" di Vicarello, che hanno portato l'energia delle nuove generazioni in un luogo destinato a diventare presidio di civiltà.
Particolarmente toccante è stata l'Incursione Letteraria curata da Furore Odv, che ha intrecciato memoria storica e impegno civile.
"Furore Odv - ha dichiarato la curatrice dell’Incursione Elena Drago - ha sempre riservato un'attenzione particolare al tema delle pari opportunità e dei diritti delle donne. I diritti delle donne sono parte inalienabile, integrale e indivisibile dei diritti umani. Qualsiasi condizione economica, sociale, culturale, legale e religiosa risulti di ostacolo alla piena realizzazione della libertà individuale deve essere rimossa. Nelle nostre Incursioni Letterarie cerchiamo di dare voce alle parole di intellettuali che possono contribuire al superamento di tali ostacoli. Ci piace, inoltre, che alcuni spazi delle frazioni diventino simboli attorno ai quali dare sostanza e continuità a reti tematiche. L'installazione della panchina in questo parco potrà raccogliere persone e associazioni per fare animazione sociale e culturale. Oggi abbiamo concluso con il grido 'pane, pace e libertà' delle donne bolsceviche del 1917: vorremmo che questo grido, lanciato insieme agli studenti presenti, servisse per un futuro migliore".
“L’installazione della “Panchina dei Diritti” delle donne a Vicarello – ha spiegato il Presidente sezione A.N.P.I. Collesalvetti Aldo Manetti - è un segno profondamente simbolico per la nostra comunità. Non è una panchina qualunque: è rosse e inclinata, non può essere utilizzata. Solo quando la società avrà raggiunto una reale parità di diritti potremo abbassarla. Sottolineando alle nuove generazioni presenti che dobbiamo impegnarci ogni giorno per custodire le conquiste fatte e continuare a lottare laddove non sono state ancora raggiunte. Questa panchina parla proprio di questo percorso, come ricorda anche la targa che vi è apposta: Ieri insieme sui monti, nei campi, nelle fabbriche. Oggi nelle istituzioni, nella ricerca, nella cultura. Domani qui liberi e uguali seduti accanto”.
A chiudere gli interventi istituzionali, la Sindaca di Collesalvetti, Sara Paoli, che ha rimarcato l'importanza del fare rete sul territorio:
“Questa installazione nasce con un obiettivo molto chiaro: parlare alle nuove generazioni. Oggi erano presenti anche due classi quinte e proprio a loro abbiamo voluto spiegare che i diritti di cui godiamo oggi non sono nati per caso.
Prima di noi ci sono state altre donne che hanno lottato con coraggio per conquistare libertà e uguaglianza. Donne che hanno aperto la strada ai diritti fondamentali: il diritto di essere libere, il diritto di voto, l’autodeterminazione. Battaglie che hanno contribuito a rendere la nostra società più giusta e a superare una cultura patriarcale che per troppo tempo ha limitato la vita delle donne.
Per questo è importante raccontare questa storia ai più giovani: perché comprendano che questi diritti non sono scontati e non sono irreversibili. Possono essere messi in discussione se smettiamo di difenderli.
Custodire la memoria delle conquiste di ieri per continuare a costruire una società fondata sulla libertà, sull’uguaglianza e sul rispetto dei diritti di tutte e di tutti.
Questa installazione vuole essere proprio questo: un segno visibile nello spazio pubblico della nostra comunità che ricorda da dove veniamo e che invita ciascuno di noi, a partire dalle nuove generazioni, a non dare mai per scontati i diritti conquistati.
Perché, nonostante i passi avanti compiuti, la piena parità di genere non è ancora raggiunta e dobbiamo continuare a lavorare, insieme, per costruire una società davvero più giusta".















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