Si inaugurerà sabato 11 aprile 2026, ore 17.00, alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini (Complesso di Villa Carmignani, via Garibaldi, 79) la mostra Athos Rogero Natali decoratore e scenografo. La stagione dell'innovazione delle vetrate artistiche e il boom degli Stabilimenti Pisorno, promossa dal Comune di Collesalvetti, in occasione del 50° dalla scomparsa dell'artista, a cura di Francesca Cagianelli e Marco Sisi, in collaborazione con Massimo Sanacore.
La mostra apre una nuova prospettiva sulla storia dell'arte livornese e toscana del Novecento, approfondendo la figura di Athos Rogero Natali (1881-1976). Fratello di Renato Natali, Athos scelse un percorso differente, orientandosi verso le arti decorative e collaborando con gli Stabilimenti Pisorno di Tirrenia. Tra il 1934 e il 1969, questi studi — nati dall'impegno di Antonio Valente e Giovacchino Forzano — rappresentarono un centro d'avanguardia per l'industria cinematografica italiana.
Apprezzato da Carlo Servolini come scenografo e realizzatore di vetrate, ma trascurato dalla critica locale dell'epoca, Natali emerge oggi come un interprete alternativo del Novecento, distante dalle correnti più note del Gruppo Labronico.
Il percorso espositivo documenta la sua attività per la Ditta Felice Quentin. Grazie ai materiali dell'Archivio degli Eredi, la mostra presenta bozzetti e studi che testimoniano il suo lavoro per le principali chiese e monumenti di Livorno. Questa produzione è stata oggetto di una ricerca condotta da Massimo Sanacore presso i principali archivi storici del territorio, ricollegando l'opera di Natali al contesto dell'arte vetraria moderna.
Oltre alle vetrate, l'esposizione rivela l'attività di Natali come attore e scenografo. Il cocuratore Marco Sisi ha ricostruito questa fase della sua carriera, a partire dalla collaborazione nel film Campo di maggio (1935), dove Natali realizzò in poche ore un grande arazzo su juta. Seguirono partecipazioni in pellicole come Fiordalisi d’oro, 13 uomini e un cannone, I due sergenti e Sono stato io!, fino alla parte recitata in Senza pietà di Alberto Lattuada nel 1948.
"Questa mostra - ha dichiarato l’assessora alla cultura Vanessa Carli - non è solo un omaggio a un artista poliedrico, ma un atto di giustizia storiografica per Livorno. Riscoprire Athos Rogero Natali significa restituire alla città un protagonista delle arti applicate e del cinema, capace di legare la tradizione artigianale del vetro all'innovazione dell'industria del grande schermo. È un percorso che arricchisce la nostra comprensione del Novecento toscano, portando alla luce un talento rimasto troppo a lungo nell'ombra. L’artista, la cui fama è consolidata da prestigiosi incarichi in tutta Italia, ha firmato una delle vetrate della chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Colognole. La sua opera arricchisce il patrimonio della parrocchia, nota ai più principalmente per lo storico organo, considerato finora il suo tesoro artistico più rilevante".
In mostra sono raccolti documenti inediti che illustrano la versatilità dell'artista, quali Materiali d'archivio (lettere, locandine pubblicitarie del suo studio e articoli di giornale relativi alle sue opere nelle chiese della Madonna e di Santa Giulia); Iconografia storica (fotografie che ritraggono l'artista al lavoro o insieme al fratello Renato, oltre a immagini delle vetrate realizzate per l'Accademia Navale di Livorno, come la serie dedicata alle navi storiche e l'opera Resurrexit, scelta come immagine simbolo della mostra); Attività didattica (testimonianze del suo ruolo di docente presso la Scuola della Vetrata dell'Istituto d'Arte di Firenze).
L'insieme di questi materiali permetterà ai visitatori di riscoprire un capitolo finora poco noto della cultura tecnica e artistica livornese, restituendo a Natali il suo ruolo nella storia delle arti applicate del secolo scorso.
La mostra sarà visitabile fino al 4 giugno tutti i giovedì, ore 15.30-18.30 e su prenotazione per piccoli gruppi. Info: 0586 980227 e 980174 – 392 6025703 pinacoteca@comune.collesalvetti.li.it www.comune.collesalvetti.li.it
Seguono i contributi di Sisi e Sanacore
Athos Rogero Natali Attore E Scenografo per gli Stabilimenti Pisorno
a cura di di Marco Sisi
Athos Rogero Natali unì alla vocazione di pittore e vetratista anche quella di scenografo, operando presso gli studi cinematografici di Tirrenia, inaugurati nel 1935. Un rapporto professionale quest'ultimo che durò circa quattro anni, realizzando fra il 1935 e il 1939 come scenografo o arredatore una sequenza di film che dovrebbe ammontare complessivamente ad almeno ventidue, su trenta prodotti a Tirrenia in quel periodo, ma è difficile stabilirlo con esattezza a causa dell'estrema frammentarietà delle informazioni disponibili a quasi novant'anni di distanza: in molti casi nei titoli di testa il suo nome non compare, anche se in un suo curriculum pubblicato sull’edizione 1939 dell’Annuario del Cinema vengono citate tutte queste produzioni.
