Si è concluso con esito positivo il progetto “Ospitalità per persone senza fi ssa dimora in emergenza ghiaccio”, che ha visto la partecipazione attiva degli allievi del CIOFS-FP Toscana. L’iniziativa, organizzata dalla cooperativa Il Simbolo in collaborazione con la Protezione Civile del Comune di Livorno da dicembre a marzo, nei mesi più rigidi dell’anno, ha rappresentato molto più di un servizio: un punto di riferimento concreto per chi vive condizioni di fragilità, offrendo non solo accoglienza, ma anche calore umano e attenzione.
Elemento centrale e distintivo del progetto è stata l’esperienza di alternanza simulata, che ha visto protagonisti gli studenti della classe prima del percorso Operatore della ristorazione di CIOFS-FP Toscana. Attraverso questa modalità didattica, i ragazzi hanno potuto sperimentare un’organizzazione lavorativa completa, operando su una commessa reale e confrontandosi con tutte le fasi del processo produttivo: dalla pianificazione alla preparazione, fi no alla consegna del prodotto finale. Due volte a settimana, nel laboratorio di cucina della scuola, l’attività formativa si è trasformata in un’esperienza concreta e strutturata, in cui ogni studente ha assunto un ruolo preciso all’interno di un sistema organizzato, sviluppando competenze tecniche, capacità di collaborazione e senso di responsabilità. Il tutto nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di igiene e sicurezza alimentare. Ogni piatto preparato è stato accompagnato da una scheda descrittiva dettagliata — con ingredienti, allergeni e indicazioni per la conservazione e la rigenerazione — a garanzia di qualità e sicurezza. I pasti, consegnati al referente incaricato, sono stati poi conservati nei reparti idonei e successivamente porzionati presso la sede di somministrazione dal personale della cooperativa.
“L’attività svolta con entusiasmo dai nostri studenti di prima — spiegano da CIOFS-FP Toscana — rappresenta un esempio concreto di come l’alternanza simulata possa diventare uno strumento altamente formativo: non solo consente di applicare competenze professionali in un contesto guidato, ma permette anche di vivere un’esperienza autentica di cittadinanza attiva, inserendo i ragazzi in una rete di solidarietà a sostegno delle persone più vulnerabili del territorio”. Un’occasione preziosa per comprendere come, dietro ogni pasto servito, ci sia un gesto di attenzione che può fare la differenza nella quotidianità di chi è in diffi coltà. Il progetto si conferma così un esempio virtuoso di collaborazione tra enti del territorio e una concreta possibilità di portare all'esterno dell'aula la pratica laboratoriale: un percorso capace di unire competenze e solidarietà, trasformando l’apprendimento in responsabilità e partecipazione attiva alla comunità.












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