Lavorò a fianco di Antonio Valente anche per Un colpo di vento-Coup de vent (1935), regia di Jean Dréville, per la versione francese e di Giovacchino Forzano, che era l’autore del testo teatrale da cui fu tratto, per quella italiana. Sono rimaste solo poche fotografie, fra queste figura una scattata durante la preparazione del set in uno dei teatri di posa di Tirrenia: le arcate sovrapposte lasciano pensare che si tratti della costruzione delle rampe di scale di un palazzo, laddove il personaggio principale resta chiuso fuori della porta di casa a causa di un improvviso colpo di vento; in un’altra foto compare la ricostruzione di un’aula di tribunale, con in alto una finestra visibilmente posticcia come se ne vedranno spesso nei film dell’epoca girati alla Pisorno.
Un altro film di quasi impossibile reperibilità, Fiordalisi d’oro, le cui riprese iniziarono poco dopo, vedeva Athos Rogero Natali impegnato come attore (ma non sappiamo quale parte interpretasse) e come scenografo, anche qui in collaborazione con Antonio Valente. Diretto da Giovacchino Forzano, che anche in questo caso era l’autore del dramma teatrale (andato in scena nel 1924, con il titolo I fiordalisi d’oro-I Dantonisti), nella versione italiana, fu girato anche in francese per la regia di Marcel Cravenne, con il titolo Sous la terreur.
A parte i drammi storici con soggetti che si svolgevano ai tempi di Napoleone o della Rivoluzione Francese, a Tirrenia si girarono anche molte commedie di ambientazione contemporanea, dove Natali lavorò assieme ad altri scenografi, primi fra tutti Nino Maccarones e il concittadino e amico Virgilio Marchi. Titoli come L’aria del continente e Amazzoni bianche, diretti entrambi da Gennaro Righelli e girati fra il 1935 e il 1936, oppure Sono stato io!, L’amor mio non muore! e In campagna è caduta una stella (tutti interpretati dai fratelli De Filippo, il primo diretto da Raffaello Matarazzo, il secondo da Giuseppe Amato e il terzo da Eduardo, usciti fra il 1937 e il 1939) mostrano ambienti che, pur essendo collocati nella finzione cinematografica in località ben diverse tra loro, hanno molte somiglianze. Nei film di Righelli ci sono scene ambientate nelle hall di due lussuosi alberghi, uno a Roma e l’altro in una località imprecisata delle Alpi, che sembrano svolgersi nello stesso posto, tanti sono gli elementi comuni. E ne L’amor mio non muore! Lorenzo (Eduardo De Filippo) torna a casa dopo aver fatto fortuna negli USA a bordo di un transatlantico che ha un salone praticamente identico a quelli dei due hotel. Pareti con pannellature lucide o lastre che possono voler ricordare il marmo, angoli arrotondati dei banconi di reception e bar, colonne spesso illuminate dall’interno creano suggestioni futuriste, talvolta ripetute anche nelle scene di ballo che echeggiano coreografie dei film musicali d’oltreoceano.
Ci sono poi dettagli che si ripetono ossessivamente nelle varie situazioni: le porte vetrate con grandi listelli orizzontali, oppure con sopraluce a raggi usati anche per ottenere particolari effetti. Un piccolo elemento di dissonanza rispetto alle pellicole che, in quegli anni, venivano prodotte nella nascente Cinecittà, è rappresentato dai telefoni, rigorosamente neri, anziché candidi come gli apparecchi che contraddistinsero un vero e proprio genere di commedia che voleva essere sofisticata.
Tra gli episodi più emblematici del ruolo di Athos Rogero Natali come scenografo degli stabilimenti Pisorno domina Der Kaiser von Kalifornien-L’imperatore della California, scritto, prodotto, diretto e interpretato da Luis Trenker, che rappresentò un curioso esempio di film western, la cui produzione iniziò in Germania e quindi si trasferì in Italia. Il regista-produttore, per scelta o per fortuna, decise di girare in ordine, per cui della storia di Johann August Suter (interpretato dallo stesso Luis Trenker) a Tirrenia vennero riprese le ultime scene. Natali fu responsabile della realizzazione delle scenografie utilizzate per la parte del film ambientata a San Francisco. Fu costruita una vera e propria città con edifici di legno, negli spazi destinati a essere riutilizzati circa sei anni dopo per Pazzo d’amore di Giacomo Gentilomo (primo film di Renato Rascel).
Tra le curiosità più straordinarie l'ambientazione in epoca napoleonica per I due sergenti di Enrico Guazzoni, stavolta però l’autore del romanzo da cui è tratto il film è Paolo Lorenzini, noto come Collodi Nipote, in quanto nipote del celebre autore di Pinocchio. I protagonisti erano Gino Cervi, Mino Doro e Antonio Centa, assieme a Evi Maltagliati e Luisa Ferida. Scene firmate da Virgilio Marchi e Athos Rogero Natali, che curò anche l’arredamento. Da segnalare (probabilmente grazie all’origine livornese dei due scenografi) il curioso espediente per ricostruire una strada parigina innalzando una costruzione di legno e cartapesta davanti e perpendicolarmente alla facciata della Villa Fabbricotti.
Ma il ruolo dell'artista alla Pisorno deve ricondursi principalmente al sodalizio con Giovacchino Forzano: è il caso tra l'altro della partecipazione di Athos Rogero Natali (anche interpretando un piccolo ruolo) a un altro film diretto dallo stesso Forzano, Tredici uomini e un cannone, ennesima versione cinematografica di uno dei suoi lavori teatrali: stavolta non c’è di mezzo Napoleone, in quanto la trama è imperniata sullo scontro a distanza, durante la prima guerra mondiale, fra un pezzo di grosso calibro dell’esercito austro-ungarico e i russi che cercano di scoprirne la posizione. Scenografie, secondo i titoli di testa, a cura di Boris Bilinskij; Antonio Valente e Athos Rogero Natali, che collaborarono, non sono accreditati. Pregevole la ricostruzione degli ambienti storici, specialmente il circolo degli ufficiali austro-ungarici, che viene poi devastato dallo scoppio di una granata sparata dal misterioso cannone.
Non possiamo chiudere senza menzionare l’Athos Rogero Natali attore: oltre ad aver ricoperto dei piccoli ruoli da comparsa o generico nei film degli anni Trenta che abbiamo citato, ebbe una parte abbastanza importante in un celebre titolo neorealista girato a Livorno e dintorni nel 1947: Senza pietà di Alberto Lattuada, con Carla Del Poggio, John Kitzmiller, Giulietta Masina e Folco Lulli, di cui Federico Fellini fu aiuto regista e co-sceneggiatore. Lo troviamo nel ruolo del signor Antonio, portiere dell’albergo di Marina di Pisa usato come base dalla banda di contrabbandieri, che diventa amico e confidente delle ragazze coinvolte nei traffici. Purtroppo doppiato, come tutti gli attori non professionisti, Natali compare in tre scene, due delle quali girate all’interno dell’hotel e la terza sulla spiaggia di Tirrenia.
L'esordio di Athos Rogero Natali nell'ambito della ideazione di vetrate dalla chiesa di San Jacopo alla chiesa di san Giuseppe dell'ospedale di Livorno
di Massimo Sanacore
L’esordio di Athos Rogero Natali nel vetratismo avvenne nel primo dopoguerra, quando sulla facciata della Chiesa di San Jacopo a Livorno l'artista realizzò una tessitura a piombo bifacciale e dai tersi colori: la Stella Maris, collocata fra due velieri, Madonna benedicente il porto di Livorno, in una lunetta di apprezzabili dimensioni collocata sulla facciata.
L'artista fu subito apprezzato anche in sede nazionale, acquisendo incarichi per eseguire anche alcune vetrate artistiche alla Galleria Nazionale di Roma e alla Galleria Nazionale di Firenze. Per queste importanti committenze Natali operò in collaborazione, ovvero disegnava i bozzetti che venivano realizzati su vetro dalla manifattura. A Roma Athos lavorò con la Società Arti Decorative Interne – G. Marchetti e C., con sede centrale a Vicenza e presente anche a Milano e Roma, con la quale concorse anche al bando del 31 marzo 1926 per la decorazione del salone centrale delle Poste di Livorno, senza vincerlo.
In questi anni Athos Rogero si organizzò per la migliore e più profittevole partecipazione agli appalti, che a Livorno furono stimolati dal rinnovamento edilizio conseguente al Piano di Risanamento del 1927 e alle nuove lottizzazioni, quali le Colonie del Calambrone. Con tale obiettivo, il 26 marzo 1930, l'artista costituì una società in nome collettivo con Mario Holtzmann, con oggetto la lavorazione e decorazione artistica e commercio del vetro e affini. Natali aveva la direzione artistica, mentre Holtzmann quella amministrativa, a cui seguì la Ditta Natali e Niccolai. Vetri, cristalli, specchi. Arte decorativa.
Con questa società Natali e Niccolai si aggiudicarono il 27 maggio 1931 la gara per realizzare le vetrate della nuova chiesa di San Giuseppe all’interno del nuovo ospedale, progettata dall’architetto Ghino Venturi. Il risultato fu notevole, visto che le vetrate della facciata furono realizzate nelle forme romboidali previste da Venturi, ma intercalate da figure. Per abbellire la facciata superiore Venturi aveva progettato tre grandi e lunghi finestroni, che Natali caratterizzò con morbidi motivi geometrici a forma di rombo, che riprendevano il motivo del pavimento, mentre in quelle della controfacciata inserì nel finestrone centrale l’ovale della Colomba dello Spirito Santo e una serie di santi nei quattro finestroni laterali (cfr. I disegni progettuali di Venturi, in ASLi, Spedali Riuniti, ASL 6, 526 (174) 393).
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